Riconversione Sadam: perchè si teme una riconversione rispettosa dell\'ambiente e dei cittadini?

5' di lettura 17/01/2009 - \"Prendiamo nota con piacere che la Sadam (la quale, lo ricordiamo, avrebbe intenzione di costruire al posto dello zuccherificio un termovalorizzatore di biomasse da 18 MegaWatt ed un impianto di produzione di 250 mila tonn/annue di biodiesel collegato alla raffineria API di Falconara tramite un oleodotto di circa 18 KM) si è finalmente accorta dell’esistenza di un comitato di cittadini sul territorio jesino. Lo ha fatto paventando azioni legali verso chi, dall’amministrazione comunale, è stato identificato come portatore di interessi diffusi\".

L’azienda opererà come riterrà più opportuno riguardo la “Lettera Aperta” che il Comitato per la Tutela della Salute e Ambiente della Vallesina ha inviato a tutti i cittadini. Il Comitato valuterà, a sua volta, se la risposta dell’azienda pubblicata sui giornali, piena di commenti non suffragati da alcun dato, debba essere valutata nelle sedi opportune. Commenti che sembrerebbero forse finalizzati a screditare il ragionatore per evitare un confronto sul ragionamento…...Ricordiamo che l’azienda in più di sei mesi non ha mai contestato ufficialmente e, soprattutto, scientificamente, le informazioni, i dati ed i numeri pubblicamente diffusi dal Comitato, rifiutandosi invece pervicacemente di produrre il progetto industriale, ad oggi ancora assente.




Ribadiamo: l’azienda teme qualche ripercussione dalla pubblicizzazione di questo progetto? Cosa teme se prepara una riconversione rispettosa dell’ambiente e dei cittadini? La sua trasparenza, tanto declamata dai suoi rappresentanti in diverse sedi, si è sostanziata nel vano tentativo di opporre addirittura il Segreto di Stato ai documenti richiesti da questo Comitato. Il suo rispetto per le istituzioni e per i cittadini che queste rappresentano si è sostanziato, invece, nella definizione di “fantomatico” riferita, come riportato dai quotidiani locali, all’Atto di Indirizzo deliberato dal Consiglio Comunale il 19/12/2008 con cui la maggioranza ha cercato di porre dei “paletti”. Paletti, a nostro parere, ancora assolutamente insufficienti, ma pur sempre paletti. Il suo tener conto degli operai si è sostanziato prima nella chiusura dello zuccherificio (non poteva la Sadam ben rifiutare i contributi europei per la chiusura e trovare altrove le barbabietole mancanti? O costa comunque meno, rispetto a tale azione, far venire lo zucchero già lavorato e pronto per il confezionamento dall’Inghilterra, come l’azienda ha continuato a fare nel 2008?), poi nella totale assenza di risposte ad oltre 300 avventizi, esclusi dagli accordi sindacali sia dall’azienda sia, ancor più inspiegabilmente, da quei sindacati che avrebbero dovuto difenderli.




Ciò che veramente non può sfuggire delle dichiarazioni di Eridania-Sadam riportate sui media locali, è il fatto che essa parli di “bonifica ambientale i cui lavori sono già stati appaltati ed inizieranno nelle prossime settimane”. Di tutto questo, ci risulta che il nostro Comune non sa nulla! In merito alla bonifica, infatti, il Comitato ha fatto richiesta di accesso agli atti alla quale il Servizio Ambiente del Comune di Jesi ha risposto che, appunto, nessun piano di bonifica risulta essere stato presentato! Com’è possibile tutto ciò? Dov’è il Piano di Bonifica? Non vorremmo che l’azienda ritenesse che il piano di demolizione presentato alla ASUR per i manufatti di superficie sia come il piano di bonifica. Se fosse così ricordiamo all’azienda ed al signor Maccaferri che la bonifica riguarda anche il sottosuolo. Suo preludio ne è un analisi dei terreni e degli inquinanti eventualmente diffusi. Sig. Sindaco, Sig. Assessore all’Ambiente, cosa aspettate ad attivarvi affinché il Consiglio Comunale e la città siano messi a conoscenza dei progetti di Sadam?




Ai consiglieri comunali tutti chiediamo che il nostro Parlamento Cittadino possa discutere di ciò che sta succedendo a Jesi in un settore, quello del risanamento ambientale dei siti eventualmente inquinati, così delicato per l’intera città. Ribadiamo: è una questione di DIGNITA’, per Jesi, per la Vallesina e per i cittadini, sapere cosa sta succedendo! Non possiamo apprendere dai giornali che la Sadam sta seguendo un certo iter procedurale, mentre l’Amministrazione Comunale si limita a dirci che è all’oscuro di tutto. Attendiamo pubblicamente la presentazione di questo benedetto piano di bonifica per analizzarlo tecnicamente con persone dotate delle necessarie competenze. Finora abbiamo visto solo slides, poco coraggio nelle istituzioni, atteggiamenti che paventano azioni giudiziarie nei nostri confronti.




Ribadiamo le nostre opinioni sulla proposta di riconversione della Sadam: non garantisce l’occupazione, non tutela la salute e l’ambiente, danneggia direttamente le tasche dei cittadini (impoverendo il valore delle proprietà) e delle imprese, danneggia tutta la produzione biologica, agroindustriale ed agricola di qualità e, per finire, in periodo di crisi economica generale spaventosa, permette a qualcuno di avere accessi a fondi pubblici che potrebbero essere usati per altri scopi ben più utili e produttivi. Avrebbe inoltre conseguenze gravissime a livello globale: l’uso di olio di palma, comporterebbe devastazione delle foreste pluviali, con conseguente aumento dell’effetto serra; la promozione di biocombustibili inoltre, è stata recentemente definita “crimine contro l’umanità” da ONU e FAO.




E’ quindi anche una questione di etica e di coscienza che è ora di tirar fuori nelle scelte di sviluppo che la nostra città ed i nostri politici dovranno fare. Su questo dibatteremo il prossimo 30 gennaio 2009 alle ore 21 presso il Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti) assieme a Padre Natale Brescianini, Priore dell’Eremo di Monte Giove (Fano), e Gabriele Fava, esponente di ItaliaNostra.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 17 gennaio 2009 - 1804 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, Vallesina, zucchero, Comitato Tutela della salute e dell\'ambiente della Vallesina