Maiolati: Gene Gnocchi al teatro Spontini con \'Cose che mi sono capitate\'

Gene Gnocchi 15/01/2009 - Il 2009 inizia con un ospite attesissimo a Maiolati Spontini: Gene Gnocchi, protagonista e ideatore, insieme a Francesco Freyrie e Ugo Cornia di Cose che mi sono capitate.

Lo spettacolo, che andrà in scena il 17 gennaio al Teatro Spontini, è inserito nella stagione di prosa della Fondazione Pergolesi Spontini realizzata nei teatri di Jesi, Maiolati Spontini e Monte San Vito in collaborazione con l’ Amat e gli Assessorati alla Cultura dei rispettivi Comuni e con il contributo di Banca Popolare di Ancona e Sogenus. Dopo Maiolati, Gene Gnocchi sarà in scena il 6 febbraio a Matelica e il 21 febbraio a Grottazzolina (informazioni: Amat 071 2072439, www.amat.marche.it).



Sono le cose che ti capitano o sei tu che capiti alle cose? Lo spettacolo è una lunga ricerca alla ricerca di una risposta a questa domanda attraverso graffianti osservazioni e riflessioni che sfiorano l’assurdo. L’ironico e istrionico Eugenio Ghiozzi, meglio conosciuto come Gene Gnocchi, dopo un consulto medico e il susseguente esame diagnostico eseguito da sé stesso, riceve un responso inquietante: sta benissimo ma nella sua vita si è sempre tenuto tutto dentro. Non ha mai esternato nessuna emozione, alcun sentimento. Rileggendo con il pubblico quella lastra grigia si accorge che la sua vita è caratterizzata da piccole cose, minuzie, facezie, il baluginìo della squama di un cefalo, il rumore del vento che si incanala tra i dirupi, quella volta che, entrando in un autolavaggio fu rapito dalla mafia, quell’altra volta che al telefono Sarkozy gli affidò una missione impossibile, l’altra volta ancora che partecipando al concorso di bellezza si rese conto che i partecipanti erano solo due: lui e il suo gemello bello.



Facendo finta di ripercorrere asetticamente un’esistenza, in realtà mette a nudo e risolve il dilemma fondamentale della vita quotidiana: è meglio mangiare prima e poi andare a teatro o prima andare a teatro e mangiare dopo? “Di cosa sono fatte le vite delle persone normali? Di grandi avvenimenti, di scelte fuori dal comune, gesta eroiche? Piuttosto da un reticolo di piccole azioni quotidiane, reiterate, apparentemente insignificanti” - scrive il regista Massimo Navone - “e dietro a questa sequenza, a queste ripetizioni, si può intuire un senso più profondo dell’esistenza o sono puro sintomo di una follia che serpeggia dentro di noi? Il personaggio di Gene Gnocchi si costruisce proprio intorno a questo dilemma, ed è sostenuto da una maniacale attitudine: quella di annotare minuziosamente su carta tutti gli avvenimenti, anche i più insignificanti della propria vita. Cercando di organizzare i ricordi attraverso un’improbabile catalogazione (ad esempio ‘volte che sono andato a lavare la macchina’, ‘tagli di capelli’, ‘volte che sono stato rapito dalla mafia’, ecc), si ritrova a raccontare storie surreali, costruite dall’accostamento paradossale di frammenti di realtà”.



Dall’immagine della ‘biblioteca infinita’ di Borges, fatta di citazioni e rimandi ossessivi, nasce la scenografia per lo spettacolo: una torre di carte da archivio che si perdono nelle altezze del cielo. “intorno e dentro a questa fragile costruzione- continua lo scenografo- che è la proiezione visiva della mente del protagonista, si svolge la sua frenetica attività: ricordare, ricostruire, riannodare? O piuttosto, egli semplicemente inventa, fantastica, strappa risate per riempire un vuoto che rischia ad ogni minuto di diventare voragine”.



Per informazioni e biglietti (da euro 5 a euro 18): biglietteria del Teatro Pergolesi 0731 206888, Teatro Spontini 0731 206888, Amat 071 2072439. Inizio spettacolo ore 21.






Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 15 gennaio 2009 - 1113 letture

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