Il battesimo di Gesù nel commento di monsignor Rocconi

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 11/01/2009 - Il fiume Giordano ritorna spesso nelle vicende bibliche. Si allunga per più di trecento Km in maniera sinuosa. In linea d’aria attraversa un territorio di circa 150 Km. Ha assistito a tante vicende significative.

Ne ricordo una in particolare: la generazione che entrò nella terra promessa era completamente nuova rispetto a quella uscita dall’Egitto. Per questo il Signore volle che gli Israeliti al Giordano facessero la stessa esperienza che i loro padri avevano fatto al Mar Rosso: .... Appena i portatori dell\'arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l\'arca si immersero al limite delle acque, si fermarono le acque che fluivano dall\'alto mentre quelle che scorrevano verso il Mar Morto se ne staccarono completamente e il popolo passò di fronte a Gerico: tutto Israele passava all\'asciutto. (Giosuè)

Ora che stanno per giungere i tempi nuovi è necessario che ancora si operi un passaggio. Bisogna attendere il Messia con un cuore disponibile. L’entrare nel Giordano indica un passaggio da un vecchio ad un nuovo, dal peccato alla conversione, dalla chiusura del cuore alla disponibilità, dalla legge alla grazia. Quel giorno Gesù si avvicina e si immerge per ricevere quel battesimo (=immersione) di penitenza. Giovanni vuole impedirlo. Ma Gesù vuol compiere quel gesto nella scia di altre scelte: le umiliazioni, l’eclissarsi davanti ai nemici, l’accettazione della croce. Che valore poteva avere il battesimo di Giovanni? Giovanni stesso ridimensiona il valore del suo battesimo. Quello di Giovanni era un battesimo per prendere coscienza dei propri peccati.

Il farsi battezzare, cioè immergersi nel fiume, era un gesto dei peccatori. Gesù non è peccatore, ma allora perchè compie quel gesto? I motivi sono due. 1- Ci spiega l’evangelista Giovanni che Gesù è l’agnello di Dio destinato al sacrificio di espiazione per i peccati dell’umanità: Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l\'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1,29); Gesù vuol dimostrare la sua vicinanza e solidarietà ai peccatori e spiegare il motivo per cui è venuto. 2- Il luogo dove Giovanni battezzava corrisponde al luogo attraverso il quale Israele, uscito dall’Egitto, attraversò il fiume Giordano per entrare nella terra promessa. E’ un luogo di 400 metri sotto il livello del mare Mediterraneo. Il luogo fra i più bassi della terra. Ebbene, ora con Gesù, da lì, comincia la storia di un popolo nuovo, la Chiesa. Gesù parte dal punto più basso della terra per dire che Lui si è messo nella situazione più bassa, per prendere tutti e tutto su di sè: Giovanni lo indica come l’Agnello di Dio, colui che è destinato al sacrificio perchè ha preso su di sè i peccati del mondo. Gesù si presenta come il servo obbediente e sofferente di Dio che avrebbe redento il mondo con la croce.

Tutto questo accade in una solenne teofania costituita da tre elementi: a- il cielo si aprì b- scese su di lui lo Spirito Santo, come colomba, c- e vi fu una voce: Tu sei il Figlio mio, l’amato. a- Il cielo che si apre indica che viene ripreso il dialogo di Dio con l’uomo. Per mezzo di Gesù ormai Dio si riconcilia con l’uomo e gli usa misericordia. Quella situazione del cielo chiuso e quel dialogo interrotto è ormai cosa passata. b- Viene donato a Gesù lo Spirito Santo, per cui Egli lo possiede in pienezza e può quindi donarlo. Anzi la Storia della salvezza raggiunge il suo culmine proprio nel momento del dono dello Spirito Santo che Gesù fa a Pentecoste. La missione di Gesù, costituito Messia e Signore trova il suo culmine nel donare lo Spirito Santo che conduce alla verità tutta intera e ci conforma a Cristo stesso. c- Finalmente la voce. E’ la voce del Padre che presenta, anzi chiama Gesù: Tu sei il Figlio mio.... E\' il momento della vocazione di Gesù in cui il Padre gli affida il compito di Messia e gli indica come svolgere questa missione, offrendo la sua vita. Il Padre chiama il Figlio, e lo presenta a ciascuno di noi. Cogliamone alcuni significati: 1 * Gesù viene per rinnovare e salvare mediante il suo Spirito, dimostrando la misericordia del Padre. Si pone subito di fronte a Gesù il problema della scelta. Di fronte a Lui si deve prendere posizione. 2 * Ma bisogna accogliere Gesù per quello che è: - il Figlio amato - il Figlio donato - il Figlio sacrificato - il Figlio obbediente - il Figlio che ha donato la vita - il Figlio umanamente sconfitto - il Figlio risorto 3 * Nella storia di Israele più volte e diversi personaggi hanno fatto una loro esperienza al Giordano. Per indicare che nella vita si presenta più volte la necessità di ricominciare e ripartire. Potrebbe essere quanto serve a ciascuno di noi. C\'è la necessità di un Sì, di un Eccomi 4 * Chi è Gesù? Il suo “naufragio” nel Giordano ci dà un messaggio su di lui. Dobbiamo cercar di cogliere le caratteristiche indicate perchè la nostra vita ne sia coinvolta. Iniziando dal comprendere che solo per mezzo di Gesù si riaprono i cieli. 5 * Il passaggio del Giordano per ciascuno di noi è accaduto nel Battesimo, allorchè è iniziata la vita dei figli di Dio.

Auguro a ciascuno di riscoprire il valore del proprio Battesimo come incontro con Gesù, inizio di una vita nuova, quella dei figli di Dio, esperienza di pace e di gioia se vissuta nella coerenza e nell\'obbedienza al Signore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 12 gennaio 2009 - 1324 letture

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