Compare la stella a cinque punte lungo i Portici Ercolani

scritta br 05/02/2009 - Compare una scritta a firma Brigate Rosse su un muro lungo i Portici Ercolani.

Compare la stella a cinque punte su un muro lungo i Portici Ercolani.


Con la scritta, in vernice spray rossa, l\'anonimo autore chiede la liberazione di Nadia Desdemona Lioce ed Alfredo Davanzo, esponenti delle \"nuove\" Brigate Rosse, e minaccia l\'ex brigatista Valerio Morucci, che prese parte al sequestro di Aldo Moro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 05 febbraio 2009 - 10343 letture

In questo articolo si parla di attualità, francesca morici, scritta br


...mha, non ci sarebbe nemmeno da commentare, se non che la madre dei cretini...<br />
Chissà non siano gli stessi che hanno \"decorato\" il presepe esterno della Chiesa del Portone il dicembre scorso.

Beh però sono cose molto...interne.<br />
Insomma, si minaccia un brigatista ritenuto evidentemente un traditore.<br />
<br />
Insomma, non sono cose che si leggono sui giornali o invettive qualsiasi contro il consigliere comunale locale. <br />
E\' roba precisa dicui si parla solo in certi...circoli (o covi)

Quello che mi fa più paura e che sicuramente è stato scritto da qualche adolescente che all\'epoca delle br non era neanche concepito.<br />
Ma cosa stanno insegnando a questi ragazzi in certi centri?<br />
Li stanno facendo il lavaggio del cervello? <br />
Per cosa?... per la politica!? <br />
Non posso crederci.. poveri figli....

che cosa insegnano nei centri?!<br />
<br />
ma che cosa non gli avranno insegnato i genitori, che c\'erano negli plumbei e si suppone capissero, genitori che sanno solo dire \"la scuola non insegna niente\" e poi si defilano su tutto<br />
<br />
ecco, ora quei poveretti avendo ottenuto - ma come dev\'essere - piccola risonanza con questa scritta si sentiranno forse \'più vivi\' o forse \'contare\' quando normalmente i giovani non contano niente per nessuno e ci si ricorda di loro solo quando si drogano o quando si suicidano (e peggio, quando fanno ciò che devono fare i giovani, che gli adulti quotidianamente cinici non possano più fare)

La scuola non c’entra, siamo noi genitori che dobbiamo insegnare ai nostri figli cos’è la vita.<br />
Se io fossi il genitore di uno di quei ragazzi che hanno scritto su quel muro, lo prenderei per un orecchio, secchio e vernice, e via a ripulire, sperando che si vergogni di quello che ha fatto.<br />
Poi vorrei aprirgli la testa e vedere chi gli ha inculcato questi pensieri politici (intendiamoci sia destra che sinistra) - violenti- inutili- riguardanti fatti in cui i miei figli non esistevano nemmeno nei miei pensieri.<br />
Fatti che devono tutt’altro che essere ricordati in questo modo.<br />
Poi… mi sentirei fallito come genitore, come educatore, come amico di mio figlio.<br />

pubblicando questi articoli non fate altro che dare soddisfazioni a coloro che hanno fatto quella scritta<br />

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

carlo

C\'è poco da minimizzare. Non siamo di fronte a una ragazzata. Certo, è probabile che chi ha vergato questa scritta sia qualcuno che, per ora, è relativamente innocuo, ma attenzione. Nadia Lioce prima di diventare una brigatista era una frequentatrice abituale dei centri sociali all\'interno dei quali può capitare purtroppo che gli assassini delle Br trovino sponde di consenso e di ammirazione. Non è il caso dunque di derubricare questo episodio, è una spia inquietante su cui occorre vigilare. Perchè la bestia brigatista non è mai morta del tutto. <br />
<br />
carlo

Chissà com\'è la scuola non c\'entra mai.<br />
Droga, alcol, bullismo, immigrati incendiati etc. etc. tutti colpevoli e la scuola no.<br />
Perchè?<br />
Io invece dico che è colpevolissima.

Riccardo Galli

in risposta a Piccolino:<br />
La colpa di inculcare la violenza la si può associare alla chiesa cattolica, l\'unica in cui un genitore (dio) fa uccidere suo figlio innocente (gesù) per salvare i colpevoli (peccatori)<br />
http://www.fainotizia.it/2008/03/04/pedoclastia-i-danni-delleducazione-cristiana-sui-minori