Riconversione Sadam, lettera aperta ai cittadini

sadam 14' di lettura 10/01/2009 - Dopo la pausa natalizia, a seguito della discussione avvenuta durante l’ultima riunione del Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina tenutasi lo scorso 21 dicembre 2008, nonché a seguito degli ultimi sviluppi che la vicenda della riconversione Sadam ha avuto in chiusura del 2008, il comitato scrive una lettere ai cittadini.

Carissimi Cittadini di Jesi e della Vallesina,


l’anno che sta iniziando ci pone già davanti ad una problematica davvero grave che si unisce a quelle già pesantissime che stanno colpendo Jesi e la Vallesina tutta. Ci troviamo di fronte ad un’aggressione di carattere “neocoloniale” che non avremmo mai voluto vedere. Il presidente del gruppo Maccaferri, cui fa capo Eridania-Sadam ha dichiarato di infischiarsene non solo dei lavoratori e dell’opinione di cittadini e comitati, ma addirittura di ciò che viene deliberato in sedi istituzionali come il nostro Consiglio Comunale. Ha deciso di non tenere in alcun conto della delibera votata a maggioranza lo scorso 13 dicembre sul tema della riconversione dello zuccherificio di Jesi, e di andare avanti chiedendo direttamente in Regione di procedere con la Valutazione di Impatto Ambientale della proposta fatta lo scorso luglio. Andiamo con ordine, e cerchiamo di chiarire bene cosa è successo. Come molti sanno, si è tenuto un estenuante consiglio Comunale a Jesi lo scorso 13 dicembre 2008. Dalle oltre 8 ore di discussione è emerso che a nessuno in C.C., tranne poche eccezioni di cui parleremo, piace le proposta di riconversione fatta dall’Eridania Sadam.




Il consiglio, quindi, si è diviso fra coloro che ritengono che ci siano ancora dei margini per poter trasformare quella proposta in qualcosa di accettabile, e coloro che invece ritengono che una proposta del genere fatta da un’azienda “arrogante” (come l’hanno definita alcuni nostri esponenti politici locali su dichiarazioni stampa), oltrechè indagata per reati gravissimi contro il nostro patrimonio ambientale, debba essere cambiata totalmente, facendola precedere da una seria opera di bonifica dei siti occupati in 40 anni, che già di per sé risolverebbe molti problemi occupazionali, e per la quale la stessa Sadam sta per incassare circa 70 milioni di euro dall’UE. La linea che ha visto la maggioranza dei voti in CC è stata la prima; è stata infatti votata una risoluzione che, anche se a nostro avviso troppo moderata ed insufficiente a garantire lavoro, salute ed ambiente, pone tuttavia alcuni vincoli importanti. Fra di essi, ricordiamo:



- La presentazione di un progetto industriale entro marzo 2009


- La riduzione della potenza della centrale a biomasse da 18 a massimo 5 MW


- La realizzazione di un fondo con danari dell’azienda ma a gestione del Comune per garantire almeno 1 anno di retribuzione dei dipendenti, in caso di licenziamenti e/o chiusura degli impianti


- Un progetto che, nel corso degli anni, porti al reimpiego di tutte le maestranze, comprese quelle stagionali, fino ad oggi inspiegabilmente escluse da qualsiasi tavolo di confronto.



L’ ACCORDO DI RICONVERSIONE PRODUTIVA presentato al Comune di Jesi, quindi, ALLO STATO ATTUALE NON PUO’ ESSERE FIRMATO DAL SINDACO poiché in esso non sono contenuti i concetti espressi nella risoluzione. Tale accordo dovrà essere completamente riscritto e dovrà essere riportato in Consiglio Comunale per essere discusso prima di qualsivoglia firma da parte del Sindaco stesso. E’ questo forse il vero motivo che ha portato il Sig.Maccaferri ad una evidente caduta di stile e forse, di pazienza. A differenza delle altre riconversioni, qui a Jesi la Sadam non è riuscita ad ottenere il percorso “agevolato”, cioè la firma di un accordo vincolante preventiva a qualunque presentazione di progetti e di inizio di iter procedurale. Un importante risultato, per tutta la città, dato che evita di esporsi a richieste di danni ed a costi per la collettività, come sta invece accadendo a Fermo o a Castiglion Fiorentino dove, una volta scoperte le carte, amministrazioni comunali e cittadini si trovano a NON VOLER la riconversione e quindi stanno tornando indietro da accordi già presi, gravandosi di costi non indifferenti sia di carattere politico sia di carattere economico.




