Sulla Sadam, la maggioranza riconferma l’atto di indirizzo del 13 dicembre

3' di lettura 24/01/2009 - Non si chiude la questione riconversione dello zuccherificio Eridania Sadam di Jesi. Dopo l’incontro del 21 gennaio scorso al Ministero delle politiche agricole (con rappresentanti di sindacati, azienda, regione, provincia e comune), niente di risolutivo e prossimo vertice romano fissato al 5 marzo.


Non sembra ancora trovato il punto d’incontro tra esigenze dell’azienda e garanzie richieste dal consiglio comunale di Jesi nell’atto di indirizzo dello scorso 13 dicembre.

Intanto il 23 gennaio si è tenuta una conferenza stampa dei capigruppo di maggioranza, presenti Bucci Achille (Rc), Daniele Fancello (Pdci), Lillini Alfio (Sd) Santarelli Pierluigi (Pd) in cui si è espressa la volontà della maggioranza di tenere fede agli impegni assunti il 13 dicembre, ribadendo la riconferma del mandato al sindaco per affrontare la fase di trattativa con l’azienda e con gli altri soggetti per arrivare ad una valutazione finale.


E su questioni come la mozione proposta da Daniele Massaccesi (An), che vorrebbe rafforzare il paletto dei 5 megawatt per la centrale a biomasse, dicono \"sono strumentalizzazioni politiche che puntano ad indebolire creando divisioni, quando invece serve un fronte compatto per il confronto con la Sadam. Gli attori in campo sono, da una parte, consiglio comunale e città, dall’altra, l’azienda\".

\"Vogliamo il piano industriale - chiariscono - vogliamo informazioni sugli impianti, garanzie anche sulla bonifica dei siti in questione, sui lavoratori e sull’ambiente; è arrivato il momento di rivelare le posizioni. Romperemo le trattative, se la Sadam non rispetta il documento di maggioranza, anche se non vogliamo perdere una produzione sul territorio\".

Tra le prescrizioni per l’azienda contenute nell’atto di indirizzo:

‒ presentazione entro marzo 2009 il piano industriale;

‒ mantenimento dei livelli occupazionali, con la realizzazione di un fondo di garanzia dell’importo di almeno un anno di retribuzioni gestito dal Comune di Jesi, e la previsione, entro i prossimi cinque anni, del recupero con nuove attività del livello occupazionale sia del precariato che dell’indotto;

‒ limite di 5 megawatt per la nuova centrale ad olio vegetale;

‒ attivazione immediata di una campagna epidemiologica;

‒ predisposizione, realizzazione e manutenzione di un preciso sistema di monitoraggio della qualità dell\'ambiente;

‒ utilizzo delle migliori tecnologie disponibili;

‒ rispetto di tutte le normative ambientali;

‒ divieto ad ampliamenti delle attività legate alla produzione energetica, salvo il settore delle rinnovabili non derivanti da utilizzo di biomasse;

‒ sottoscrizione di una nuova convenzione per la Turbogas;

‒ norme di compensazione da parte dell’azienda, come il finanziamento di progetti innovativi (Parco tecnologico di Zipa Verde ecc.) e di un centro di ricerca su energie alternative e prodotti no-food per individuare alternative all’olio di palma.

Sulla questione riconversione Sadam tornerà a farsi sentire anche il Comitato per la Tutela della Salute e dell’Ambiente della Vallesina, con un dibattito il prossimo 30 gennaio alle ore 21 presso il Palazzo dei Convegni (Corso Matteotti), con Padre Natale Brescianini, Priore dell’Eremo di Monte Giove (Fano), ed il Prof. Gabriele Fava, esponente di Italia Nostra.







Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 24 gennaio 2009 - 1661 letture

In questo articolo si parla di politica, sadam, Pierluigi Santarelli, Alfio Lillini, Maria Chiara La Rovere, Achille Bucci, Fancello Daniele





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