Libertà: la tua o la mia? E se non dovessi più scegliere...

giulia mancinelli 2' di lettura 25/02/2009 - Su almeno un punto siamo tutti d\'accordo. Il problema è l\'alcol. L\'avete detto in tanti ed è vero. Una ragazza di 17 anni che esce da una discoteca completamente inibita e stordita dall\'alcol è un problema.

Ma lo è, e di più, un ragazzo (peggio ancora se in “branco”) che esce da una discoteca completamente inibito e stordito dall\'alcol. Cerchiamo di scindere le due componenti. Senza pregiudizi, senza sentenzialismi e soprattutto senza moralismi. Siamo stati o siamo giovani anche noi che leggiamo o raccontiamo queste tristi pagine di cronaca.


Gli eccessi fanno male, se non altro da un punto di vista fisico (e lo sottolineo perché abbiamo detto di non esprimere giudizi morali) ma ma non a tutti. Una ragazza che una sera beve un po\' di più e si ubriaca (ribadisco, lasciamo perdere per un attimo l\'aspetto morale) non fa del male a nessuno se non a se stessa. Finita la sua serata se ne vorrebbe tornare a casa, per fatti suoi. Un ragazzo una sera beve un po\' di più e si ubriaca (anche qui accantoniamo l\'aspetto morale). Fa del male a se stesso ma anche agli altri. Vuole prendersi a tutti i costi qualcosa che non gli appartiene. Sa di essere in vantaggio. E\' più forte (fisicamente intendo) e la sua preda è ancora più debole perché stordita dall\'alcol. A volte c\'è anche la componente del branco: spettatori che asseriscono e legittimano il leader del momento a portare a casa lo scalpo.


Quando tutto finisce la vittima se l\'è cercata, il carnefice ha fatto una “cazzata” ma in fin dei conti è un “maschio”, è stato provocato, sedotto...Sì, insomma... se una ragazza esce da una discoteca ed è ubriaca significa che ci sta. E allora si può anche violentare. È nell\'ordine delle cose. Come la ragazza con la minigonna e scollatura osé che legittima il suo aggressore. Cerchiamo di volare più in alto.


Vorrei che i miei genitori insegnassero a me, figlio, il rispetto della libertà dell\'altro ancor prima della mia. Vorrei che i miei genitori insegnassero a me, figlia, che la libertà non è una guerra ma un diritto. Vorrei che ogni genitore insegnasse ai propri figli che la libertà è una conquista.






Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2009 alle 12:43 sul giornale del 25 febbraio 2009 - 5560 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, editoriale


...vorrei che i genitori insegnassero.<br />
E già sarebbe qualcosa...

Condivido l\'articolo al cento per cento ma poi rimangono tante domande e dubbi anche per me che nel mondo della notte lavoro da anni e anni. Lasciamo perdere come dice Giulia (che apprezzo e stimo come professionista)tanti luoghi comuni, ma chiedo la famiglia e i genitori dove sono in questo periodo globale è vero che viviamo in un era in cui basta un click per essere nel centro del mondo ma è anche vero che non troviamop un sorriso e un dialogo in una famiglia e perchè no anche qualche bel ceffone quando rientri alle 6 del mattino in stato comatoso. Nella vita ne ho passate tante ma di quello che non mi sono mai scordato sono gli insegnamenti dei miei genitori. Che poi abbia commesso mille errori è un altra storia ma ho sempre rispettato gli altri e le loro libertà.

La bellezza è per strada<br />
di Serena Fredda<br />
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Ne abbiamo sentite troppe in questi giorni di notizie di stupri, in ogni angolo del paese e a Roma, che ormai sembra in ostaggio di orde di cani arrabbiati. Più si accumulano i casi più la paura paralizza l’azione, più diventa difficile anche solo parlarne, schiacciate come siamo tra la solitudine della vittima potenziale e la paura di chi vede sottrarsi la libertà in nome di una fantomatica e fascistoide sicurezza.<br />
La contesa tra governo e opposizione è una rincorsa a destra, ma di certo il governo si dimostra ancora una volta più creativo e spregiudicato rompendo il tabù del monopolio della forza in mano da sempre alla polizia. Poco importa che la legalizzazione delle ronde sia stata stralciata dal decreto anti-stupri. È una questione di immaginario, di legittimazione che passa per canali differenti da quelli formali. Essendo impraticabile che per ogni (bella) donna ci sia un militare, militarizziamoci tutti, e poco importa anche che questo dia la stura a formazioni neo o micro fasciste, a raid razzisti, a linciaggi, a roghi, a omicidi, e perchè no, ad altri stupri (quelli che non fanno notizia, quelli delle immigrate). Anzi, meglio. <br />
Soffia un vento di crisi nera, c’è poco e non per tutti, non siamo tutti uguali e bisogna rimarcare le segmentazioni interne al corpo sociale, scaricare la conflittualità verso il basso, recuperare consenso aprendo l’attività poliziesca alla partecipazione “popolare”, cambiare segno al conflitto sociale traslandolo in conflitto etnico. <br />
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E le donne in tutto questo che fine fanno? <br />
continua l\'articolo su http://www.globalproject.info/art-18929.html

celtica e libertà? interessante ossimoro.

