Gaza non è sola, corteo in centro storico

2' di lettura 06/01/2009 - \"Domenica 4 gennaio, il neonato Coordinamento Migranti Senigallia “Terza Italia”, insieme al CSOA Mezza Canaja e l’Ambasciata dei Diritti sono scesi in piazza per manifestare la propria solidarietà alla lotta del popolo palestinese che in questi giorni sta resistendo all’attacco israeliano\".

Un sit-in in Piazza del Duca che grazie ad una grande partecipazione si è presto trasformato in un corteo che ha percorso tutte le vie principali del centro storico. In più di trecento persone tra italiani e migranti – con una massiccia partecipazione di quest’ultimi – hanno urlato la propria indignazione verso il massacro che è in atto a Gaza. Dalla Rocca Roveresca è stata ammainata la bandiera dell’Unione Europea e issata quella palestinese. Nessuna equidistanza è possibile tra aggressore e aggredito, tra carnefice e vittima. Siamo con i palestinesi, con le loro donne, i loro bambini, i loro uomini e con i loro resistenti. Ancora una volta pietre contro carri armati. Ancora una volta la dignità di un popolo contro la prepotenza di uno Stato e dei suoi accoliti americani.




Ancora una volta la solidarietà di chi non si vuole sentire complice dell’attendismo interessato dell’Europa. Il corteo di domenica ha avuto però anche un’importanza tutta locale. Infatti, per la prima volta a Senigallia, i migranti si sono autorganizzati e sono usciti dal quartiere porto, che ormai è sempre più un ghetto separato dal resto della città da un muro invisibile fatto di pregiudizi, diffidenza e speculazione politica che alimenta paura e razzismo tra i cittadini. I migranti oltre a solidarizzare con la Palestina hanno denunciato le condizioni di precarietà e sfruttamento che quotidianamente vivono, dalla casa al lavoro.




Problemi che accomunano tutta una fascia di popolazione al di là del paese di provenienza, della lingua, della cultura e della religione. Un problema comune anche a molti italiani. Solo organizzandosi insieme, sfidando diffidenze e pregiudizi, si può lottare per i propri diritti e per la propria dignità.


Coordinamento migranti Senigallia Terza Italia

Csoa Mezza Canaja

Ambasciata dei Diritti






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 07 gennaio 2009 - 5416 letture

In questo articolo si parla di attualità, mezza canaja


Bravi ragazzi, Palestina libera.

Sono con i palestinesi che soffrono, che muoiono, che sono ingiustamente vittime due volte: degli integralisti dell\'odio che li hanno condannati a morte, come scudi umani in tutto il territorio, e non volendo perdipiù mai e poi mai regolarizzare i loro rapporti con uno stato sovrano; e vittime di quello che è considerato l\'esercito più efficente del mondo...e i morti civili stanno lì a dimostrare che non esiste una guerra pulita nemmeno con la maggiore precisione.<br />
La guerra è guerra, non è statistica.<br />
<br />
E nessuno mi toglie dalla testa che rispondere con l\'esercito ad un attacco di razzi è come rispondere a pistolettate contro il lancio di raudi: ma certo, se non ci fossero stati gli imbecilli a lanciare i raudi....<br />

quilly

.....Cosa ne pensate del lancio di razzi operato da Hamas verso il territorio israeliano che ha scatenato tutto questo?<br />
No mi spiace. Stavolta non parteggio per nessuno se non per i poveracci che sottostanno alle bombe e vedono i propri figli dilaniati dai bombardamenti israeliani.<br />
Non giustifico e non giustificherò mai gli estremisti religiosi palestinesi.<br />
Non giustifico e non giustificherò mai l\'arroganza del governo israeliano.<br />
Dobbiamo finirla di fare meri calcoli statistici.<br />
Qui c\'è gente che muore, famiglie distrutte, poveracci fatti a pezzi.<br />
Niente niente niente giustifica tutto ciò.<br />
Smettiamola di sbandierare l\'uno o l\'altro vessillo altrimenti le vittime civile non finiranno mai...

cioa Quilly, penso che il lancio di razzi fatto da hamas abbia fornito il casus belli ad israele su un piatto d\'argento. quindi penso che sia militarmente e politicamente un errorre, che non condivido minimamente, soprattutto perchè i razzi vengono lanciati contro civili e non contro obbiettivi militari.<br />
non mi piace hamas perchè sono laico per giunta anche ateo, e ci tengo che ogni tipo di religione sia sempre ben separata e lontanissima da ogni tipo di politica.<br />
detto questo non condivido il dire che ci sono da entrambi le parti civili che soffrono, non perchè non sia vero, ma perchè rischia di essere una falsificazione del problema. il problema a mio avviso è che al di là di chi ogni volta lanci la prima pietra o il primo missile, ci sono due problem strutturali, l\'oocupazione della palestina tramite i coloni e il rietro dei profughi. non sono questioni di oggi ma di decenni, di cui la responsabilità è tutta di israele e solo se si risolvono questi due problemi sarà possibile la nascita di uno stato palestinese e quindi la pace.<br />
ecco perchè non sono equidistante, ma dalla parte della palestina.<br />
<br />
\"perchè le suore d san vincenzo anche se prendono in mano il mitra non potranno far de bene, loro non sanno più cos\'è la vita\".<br />

