Monsano: al via il progetto di bonifica dell\'area ex Rcd Sima industrie

lavori pubblici 23/01/2009 - Dopo 30 anni si sta per raggiungere una soluzione al problema dell\'inquinamento da cromo esavalente nell\'area dell\'ex Rcd Sima Industrie di Monsano. Il progetto (del costo complessivo di 924.000 euro) sarà reso effettivo già da domani e si concluderà nel 2010.

Fautrice della bonifica, la sinergia tra la Regione Marche, la Provincia di Ancona, l’Arpam e il Comune di Monsano dopo che il progetto era stato reso operativo attraverso un protocollo d’intesa col Ministero dell’Ambiente. “Il Comune di Monsano è uno dei più virtuosi delle Marche nelle politiche ambientali (dalla gestione dei rifiuti al risparmio energetico) e questo progetto è una nuova dimostrazione di come dalle piccole comunità e dalle piccole azioni quotidiane si possano ottenere grandi risultati di cui beneficia soprattutto la salute dei cittadini - dice l’assessore regionale all’ambiente Marco Amagliani - un esempio inoltre, di come si possa collaborare costruttivamente tra istituzioni che hanno obiettivi condivisi”.


Oltre all’assessore Amagliani, alla conferenza stampa di presentazione del progetto, erano presenti il sindaco di Monsano Luca Fioretti, l’assessore provinciale all’ambiente Marcello Mariani, il dirigente del servizio ambiente e paesaggio della Regione Antonio Minetti e il direttore dell’Arpam Gisberto Paoloni. L’area inquinata che verrà bonificata, in località Sant’Ubaldo, è stata messa all’asta per la vendita dopo la procedura fallimentare della proprietà Venturi.


Siamo interessati ad acquisirla come area di pubblica utilità - spiega Fioretti - anche perché sono stati investiti fondi pubblici per risanarla”. L’assessore Amagliani ha assicurato la massima disponibilità della Regione Marche ad assistere il Comune per aprire una vertenza legale e rendere automatica questa procedura di acquisizione da parte di un ente pubblico danneggiato in tale misura. “Monsano - aggiunge il sindaco - ha subito per circa 30 anni una delle più rilevanti situazioni europee di inquinamento delle falde acquifere da cromo esavalente. Un danno ambientale gravissimo che ha interessato dapprima la zona di Sant’Ubaldo e poi negli anni, un’area di circa 5000 metri quadrati fino a Marina di Montemarciano”.


Questa la situazione che ha consentito di attingere al Fondo per la promozione dello sviluppo sostenibile, destinata alle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) dichiarate tali a decorrere dal 2000 per uno stanziamento complessivo di 3 milioni e 510 mila euro per 6 progetti presentati dal Comune di Ancona e dal Comune di Monsano per la bonifica, appunto, dei siti inquinati. Tra le aree a rischio è compresa quella di Ancona, Falconara e Bassa Valle dell’Esino per la quale il Consiglio Regionale delle Marche nel 2005 ha approvato il Piano per il Risanamento con la sottoscrizione dell’Intesa istituzionale tra la stessa Regione, la Provincia e i Comuni di Ancona, Falconara Marittima, Montemarciano, Chiaravalle, Monte San Vito, Monsano, Jesi, Agugliano e Camerata Picena.


Per Il Comune di Monsano il progetto di Recupero e bonifica dell’ area ex Rcd ha beneficiato di un contributo del Ministero dell’Ambiente di 450 mila euro. Per procedere alla realizzazione dell’intervento, il Ministero dell’Ambiente ha sottoscritto un’intesa con il Comune di Monsano e con la Regione Marche attribuendole un ruolo di regia. Considerata l’urgenza di procedere alla mitigazione di tale criticità, la Regione Marche ha stanziato un finanziamento di oltre 181 mila euro finalizzato alla progettazione ed alla immediata realizzazione delle indagini preliminari.


La Provincia di Ancona - aggiunge l’assessore provinciale Marcello Mariani - dovrà accertare il completamento degli interventi di bonifica, messa in sicurezza, nonchè la conformità degli stessi al progetto approvato e si è già impegnata con un contribuito di 218 mila euro”. La quota invece a carico del Comune di Monsano ammonta ad 74 mila euro. “Gli interventi - come spiega il progettista Gianni Napoleone - sono divisi in tre stralci funzionali, oltre ad una fase propedeutica per acquisire elementi di analisi e mettere a punto attività sperimentali”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 23 gennaio 2009 - 1541 letture

In questo articolo si parla di lavori pubblici, lavoro, Talita Frezzi