Referendum: è doveroso che intervenga il Consiglio Comunale

luciano chiappa 05/02/2009 - Alla base del fragile verdetto di inammissibilità del quesito referendario, vi è una falsa ed illegittima interpretazione del Piano regolatore, la quale a sua volta è il portato della spregiudicatezza amministrativa e dell’indifferenza verso i diritti dei cittadini.

Infatti, l’unico modo per dimostrare l’inammissibilità del nostro Referendum era di dichiarare che il Prg attuale già prevede l’eliminazione del Lungomare. Ma questa è una falsa interpretazione della pianificazione urbanistica. Si fa finta di non comprendere, in modo da confonderla volutamente, la differenza sostanziale che intercorre tra pianificazione e progettazione. Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la materia, sa che la progettazione non è altro che attuazione conforme della pianificazione. In alcuni ambiti il Prg indica in che modo il Lungomare debba essere riprogettato; ma nessuna di queste indicazioni elimina, trasla, sopprime, il Lungomare.


Norme e carte del Prg alla mano ho dimostrato al Comitato dei Garanti che la variante costiera non prevede in alcun caso, oggi, una diversa area di sedime ovvero un diverso contenente pianificatorio del lungomare, che rimane lì dov’è,.sia fisicamente sia cartograficamente sia normativamente. L’eliminazione del Lungomare non sta nella pianificazione vigente ma nei progetti ultimi della amministrazione comunale i quali non sono mai stati fatto oggetto di partecipazione pubblica né tanto meno fissati in nuova pianificazione, e quindi i cittadini non li conoscono affatto. Pertanto hanno il pieno diritto di poter esprimere un parere. Ma non hanno voluto sentir ragione, l’imperativo era di bocciare il quesito. Costretto dalle nostre argomentazioni, Lucchetti ha dovuto contorcersi per arrivare a scrivere questa ridicolaggine:“l’attuale tracciato del lungomare viene previsto come suscettibile di modifica o soppressione all’esito della strumentazione attuativa”. E’ una barzelletta. Il lungomare, o è soppresso o non lo è; e se non lo è non può esserlo nemmeno in fase attuativa: sarebbe una variante.


Siccome non lo è, Lucchetti è costretto a ripiegare su un concetto, quello di “suscettibilità”, che giuridicamente non ha alcun valore e che se non fosse per gli effetti che ha prodotto non sarebbe nemmeno da citare. Pertanto non esiste, non può esistere, se non costruendolo, un motivo valido di Incidenza del nostro quesito referendario sulla pianificazione urbanistica tale da farci rientrare nel caso di inammissibilità stabilito nel famoso Art 65 comma 4 lettera k).dello Statuto. E infatti se lo sono costruito, basandosi su letture arbitrarie del Prg e su documenti illegittimi di interpretazione del Prg guarda caso prodotti non dal Dirigente del Servizio urbanistica bensì da un Architetto dello stesso ufficio e da questi firmato. Ciò peraltro è molto grave perché ad interpretare il Prg non è e non può essere né il Dirigente dell’Urbanistica né tanto meno un Architetto dell’ufficio tecnico, ma può essere solo e soltanto il Consiglio Comunale. Ci rivolgiamo quindi al presidente del consiglio comunale, ai consiglieri comunali affinché intervengano con risolutezza, avocando nell’unica sede legittima e competente in materia, il Consiglio Comunale, l’ormai obbligato chiarimento in ordine all’autentica interpretazione delle norme di Piano regolatore. Ne va, sia della legittimità dell’amministrazione urbanistica, sia della possibilità che i cittadini possano esercitare o no la democrazia nella sua espressione più alta. Noi sappiamo che il giudizio di inammissibilità ha forti possibilità di essere annullato dal Giudice. Però c’è un punto sul quale non possiamo non richiamare l’attenzione dei cittadini, il punto è questo: i cittadini di Senigallia pagano dei signori che, in virtù di letture arbitrarie e giudizi cavillosi, basati su una documentazione illegittima e precostituita interrompono un procedimento, costringendo di nuovo i cittadini di Senigallia a dover spendere altri soldi, non pochi, per far valere i loro diritti, posto che tutto non si impantani o venga di proposito impantanato nella burocrazia della giustizia italiana.


