Il giornalista Carlo Vulpio a Jesi: toghe, politica e malaffare

il giornalista carlo vulpio a jesi 30/01/2009 -

\"Scuola di democrazia\", una serie di incontri promossi dall\'assessorato alla cultura del Comune di Jesi. Il 28 gennaio, primo appuntamento: Carlo Vulpio, da quasi vent\'anni inviato del Corriere della Sera, parla del suo libro \"Roba nostra. Storie di soldi, politica, giustizia, nel sistema del malaffare\", uscito nel 2008, con prefazione di Marco Travaglio.



\"Un incontro al mese (tutti relatori che intervengono gratuitamente) per parlare di democrazia e politica, democrazia e paura, morale e politica\" spiega l\'assessore alla cultura Valentina Conti \"un percorso reso possibile dai tanti giovani che collaborano al progetto, perchè sono i giovani che devono continuare a indignarsi. In loro vedo ancora entusiasmo e voglia di confrontarsi\". Il percorso terminerà in estate con il \"Festival della convivenza civile\", con concerti, incontri e spettacoli nel centro storico. Ed è un giovane, Matteo Secchi, a moderare la lunga serata, iniziata a Palazzo della Signoria e terminata al Centro di aggregazione giovanile di Jesi.


L\'inviato speciale Carlo Vulpio parla dell\'Italia e del sistema del malaffare, di ciò che è emerso dalle inchieste e dalle vicende del pubblico ministero Luigi de Magistris e del giudice Clementina Forleo \"due magistrati per bene\" dice Vulpio \"che vanno difesi\". Parla di una magistratura che insabbia e di una politica talmente potente che corrompe la mafia, non lesina strali al Consiglio superiore della magistratura e a Vito D\'Ambrosio, a D\'Alema come a Berlusconi, ai poteri. Poseidon, Why not, Toghe lucane, inchieste che hanno fatto paura. E distingue tra intercettazioni (tema di estrema attualità) ed esame dei tabulati telefonici: “Perché non si può intercettare per reati contro la pubblica amministrazione?” tuona.


\"Non c\'è lotta tra politica e magistratura, ma un\'alleanza di ferro per contrastare i dissenzienti che mettono in pericolo il loro sistema\" spiega, e racconta di una seconda Tangentopoli, che fa arricchire ancor di più i soggetti in causa: enormi fondi pubblici (nazionali ed europei) ingoiati da progetti, studi, ricerche inesistenti. Tutto condito da complicità, connivenze, coperture mediatiche, logge più o meno risibili, clan familiari, una politica intoccabile con Caimani (di morettiana memoria) di destra e Caimani di sinistra. \"In tutto ciò la società civile non è innocente, ma virtuosa mi sembra l\'azione dei Meetup di Grillo, ad esempio, così come il potere della rete, perchè non ci si deve disperare ma ragionare\".


Molti i retroscena e le rivelazioni emerse sulle illegalità e il malcostume in Calabria, Basilicata, ma anche a Roma e addirittura nel Palazzo di giustizia di Milano. Svariati particolari ed episodi, nomi e circostanze. Tutto nel libro \"Roba nostra\".










Questo è un articolo pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 1701 letture

In questo articolo si parla di cultura, valentina conti, Maria Chiara La Rovere, carlo vulpio, matteo secchi