Belcecchi: su direttore generale e riorganizzazione indietro non si torna

sindaco di jesi fabiano belcecchi 30/01/2009 - “Non possiamo permetterci una struttura pubblica ferma a 20 anni fa”. Il sindaco di Jesi Fabiano Belcecchi decide di parlare. Lo fa in una conferenza stampa in cui risponde alle accuse piovute da minoranza, pezzi di maggioranza, sindacati e dipendenti comunali, provando a fare chiarezza.

In questi giorni si contesta al sindaco di essere stato latitante nel confronto con sindacati e dipendenti riguardo al contestato piano di riorganizzazione della pianta organica del Comune, delegando tutto al direttore generale Stefano Gennai, reo di aver condotto in modo scorretto la vicenda con ordinanze dirigenziali prima emanate, poi ritirate e poi riproposte. Rapporti interrotti con le organizzazioni dei lavoratori.

\"Non esiste atto o documento del direttore generale che non sia stato valutato e approvato dalla giunta\" precisa Belcecchi \"ciò non toglie che, in questi casi il sindaco può far sentire la propria presenza, ma, nelle norme giuridiche, né sindaco né assessore competente per il personale fanno parte della delegazione trattante, in cui ci sono solo gli organi tecnici, e non è neanche giusto portare la questione dell’avanzamento professionale in consiglio comunale, a cui per legge non compete\".

\"Siamo disponibili a discutere con le organizzazioni sindacali e i lavoratori, ma credo serva maggiore disponibilità a misurarsi con l’innovazione: c’è un rifiuto a monte di confrontarsi con le necessarie modifiche di criteri ormai vetusti, visto che le norme sulla progressione delle carriere sono ferme ad una delibera del consiglio comunale del 1989\".

Il sindaco inserisce i temi alla ribalta negli intenti già contenuti nel programma di mandato, tra cui la proposta dell’Amministrazione (\"e non del direttore generale\" sottolinea) che i criteri per l’avanzamento delle carriere basino l’attribuzione dei punteggi non solo sull’anzianità di servizio, ma anche sulle competenze e la professionalità. Per la selezione, una prova scritta e un colloquio.

\"Questo ultimo bando contestato (che riguarda 6 posti per vigili urbani), arriva dopo 5 avanzamenti in altri 5 servizi, tutti con lo stesso meccanismo di questo. Le modifiche e la ripubblicazione del bando in questione sono dovute al fatto che abbiamo recepito osservazioni proprio dai vigili urbani\".

L’intento dell’Amministrazione sembra dunque quello di applicare una completa riorganizzazione della struttura pubblica, che si fondi su una diversa articolazione delle responsabilità gerarchiche, percorsi che valorizzino professione e merito dei lavoratori, tutto in un sistema premiante. Il numero dei dipendenti comunali, intanto, è passato dai 450 del 2003 ai 368 attuali, perseguendo l’obiettivo snellimento.

Sembra comunque che i vigili urbani, interessati dal bando, non siano sulla stessa lunghezza d’onda, anche se, precisa il sindaco \"c’è da considerare pure il rischio del decreto legge Brunetta in discussione, per cui le progressioni avverranno tutte tramite concorsi veri e propri e con partecipazione di esterni\".

\"Lo scontro con i sindacati, in ogni caso, è fisiologico, ma vorrei un confronto costruttivo, conclusioni condivise e punti di mediazione … anche perché finirà il tempo delle contrattazioni\".

Sulla questione stabilizzazione dei precari, il sindaco afferma che è stata bloccata dai cambiamenti introdotti dalla finanziaria 2008 ma che si sta procedendo verso un\'interpretazione (seguendo l\'esempio di Ancona e Ascoli) che permetterà a breve di stabilizzarne altri 4. Mentre sulla chiusura degli uffici comunali di sabato precisa che \"ci sarà lo sportello unico per i servizi al cittadino (al piano terra di Palazzo Ricci) che il sabato mattina sarà a disposizione\".






Questo è un articolo pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 1634 letture

In questo articolo si parla di politica, fabiano belcecchi, Maria Chiara La Rovere