I fatti di questi giorni, inoltre, dimostrano come coloro che dicevano che la firma servisse all’ottenimento della cassa integrazione dopo il 31 dicembre 2008 sostenevano tesi non veritiere, dato che la CIG sarà rinnovata nonostante tale firma non ci sia stata. Idem per coloro i quali ritenevano che la firma dell’ accordo dovesse essere il primo passo necessario all’avvio dell’iter delle valutazioni di impatto ambientali e della riconversione: le parole di Maccaferri stesso dicono il contrario. E’ chiaro quindi che ora il gruppo Eridania-Sadam dovrà “subire l’affronto” qui a Jesi di essere trattato come tutti gli altri imprenditori locali, presentando progetti, facendoli valutare, e solo poi chiedere al comune il permesso di cantierarli. Permessi che il Comune non sarebbe obbligato a concedere, anche dopo gli eventuali “OK” degli organi tecnici, dato che quelle del Comune rimangono scelte politiche di sviluppo della città nelle quali spetta al CC ed all’Amministrazione dare parere favorevole. In quest’ottica, la sparata di Maccaferri appare addirittura patetica, dato che assume un tono volutamente intimidatorio.




Sicuramente, quello di aver scongiurato la inutile e dannosa firma della “cambiale in bianco” a favore della Sadam è il risultato più importante con cui si chiude il 2008. Un risultato a cui hanno contribuito, ovviamente in parti diverse, tutti: cittadini, il nostro Comitato, associazioni importanti come Italia Nostra, politici. Tutti, tranne alcuni, che vanno ricordati e che, se fosse stato per loro, avrebbero trascinato la nostra città “nelle mani” di un gruppo industriale che fino all’altro ieri si dichiarava “pronto alla trasparenza ed alla partecipazione” (ricordate l’Ing. Cinti al Consiglio Comunale aperto di Monsano? O l’ing.Ciliberti in audizione alla Commissione Politica?) e che oggi schiaffeggia le Istituzioni locali.



Ricordiamo brevemente solo alcuni di coloro che NON VANNO ringraziati per il risultato ottenuto:


- Il SINDACO DI JESI FABIANO BELCECCHI. Se fosse stato per lui, l’accordo (=cambiale in bianco, come dimostrano le uscite del gruppo Maccaferri di questi giorni) sarebbe stato firmato da un pezzo


- SINISTRA DEMOCRATICA, in particolare Romitelli e Lillini. Un partito nato in Consiglio DOPO le elezioni, consentendo a rappresentanti e coordinatori di partiti neanche candidatisi alle elezioni amministrative di prender parte alle riunioni di maggioranza. Complimenti, soprattutto per aver spinto, sin da ottobre, per una firma dell’accordo al fine di avere la Cassa Integrazione. I fatti, dimostrano, come già detto, che tale posizione non aveva fondamenta nella realtà.

Non possiamo non ricordare le aggressive dichiarazioni di Maderloni, sempre di SD, che ha accusato lo scorso ottobre i comitati di “far politica”; oltre a chiedere una firma all’accordo dicendo “oggi non sappiamo cosa Sadam ci propone esattamente, firmiamo l’accordo così vedremo….”


- Mohammed El Hasani (sindacalista CGIL) e Silvano Giangiacomi(CISL). Da subito molto critici con la politica perché non aveva trovato il coraggio di firmare l’accordo dando il via alla riconversione; anche loro cercando di far passare il problema delle Cassa Integrazione come un qualcosa di legato all’accordo stesso. D’altronde, la “vicinanza” politica di El Hasani a Sinistra Democratica è nota e forse costituisce solo l’ultimo degli esempi di convergenza/asse sindacati-politica cui troppe volte la nostra Italia ci ha abituato


- FABIO BADIALI, consigliere e neo assessore regionale, che giustificava lo scorso settembre la firma dell’accordo dicendo “Ok, il meccanismo dei Certificati Verdi è discutibile, ma siccome se non li prende la Sadam i CV li prende un’ altra azienda, decidiamo di farli prendere alla Sadam….”


