Ecco perchè l\'A.L.A. non partecipa al forum sull\'ambiente

amianto 7' di lettura 10/02/2009 - E’ stato il primo incontro quello che si è tenuto il 7 dicembre 2005 presso l’auditorium San Rocco; il primo convegno sull\' amianto organizzato dall\' ALA, Associazione Lotta all’Amianto.

Un incontro molto importante per la nostra città che è stata, ed è ancora oggi coinvolta da numerosi decessi per cancro da amianto. L\' incontro, molto partecipato dai cittadini, aveva lo scopo di mettere a confronto durante il dibattito le rappresentanze maggiormente coinvolte sia nelle attività di prevenzione sanitaria e bonifica di manufatti a base di amianto che nella tutela degli abitanti. Un incontro quindi tra : - cittadini di Senigallia - il comune, per le attività pubbliche - i privati, per le strutture private Era prevista la presenza del Sindaco Luana Angeloni, dell\'assessore Simone Ceresoni e del responsabile bonifiche ambientali Marco Antonelli. Nessuno di loro in realtà si è presentato.


Rappresentava il Comune l\' assessore Mangialardi che, dopo gli interventi dei relatori, ha preso la parola e finito il suo intervento se ne è andato lasciando i lavori senza aspettare il dibattito pubblico. Alcuni si chiederanno perché ricordare una storia passata. Ricordarla è importante perché lo scopo dell’incontro era mettere a contatto per la prima volta amministratori e amministrati che sono legati da un patto demo-cratico. Ci rammarichiamo che le cose non siano cambiate: una amministrazione latitante nel passato, una amministrazione sfuggente ancora oggi. Mangialardi comunque ci aveva raccontato: -\"…..presto ci occuperemo della bonifica delle strutture pubbliche e poi ci occuperemo di quelle private\". Oggi le persone sono le stesse ed i problemi non sono ancora risolti. Quello che l’ALA dice tramite ripetute denuncie a mezzo stampa è che le cose stanno andando proprio male. L’Assessore Ceresoni nel 2004 aveva detto che le opere di bonifica dell\' area Italcementi - Sacelit si sarebbero avviate all\'inizio del 2005 (Messaggero 5 novembre 2004). Perché si è aspettato così a lungo? Perché non sono stati presi provvedimenti da parte dell’Amministrazione comunale fin dal momento in cui l’amianto è stato riconosciuto cancerogeno e quindi vietato? Perché non sono stati presi provvedimenti almeno a partire dalla cessazione delle attività alla Sacelit avvenuta nel 1984 ? Da allora il frequente vento di mare ha continuato a strappare alle degradate strutture polvere di amianto, una erosione continua che investiva la città e la cospargeva di insidie mortali; è durata fino al 2008 anno di inizio della bonifica delle strutture fuori terra. Lo ha dichiarato anche la proprietà, dopo uno studio fatto per verificare la possibilità di utilizzo degli edifici: “le strutture sono degradate in maniera pesante dall’erosione” (Resto del Carlino 23 settembre 2004) Pochi cittadini sono a conoscenza della pericolosità delle tubazioni che portano l’acqua potabile nelle abitazioni dei senigalliesi; più di un terzo di tali tubazioni contengono amianto. Perché non si provvede a sostituirle? Invece di spendere i soldi dei cittadini in opere “galattiche” come: il “belletto” al centro storico, (piano Cervellati), variante lungomare, etc, non è forse meglio spenderli per la salvaguardia della salute dei cittadini? Verdi! dove siete finiti? Il 22 ottobre 2004 il portavoce dei Verdi così diceva: “Senigallia non ha bisogno di altri mini appartamenti e di speculazione edilizia”.