Hai ragione Serse su quelle due questioni (e ci aggiungerei pure lo status di Gerusalemme, capitale contesa da due popoli), ma allo stato attuale delle cose non saprei dire se davvero sarebbe sufficiente: Isralele si era unilateralmente ritirato dalla Striscia, e le colonie smantellate, eppure il tiro di razzi (anche se per altri motivi) non è calato affatto, anzi.<br />
Piuttosto si sarebbe potuta continuare la tregua unilaterale che hamas aveva stabilito con Israele e hamas stessa ha distrutto tornando a lanciare razzi.<br />
<br />
L\'unica cosa che davvero mi viene da pensare è che la situazione delle mutue ingiustizie sia tale che anche voler fare una \"tabula rasa\" di tutte queste e ricominciare non sarebbe facile.<br />
Certo, se poi Israele dimostra la pazienza che ha dimostrato in questi giorni...

Il popolo palestinese \'che in questi giorni sta resistendo all’attacco israeliano\' è un popolo che ha votato per farsi governare da una setta di pazzi che anche ad un ritiro unilatarale dalla Striscia reagisce col lancio di razzi sui vicini anziché col dialogo. Purtroppo a rimetterci è il popolo palestinese e non la setta al governo. E credo che i tanti cervelli palestinesi in giro per il mondo, anzichè spendersi ad organizzare cortei (che sappiamo quali pressioni siano in grado di esercitare) farebbero meglio ad istruire chi è rimasto a casa: magari un governo meno terroristico aiuterebbe meglio il processo di pace. Mai nato forse anche per colpa di quei razzi.

Non sono d\'accordo su alcuni punti dell\'articolo e su alcuni commenti.<br />
Premetto che, però, è sconcertante l\'immobilità dell\'Unione Europea di fronte allo scottante argomento, e questo lo posso toccare con mano tutti i giorni.<br />
Mi sento però di dire che non sventolerò mai una bandiera palestinese, nè tantomeno quella israeliana. Non esistono posizioni da prendere, perchè non serve assolutamente a niente. Non conosciamo (noi occidentali) in alcun modo la situazione: si possono fare riferimenti storici a favore di una o dell\'altra parte per ore, volendo. Servono decisioni politiche:<br />
Gerusalemme città libera, simbolo della religione e non di un Paese o di quell\'altro;<br />
riconoscimento dello Stato palestinese, a patto che il popolo decida una volta per tutte che non si cambiano le cose mandando dei terroristi al governo (Hamas nella fattispecie);<br />
sanzioni pesanti a Israele in caso di attacchi sproporzionati all\'offesa ricevuta ( parlo di embarghi, non di inutili \"condanne a parole\");<br />
Sono solo alcuni esempi e proposte buttate lì: ma è così che si risolve i conflitti, non con i tanks o con i razzi.<br />
<br />
Il resto sono solo chiacchiere. Al posto di bruciare bandiere, tenete un pò di gas da parte visto che la grande madre Russia ha chiuso i rubinetti per colpa degli ucraini che non pagano e ci fregano pure il nostro, di gas. :)<br />

Immaginate che in Italia un partito quasi democratico (ANP), scelga di lottare a livello politico per un qualcosa (i palestinesi democratici lottano per veder riconosciuto il loro stato; Hamas vuole l\'annientamento di Israele...).<br />
<br />
Immaginiamo che in questo partito ci siano frange estreme che vogliano la guerra (Hamas). Immaginiamo infine che queste frange estreme - come ad esempio le Brigate Rosse - possano candidarsi ed addirittura vincere le elezioni, ottenendo una rappresentanza in parlamento.<br />
<br />
Agli occhi della comunità internazionale, come verrebbe considerato questo stato? Alcuni politici - vedi D\'Alema - riconoscono Hamas, quale interlocutore per il processo di pace. Altri ringraziando il cielo, no.<br />
<br />
Facile parlare di \"eccesso di difesa\", quando ti trovi di fronte dei \"pazzi indottrinati\" disposti a farsi saltare per aria nei bus oppure per strada.<br />
<br />
L\'errore più grande del governo palestinese, lo fece già Arafat, quando negli anni 70 (mi sembra), grazie alla mediazione Carter, Israele accettò un piano di rientro dai territori molto vantaggioso per la Palestina.<br />
<br />
Vi ricordo che gli ebrei, come i palestinesi, sono sempre vissuti insieme in Palestina e hanno quindi diritto ad avere propri stati!