- PAOLO PETRINI, assessore regionale all’agricoltura, strenue sostenitore delle riconversioni Sadam proposte a Fermo e Jesi. Peccato che in entrambi i casi, le associazioni agricole, le aziende agricole di qualità, le aziende vitivinicole, le associazioni agrituristiche, si siano espresse contro tali proposte. Di chi è assessore, il Petrini? Non del PD di Fermo che su questo tema ha apertamente preso le distanze dal proprio eletto. Non delle strutture produttive agricole sopra ricordate


… - L’assessore all’ambiente del Comune di Jesi GILBERTO MAIOLATESI, che in tutta questa vicenda è stato grande assente. La sua “giustificazione” è stata quella di essersi fatto rappresentare da altri. Ci si chiede, allora, che senso abbia continuare ad avere (e stipendiare) un assessore che “delega” proprio sugli argomenti di cui anche il suo assessorato ha competenza e nei momenti in cui è chiamato in causa in prima persona. Un assessore che mena vanto e predica la necessità per i politici di non abbandonarsi a “moralismi” ed ai richiami della “coscienza” lasciandosi andare a scelte che definisce dettate dalla “emotività”; un assessore che tuttavia si guarda bene dal prendere “lucidamente” atto dei numeri e dei dati ancora mai smentiti forniti da chi, con “convegnucci” cerca di fare quella informazione che proprio lui e l’amministrazione comunale di cui egli è parte avrebbero dovuto fare, così come per altro stabilito dalla quasi totalità del Consiglio Comunale nella risoluzione del 30 luglio u.s.


- L’assessore allo Sviluppo “Sostenibile”(?) DANIELE OLIVI, che ha bene evidenziato quale dovrebbe essere, a suo parere, lo sviluppo della Vallesina nei prossimi anni. Uno sviluppo che parte dalla Sadam, passerà dal Corridoio Esino e dalla Zipa “Verde” (cosa potrà mai avere di “Verde” un ampliamento di una Zona Industriale?). Per arrivare forse ad accettare il Progetto Radar tanto caro all’Ing. Polonara, membro della Commissione Tecnica istituita dal Sindaco su indicazione proprio dell’Assessore allo Sviluppo di Jesi per valutare la questione Sadam ? Un futuro che poggia su fondamenta “del passato”, tutto basato su cemento, asfalto, fabbriche e fiamme, in una valle già ambientalmente devastata. Da notare come le recenti uscite sulla stampa del nostro assessore tentino di minimizzare la grave situazione sanitaria della nostra regione in cui, lo ricordiamo, abbiamo avuto un raddoppio dei casi di tumore infantile in dieci anni. “Eccessivi certi allarmismi”, secondo Olivi….




Abbiamo già spiegato il perché riteniamo la risoluzione votata il 13 dicembre insufficiente a garantire l’occupazione, la tutela dell’ambiente e della salute; abbiamo già detto quali sono i rischi di avere l’API nel cuore della Vallesina con una raffineria da 250 mila tonnellate di biodiesel ed il possibile trasferimento sull’area Sadam di depositi di stoccaggio dei carburanti attualmente situati a Falconara; abbiamo già parlato della gravissima situazione ambientale in cui grava Jesi oggi, a zuccherificio spento, per alcuni parametri seconda città più inquinata della Marche; abbiamo già parlato dell’inquietante aumento delle patologie tumorali infantili, che nelle Marche è stato mediamente del 10% annuo negli ultimi 10 anni (ovvero, in 10 anni è raddoppiata l’incidenza dei tumori infantili nella nostra Regione); abbiamo già parlato di industrie insalubri di prima classe e di impianti a rischio di incidente rilevante; ed abbiamo già detto come tutte queste problematiche rimarrebbero irrisolte anche se venisse considerata la risoluzione del 13 dicembre.



Ma oggi, tutto ciò appare lontano dal momento in cui il Sig. Maccaferri non ci pensa neanche di tenere conto delle pur blande restrizioni della risoluzione del CC. Nel suo monito del 18 dicembre dice che lui andrà avanti trattando direttamente con la Regione. E’ proprio così, carissimi concittadini. Egli tratta Jesi e la Vallesina come un suo feudo e i nostri politici come dei feudatari “incapaci” di assolvere ai loro doveri, non mancando di bacchettarli sonoramente definendo il documento approvato dopo ore ed ore di seduta consiliare “fantomatico”. A questo punto, sentiamo il bisogno di rivolgerci ad ogni singolo cittadino per cercare di compattarci tutti contro questi comportamenti cha assomigliano ad abusi di potere. Non permettiamo a questa gente di fare del nostro territorio e del nostro futuro, nonché dei nostri soldi, ciò che vuole.