Ma stiamo scherzando. Ma non siamo mica una Multinazionale che tenta di impossessarsi del territorio senigalliese. Anzi siamo cittadini senigalliesi che difendono il proprio territorio, che chiedono di poter esprimere un parere, nemmeno vincolante, sul destino della propria città e di quello proprio. In ogni caso, noi sappiamo cosa fare, e nei prossimi giorni lo renderemo pubblico chiamando tutti i cittadini senigalliesi a partecipare a questa basilare impresa di democrazia e di libertà.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 05 febbraio 2009 - 3331 letture

In questo articolo si parla di attualità, referendum, luciano chiappa


Vediamo di capirci qualcosa.<br />
C\'è il Piano Regolatore Generale, che stabilisce come si sviluppa il territorio comunale, ma la effettiva trasformazione avviene con l\'approvazione di altri piani, che prendono il nome generico di Strumenti Urbanistici Attuativi (i Piani), perchè danno attuazione al P.R.G.<br />
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Chiarito questo, se il Comune nella figura dei suoi consiglieri approverà in futuro l\'ennesimo Piano Attuativo che, modificando le previsioni e la destinazione d\'uso di quell\'area rispetto a come era indicato nel P.R.G., questo diventerà di fatto uno Strumento Urbanistico di Variante.<br />
Il fatto però è che allo stato attuale non c\'è ancora approvato un Piano per l\'area in questione (o almeno non ne sono a conoscenza), quindi la conclusione è che il referendum, anche se indetto, non poteva che fornire delle indicazioni al Comune, il quale non era vincolato a tenerne conto (non fosse altro perchè era espressione di un consenso o meno da parte della cittadinanza)... arebbe stata una semplice raccolta di firme e nulla più.<br />
Se invece ci fosse stato un Piano Attuativo qualunque, in ogni caso non si sarebbe potuto svolgere il referendum proprio per l\'articolo 65 comma 4 lettera K dello Statuto comunale.<br />
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Ma la gente normale tutte queste cose non le sa, quindi perchè scrivere tutto quel popò di roba che fa solo confusione?<br />
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In ogni caso, io che a mia volta sono più portato ad avere il lungomare com\'è ora, adesso vorrei sapere cosa è intenzionato a fare il Comitato per portare avanti la discussione....ma per favore che non si usi sempre il linguaggio dell\'U.C.A.S. (ufficio complicazione affari semplici).

Personalmente credo che sia solo una questione di visibilità per politici dormienti risvegliati dalla prossima tornata elettorale e dall\'opposizione per far vedere che c\'è.<br />
Ma la mia opinione conta poco e cercherò di fare alcune riflessioni.<br />
Se è una questione giuridico amministrativa visto che questo fragile verdetto è \"falso e illegittimo\" \"da una interpretazione tesa a confondere volutamente\" \"è una barzelletta\" \"non esiste ne può esistere, se non costruendolo, un motivo valido\" \"basato su letture arbitrarie e documenti illegittimi\" e se \" ho dimostrato\": allora l\'ottimo avv. Paradisi non avrà difficoltà, con la sua professionalità, a far bocciare dalla magistratura questo provvedimento.<br />
Se invece è una questione politica, allora ognuno ha ragione indipendentemente dalla decisione scaturita.<br />
In democrazia la maggioranza propone, l\'opposizione si oppone e poi la maggioranza, sotto la propria responsabilità, decide.<br />
In seconda battura i cittadini col voto decideranno chi ha ragione.<br />
Però smettiamola col \" non si vuol far esprimere i cittadini\". Non basta coalizzare un gruppo di cittadini, seppur nemerosi, per arrogarsi il diritto di parlare a nome della città.