Le forze armate israeliane hanno annunciato che interromperanno i bombardamenti sulla Striscia di Gaza per tre ore ogni giorno. Mubarak aveva chiesto il cessate il fuoco. Il comandante dei bombardieri che tempo addietro bombardarono il Kosovo, quello coi baffetti, sfila nei cortei o telefona finalmente ai suoi amici per fermare i razzi?

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Strumentalizzare in questo modo quegli avvenimenti è veramente ripugnante; ci sono delle povere persone che muoiono e voi vi schierate con i morti di una piuttosto che dell\'altra parte.<br />
E a volerla dire tutta non mi sembra che Hamas sia un movimento pacifico; quindi prima di schierarvi con questi terroristi che hanno lanciato migliaia di razzi su civili, ripeto civili israeliani, pensateci un po\' di più.

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Per conoscenza dei \"pacifisti\" linko il testo completo in inglese dello statuto di Hamas:<br />
<br />
http://www.standwithus.com/pdfs/flyers/Hamas_covenant.pdf<br />
<br />
Hamas è l\'organizzazione politica che i palestinesi hanno votato a stragrande maggioranza scegliendo la via dello scontro frontale con Israele.<br />
<br />
Giusto qualche estratto:<br />
Hamas (acronimo di \"Movimento di Resistenza Islamica\") si considera parte del più generale movimento della Fratellanza Islamica. Hamas definisce se stesso anche come un \"importante movimento palestinese, fedele ad Allah e il cui modo di vita è quello islamico\" e \"uno degli anelli della catena della lotta contro gli invasori sionisti\"(art. 6, 7)<br />
<br />
“Allah è il suo obiettivo, il profeta il suo modello, il Corano la sua costituzione, la jihad il suo cammino e la morte in nome di Allah il più dolce dei suoi desideri”<br />
<br />
Hamas non limita i propri obiettivi ad uno scontro con il sionismo nel contesto soltanto del conflitto arabo-israeliano. Esso si considera la punta di lancia di un movimento di massa in lotta contro gli \"ebrei guerrafondai\" e il \"sionismo mondiale\"<br />
<br />
\"Israele esisterà e continuerà ad esistere finché l’islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso\". Questi i termini con cui Hamas dichiara le proprie intenzioni in una delle frasi d\'apertura della Carta. Hamas punta a istituire una Repubblica Islamica su tutta la Palestina, considerata parte dell\'eterno patrimonio musulmano. La Carta afferma che nessuna parte della Palestina deve essere ceduta: \"La Palestina è terra di proprietà islamica (waqf), consacrata alle generazioni musulmane fino al giorno del giudizio\" (art. 11)<br />
<br />
<b>Non c\'è soluzione alla questione palestinese che non sia attraverso la jihad. Iniziative, proposte e conferenze internazionali sono tutte perdite di tempo e sforzi vani\" (art. 13)</b><br />
<br />
\"La nostra patria è una, la nostra situazione è una, il nostro destino è uno e il nemico è uno e comune per tutti noi [...]. Il giorno in cui l\'Organizzazione per la Liberazione della Palestina [Olp] adotterà l’islam come suo sistema di vita, noi saremo i suoi soldati e saremo il combustibile del fuoco che brucerà i nemici\" (art. 27).<br />
<br />
Questi, cari pacifisti, sarebbero le vittime?

Commento modificato il 07 gennaio 2009

Il commento di Serse è stranamente -o forse no- più da segretario Onu che da MC. Il lancio dei razzi sulle case israeliane (sugli attentati suicidi nei centri commerciali, due parole le vogliamo dire?)per lui è prima un errore politico piuttosto che un crimine contro popolazioni civili...vabbè.<br />
Fino a un certo punto però lo seguo, ma alla fine tende a dimenticare, come ho già rilevato in un post sopra (quello anomimo ma per sbaglio), che i primi a violare la risoluzione Onu per l\'indipendenza sia di Israele sia dei Palestinesi sono stati i Paesi Arabi, quando in otto nazioni hanno attaccato lo stato ebraico convinti di risolvere il problema. Secondariamente il governo israeliano ha dato segnali positivi sgomberando anche con la forza decine di insediamenti dei coloni ultraortodossi sia nella Striscia sia in Cisgiordania. E con l\'ANP infatti il dialogo va avanti. Dei morti civili nella guerra fratricida tra Hamas e ANP nelle strade di Gaza Serse non sa-non ricorda? Il problema è Hamas, solo Hamas per arrivare alla pace in medio oriente. Hamas che riceve aiuto materiale dall\'Iran e conforto politico da Al Quaeda. E questo Serse (niente di personale, lo cito ad esempio) non lo vede, però. Detto questo, spero che i combattimenti terminino quanto prima, per la vita dei civili coinvolti.




logoEV