Riconversione Sadam, comitati: jesini cittadini di serie B

15/01/2009 - Venerdì 10 gennaio 2009, il Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina era presente alla seduta del Consiglio Comunale del Comune di Fermo, in solidarietà al Comitato Intercomunale per la Tutela dell’ Ambiente e della Salute di Fermo che fa parte, anch\'esso assieme al nostro Comitato, del Coordinamento Regionale dei Comitati “Marche per Rifiuti Zero”.

Come tutti sanno, anche il C.I.T.A.S.FE. si batte contro la proposta di riconversione che la Sadam ha fatto a Fermo; una proposta, per molti aspetti, \"fotocopia\" di quella jesina. In tale azione di contrasto, il Comitato fermano ha avuto numerosissimi ed accesi scontri politici con la giunta e la maggioranza (di centro destra) ed il Sindaco Di Ruscio che, lo ricordiamo, ha sottoscritto il 27 luglio 2007 l’accordo di riconversione produttiva assieme a Sadam, Sindacati, Regione e Provincia di Ascoli.




La seduta del 9 era fondamentale, in quanto venivano votate due mozioni, una promossa dall’opposizione (di centro sinistra) e l’altra da alcuni esponenti della maggioranza che, entrambe, di fatto sanciscono il definitivo NO alla proposta di costruire a Fermo una centrale a biomasse similare a quella jesina ed un impianto di costruzione di pannelli in silicio, definito anch’esso insalubre di prima classe secondo la normativa vigente, proposto dall’ azienda NED, che dovrebbe essere insediato a Campiglione presso le strutture dell’ex zuccherificio. La scena, arrivati davanti alla sala del Consiglio, era a dir poco incredibile: 5-600 persone, cittadini di Fermo e di tutta la vallata circostante, con mascherina e cartelli ad attendere i loro amministratori. Davanti ad una enorme massa popolare, pacifica ma sicuramente “rumorosa” come quella, l’imbarazzo di consiglieri e assessori all’ingresso era evidente. Come se dicessero, tutti: “Come è stato possibile arrivare a tanto?”




Patetiche le scene di alcuni iscritti o simpatizzanti a partiti vari che distribuivano in mezzo alla folla volantini e materiale di propaganda con indicata a chiare lettere la volontà dei loro gruppi di negare l’insediamento dei due impianti insalubri. Una specie di gara a chi dice “NO” più forte degli altri…. Una gara probabilmente motivata anche dalle imminenti elezioni per la neo provincia di Fermo che si terranno in primavera. Sono infatti più di 6100 le firme raccolte dal Comitato contro gli impianti proposti. Un potere elettorale immenso! La consapevolezza che SU QUESTE VICENDE E SULLE SCELTE CHE SI FANNO A RIGUARDO, CI SI VINCONO O PERDONO LE ELEZIONI era davvero palpabile nell’atmosfera di venerdì. Sorprendente la modalità di ingresso in aula del Sindaco Di Ruscio.




Anziché provenire dalla stessa direzione degli altri amministratori, è sembrato sbucare dal nulla, esattamente dalla parte opposta a quella da cui tutti lo aspettavano, ben coperto da sciarpa e indumenti invernali. Forse era per il gran freddo, ma purtroppo per lui, l’impressione della folla è stata quella di un tentativo di evitare ogni minimo contatto con così tanti “cittadini scomodi”. Il passaparola che ne è seguito è stato fulmineo e le conseguenze del suo atteggiamento non si sono fatte attendere: provate solo ad immaginare che cosa vogliono dire 600 persone che fischiano e gridano al proprio Sindaco, forse un po’ troppo “timido”, frasi di commento al suo comportamento…….. Anche noi, con il nostro striscione e la nostra presenza, abbiamo portato solidarietà al movimento con cui siamo coordinati. Ma l’importanza della serata è stata anche data da dialoghi e scambi di informazioni importantissime con i rappresentati dei comitati che ci daranno spunti per le nostre prossime attività.




Dopo oltre 5 ore di consiglio, alle 1.30 del mattino, il Consiglio Comunale di Fermo ha dichiarato, ad un anno e mezzo dalla firma dell’accordo, il suo deciso dietrofront: dopo aver respinto la mozione della minoranza, è stata approvata quella degli esponenti della maggioranza, con anche i voti del Centro Sinistra, nonché un ordine del giorno del Sindaco Di Ruscio che nega anch’esso la fattibilità della Centrale e pone dubbi profondi sull’impianto NED. Ora, tale parere contrario “entrerà” con valore politicamente vincolante nella Valutazione di Impatto Ambientale che i due impianti stanno avendo in Regione, ipotecando seriamente il suo esito positivo. Ci aspettiamo, infatti, che questa volta i dirigenti regionali rispettino le decisioni dei cittadini e dei Parlamenti Comunali.




Ovviamente è possibile che, a questo punto, la firma apposta nel 2007 esponga il Comune (e quindi tutti i cittadini) ad un risarcimento danni all’azienda Sadam. Resta aperta una domanda: perché a Fermo si è arrivati a dire NO in maniera così decisa, e invece a Jesi che, per altro, a differenza di Fermo, insiste su un’ area AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) gli impianti insalubri di I classe proposti da Sadam dovremmo accettarli? Siamo noi cittadini jesini, di serie B?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 15 gennaio 2009 - 1046 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, Vallesina, zucchero, Comitato Tutela della salute e dell\'ambiente della Vallesina


Anonimo

Non so se gli Jesini sono cittadini di serie B ma sono certo che i nostri politici lo sono sempre stati.<br />
In questi ultimi 5 anni, poi, sono andati in serie D, come Dilettanti.