CNA: nell’edilizia segnali da non sottovalutare

15/01/2009 - L’artigianato nella provincia in tempi di crisi Gregorini: “Ora subito misure di sostegno per non trovarci tra pochi mesi a fare i conti con dati più negativi”.

In questi giorni, nelle pagine dei quotidiani locali, sono usciti parecchi articoli inerenti l’andamento dell’artigianato nei diversi comuni della provincia di Ancona. Sarebbe forse più utile, allora, dare piuttosto uno sguardo all’andamento globale sul territorio provinciale, al fine di avere una consapevolezza più ad ampio respiro di come, questo settore, sta reagendo ai tempi di crisi.




“Innanzitutto va detto – spiega subito Otello Gregorini, direttore provinciale CNA – che in realtà ancora non si può avere una percezione reale delle conseguenze della crisi sull’andamento dell’artigianato perché i dati ufficiali sulle iscrizioni e cancellazioni all’Albo provinciale si fermano a fine 2008. Dovremo quindi quanto meno attendere i prossimi mesi per vedere se le tendenze verranno confermate”. Comunque la situazione, secondo la Cna, in base ai dati consultati, è abbastanza di stallo, cioè non c’è stato un significativo calo di iscrizioni né un significativo aumento delle stesse, con qualche novità di rilievo.




“In particolare è singolare la situazione del comparto tessile-abbigliamento-calzature – continua Gregorini – che, come sappiamo, è in crisi profonda da tempo. Eppure i numeri sembrano oggi reggere, dopo anni consecutivi di consistenti cali. La differenza tra iscrizioni e cancellazioni è infatti solo un –4, quando il trend degli anni precedenti ci aveva abituati a –15, -32, addirittura –4! Uno stop alla tendenza al ribasso che però non deve trarci in inganno poiché sicuramente dovuto alla sempre crescente presenza di imprese cinesi. Quindi il TAC continua in realtà a soffrire, sebbene i numeri vengano retti da imprese straniere, per lo più cinesi”.




Tra le altre significative novità, non si può non cominciare a notare il rallentamento dell’edilizia, settore che negli ultimi anni da solo era riuscito a trainare l’intera economia provinciale. “Già da tempo abbiamo segnali che anche l’edilizia comincia ad arrancare – specifica Gregorini – e sebbene resti uno dei pochi settori ancora relativamente forti, non possiamo sottovalutare il fatto che le iscrizioni sono in calo mentre sono in aumento le cancellazioni; quindi se non agiamo subito rischiamo di perdere definitivamente un nostro punto di forza!”.




Male la meccanica, che frena considerevolmente. E questo si sapeva. La conferma arriva dal fatto che le iscrizioni del 2008 (solo 66) sono il dato più basso degli ultimi sei, sette anni. “Sicuramente il riflesso della crisi della Merloni – dice Gregorini – che probabilmente si sentirà in maniera ancora più acuta nei prossimi mesi”. Affermazione confermata dall’andamento dei territori, dove la zona di Fabriano spicca per negatività: -16 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni nell’anno 2008. In calo anche la zona di Jesi, altro centro della meccanica, reggono bene le altre zone della provincia. “Ora bisogna pensare alle pezze da mettere – conclude il direttore provinciale CNA – proprio per non doverci trovare tra tre, o sei mesi, con dati più negativi”.




La CNA ha già fatto le prime mosse, concordate a tutti i livelli: provinciale, regionale, nazionale. Per attenuare l’impatto della crisi sull’economia reale, secondo la Cna, vanno sostenute le imprese nei necessari processi di riposizionamento. Quindi: misure di sostegno agli investimenti delle imprese e di rafforzamento strategico sul mercato; spesa pubblica orientata al miglioramento delle infrastrutture con particolare riferimento alla realizzazione delle piccole opere. Ma anche misure di sostegno alle famiglie per rilanciare i consumi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 15 gennaio 2009 - 903 letture

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