Vedremo come si esprimeranno i nostri amministratori politici locali di fronte a queste elucubrazioni “neocolonialiste” del Maccaferri. Vedremo se saranno con la città o con Maccaferri. Alcuni esponenti politici si sono già espressi in maniera fortemente contrariata e, se non cambieranno idea come purtroppo alcuni di loro hanno già fatto anche recentemente, sembrerebbero talmente risentiti da essere pronti a far addirittura saltare il tavolo di qualsivoglia trattativa, se non si rispetta l’Atto di Indirizzo della Maggioranza. Poco ci è piaciuta, a dire il vero, la reazione del nostro Sindaco, dal quale ci si aspettava, davanti ad un oltraggio del genere, una presa di posizione ferma e decisa a difesa della città o almeno, della politica e del suo partito. La sua blanda indignazione è stata subito seguita da parole possibiliste sul fatto che comunque è nostro (nostro di chi?) interesse sedersi ad un tavolo per arrivare ad una “posizione condivisa”(!).



Nella sua conferenza di fine anno, infatti, contraddicendo a sole due settimane di distanza le sue stesse dichiarazioni al consiglio comunale del 13 in cui descriveva l’Atto di Indirizzo della Maggioranza un documento vincolante che dice “prima” quali dovrebbero essere i criteri del piano industriale, ha parlato già della ricerca di una sintesi fra la risoluzione votata dal CC e le posizioni della Sadam. Un Sindaco, dunque, che porge l’altra guancia, non contento dei numerosi schiaffi già ricevuti dalla Sadam. Un Sindaco che, forse, farebbe meglio a porgere solo la sua di guancia, e non quella dell’intera città. Come Comitato “vigileremo” su quello che succederà in Regione. Sicuramente, gli ultimi rimpasti di giunta regionale, che premiano proprio esponenti che si sono spesi per la firma dell’accordo e per la causa Sadam “perché tanto qualcuno deve pur approfittarsene di quei soldi dello Stato” non promettono niente di buono. Ci aspettiamo che dopo aver fatto la voce grossa, Maccaferri cerchi da subito di riportare un po’ di ordine al tavolo che si creerà in Regione, spingendo ancora per la firma di un accordo di riconversione prima di chiedere la VIA.



E’ molto probabile, perché ciò gli semplificherebbe non poco l’iter procedurale. Ma, ricordiamolo, tale firma non serve e, al contrario, mette limiti alle possibilità di controllo e di manovra a cittadini e istituzioni locali. Ricordando infine a tutti che LA PAROLA DEL COMUNE E’ SEMPRE VINCOLANTE PER QUALSIASI DECISIONE e che quindi non vale la scusa “tanto se non approviamo la proposta Sadam, ce la imporranno dall’alto”, ribadiamo che tale proposta va cambiata TOTALMENTE poiché non garantisce l’occupazione, non tutela la salute e l’ambiente (andando ad appesantire una situazione già grave a zuccherificio fermo), danneggia direttamente le tasche dei cittadini (impoverendo il valore delle proprietà) e delle imprese, danneggia tutta la produzione biologica, agroindustriale ed agricola di qualità e, per finire, in periodo di crisi economica generale spaventosa, permette a qualcuno di “depredare” fondi pubblici che potrebbero essere usati per altri scopi realmente utili e produttivi.



Ed a queste motivazioni, già ampiamente documentate senza mai essere stati smentiti, neanche quando le abbiamo dette direttamente in faccia ai dirigenti del gruppo Eridania-Sadam presenti ai pochi dibattiti dove hanno avuto la “magnanimità” di venire, si aggiunge oggi una motivazione ancora più forte, che supera di gran lunga le altre già fortissime che abbiamo portato: a questo punto è una questione di DIGNITA’. DIGNITA’ DEI CITTADINI. DIGNITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE. DIGNITA’ DELLA GIUNTA, DIGNITA’ DEL SINDACO. SI VUOLE ANCORA DIALOGARE CON CHI HA CALPESTATO LA DIGNITA’ DI NOI TUTTI? NON E’ ORA CHE VADANO A COMANDARE A CASA LORO ?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 10 gennaio 2009 - 1163 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, sadam, Vallesina, Comitato Tutela della salute e dell\'ambiente della Vallesina





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