Sono passati cinque anni e ancora si continua a cementificare e si continuerà a farlo nell’area ex Italcementi-Sacelit ,alle ex colonie Unel, a prezzi astronomici creando oasi ricche contro le povere frazioni dove la gente quando piove è costretta a sfilare i tombini per limitare gli allagamenti, cadere per marciapiedi “indegni”o per mancanza di illuminazione nascosta dagli alberi. Senigallia, la città più inquinata, attraversata da una autostrada avrà un’altra strada a grande traffico: la complanare! E’ questa la politica dei Verdi?. E’ proprio vero che il sole che ride si fa delle belle risate! A noi cittadini “non ci resta che piangere”. Questi accenni politici hanno poco a che fare con l’amianto, però confermano la disattenzione delle Istituzioni verso il problema tanto a cuore all’ALA: la salute pubblica. La riprova di morti per tumori causati da amianto si possono riscontrare nel documento “Studio di mortalità degli addetti alla produzione di manufatti in cemento-amianto nello stabilimento di Senigallia”.Tale documento prende in esame il periodo 1948 -1990. E’ stata studiata la mortalità su una corte di 561 addetti alla produzione, si è osservato un significativo aumento dei tumori polmonari con mortalità di 276 lavoratori. “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse\" e da allora lo studio citato non è stato più aggiornato; i morti sono aumentati anche in considerazione del periodo di incubazione che per tali malattie può arrivare a 40 anni. Perchè nessuna delle Istituzioni che hanno promosso o redatto il documento si fa sentire? Che Istituzioni sono quelle che non si preoccupano o sono sorde alle richieste della collettività di conoscere cosa è successo dopo il 1990 ? Ci rivolgiamo a chi ha il compito della tutela della salute pubblica ed in particolare ci rivolgiamo al Sindaco che dai cittadini è stato eletto ed a loro deve rispondere. Se la scarsa sensibilità al problema amianto ha portato in passato ad autorizzare un parcheggio all’interno dell’area Sacelit, come possiamo oggi credere a efficaci misure da parte di chi è addetto alla sicurezza. La segnalazione ai carabinieri da parte dell’ALA ha avuto come esito la subitanea chiusura del parcheggio. Le Istituzioni sono fatte di uomini e se queste non funzionano le colpe sono quindi degli uomini, allora incominciamo a chiamarli in causa nominalmente, in maniera diretta. Assessore Ceresoni, se l’ALA dice che la bonifica nell’area ex Sacelit non è fatta a regola d’arte, perché, se crede il contrario, non informa i cittadini con incontri pubblici accettando il contraddittorio? Il Forum, a parere dell’ALA, non informa. La stragrande maggioranza della gente non sa che esiste! Al Forum partecipano diverse entità mai dimostratamene attive verso l’opinione pubblica,salvo la Cgil. Lo dimostra il fatto che mai un articolo è apparso sui quotidiani o mezzi di informazione. L’ALA, nella figura del suo Presidente è l’unica che ha sempre cercato di ricreare in tutte le maniere visibilità e trasparenza nelle oscure vicende di bonifica. Molte volte (sempre l\'ALA) nell’ambito del Forum si è sostituita, pur con difficoltà, a chi doveva operare o controllare riuscendo a tamponare le incongruenze operative e burocratiche.


Ha anche chiesto di far ammettere ai lavori di bonifica ex lavoratori Sacelit, iscritti all’ALA, che potevano consigliare conoscendo molto bene il sito. Risposta negativa: del Comune o della proprietà? Collaborazione pericolosa? Si può capire la frenesia del Comune di chiudere velocemente la bonifica per incassare i 14.5 milioni di Euro per oneri di urbanizzazione. Si deve però anche capire chi cerca di ottenere il meglio nella lotta all’amianto. L’ALA è una Associazione no benefit e non ha interessi a raccontare fesserie, il suo Presidente è una persona colpita dall’amianto e nonostante la sua malattia sta combattendo perché Senigallia possa avere una bonifica più efficiente possibile e per ottenere tale risultato ha dovuto abbandonare il Forum.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2009 alle 19:54 sul giornale del 10 febbraio 2009 - 2041 letture

In questo articolo si parla di attualità, amianto, a.l.a., carlo montanari


Alberto Diambra

Oltre alla ex Sacelit Senigallia è invasa da infrastrutture abusive e non,che presentano ,quasi nella totarietà,componenti in amianto.Non esiste un censimento serio e,pertanto,si ritrovano materiali di amianto un pò ovunque abbabdonato da irresponsabili, per eludere le spese di smaltimento.Non parliamo poi,che questi materiali sono nella totarietà ammalorati dal tempo con tutte le consequenze che ne derivano.

UN PAZIENTE.

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Caro Paziente si identifichi e faccia quello che faccio da anni io Carlo Montanari Preseidente dell\'Associazione Lotta All\' Amianto e faccia delle foto e spedisca con lettera Racc. AR all\'Ufficio d\'Igiene di Senigallia all\'attenzione del Dott. Giovanni Fiorenzuolo.Vedrà che sarà messa in moto l\'opera di investigazione da Lei suggerita. Ma il fatto è che i cittadini di Senigallia ( diciamo la maggior parte ) sono titubanti di esporsi in prima persona e se volesse basta che mi telefona e ci penso io come Associazione.




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