\"Vengono qua e ci stuprano le nostre donne”. E già, perché le nostre donne possiamo stuprarle solo noi. In fondo è questo il sottointeso che è nella testa di tutti coloro che ripetono questa frase. Quel “nostre” dà la misura del livello di cultura maschilista, machista e fascista che è in quell’espressione. La donna è intesa come un oggetto, qualcosa che si possiede.<br />
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Da un punto di vista concettuale e quindi sintetico, la radice del problema sta tutta nella parte sopra citata.

I desiderata di Giulia su cosa i genitori dovrebbero insegnare ai propri figli implicano il fatto che i genitori stessi sappiano cosa sia la legalità. A questo proposito l\'Amministrazione Comunale di concerto con le altre Agenzie educative del territorio invece di aprire Centri di aggregazione giovanile a gogò cominciassero a pensare ad organizzare Centri di Aggregazione per Genitori perchè ce ne sarebbe un estremo bisogno<br />
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Alberto Di Capua

Anonimo

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Commento modificato il 25 febbraio 2009

Si, magari però eliminando la riga \"...E già, perché le nostre donne possiamo stuprarle solo noi...\" che è una becera sintesi delle idee di pochissimi (meglio, rari) imbecilli, ma scritto in questo modo si è trasformato in una specie di riassunto del pensiero più condiviso: cosa che non è.<br />

Off-topic

Prima di commentare ironicamente dovresti informarti. Primo non conosci minimamente le mie idee sulla società. Secondo Il mio Nick prende origini dalle mie discendenze Celtiche. Se per te essere Celtico equivale ad essere discriminato e collocato in una certya fascia societaria allora che scrivi sempre indignato di queto e di quello quando il primo che fà rtazzismo sei tu. Nessuna polemica solo chiarimenti.

E qualcosa sarebbe già molto, Daniele. <br />
Ti racconto un esempio piccolo piccolo. Quando mio figlio andava alle elementari, ai colloqui di quarta le maestre si lamentavano che molti bambini ancora facessero fatica a leggere, invitando i genitori a seguirli e farli leggere in casa. Una mamma se ne uscì dicendo che suo figlio (IV elementare!!) tornando a casa era \"talmente stressato\" che le diceva: mamma, lasciami perdere che oggi non ne ho voglia!<br />
La maestra replicò tranquilla: signora, mio figlio sa leggere, per il suo veda lei.<br />
Se i genitori non hanno voglia di perdere cinque minuti a leggere una storia ai figli, pensi che saranno capaci di trasmettere loro qualche regola o dargli le basi per capirle da soli? <br />
Poi se da grandi non sanno dare senso e valore alla vita, se prendere con la forza una donna o dar fuoco a un barbone sarà come passare un livello al videogame, la colpa la possiamo dare alla tv, alla scuola, alle cattive amicizie...

Come dice Giulia lasciamo stare la morale.<br />
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Viviamo in un mondo in cui le parole \"educazione\" \"rispetto\" ecc. sono ridotte al significato di semplici vocaboli.<br />
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Ma questo vale per tutti. Una ragazza di diciassette anni non può e non deve, per nessun motivo, uscire fino a quell\'ora e tanto più ubriacarsi.<br />
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L\'aggressore non è mai legittimato. E ciò che è stato fatto non è una \"cazzata\" ma un atto criminale. Speriamo venga punito severamente.<br />
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Ma, come ho già scritto due giorni fa, anche due sonori ceffoni alla ragazza non saranno spesi male.

Anonimo

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Ma il senso dell\'articolo quale sarebbe?<br />
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Che la donna se po imbriagà e il maschio no?<br />
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Che la donna, se eccede, non fa danni e il maschio sì?<br />
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Una donna ubriaca al volante fa meno danni di quanti ne possa fare un uomo?<br />
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Dobbiamo mettere limiti di tasso alcolemico a livelli diversi tra uomo e donna? (facendo una palese distinzione basata sul sesso che farebbe incazzà pure Napolitano perchè palesemente incostituzionale)<br />
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Una donna che sniffa cocaina rimane perfettamente in controllo di sè, mentre l\'uomo dà fuori da matto e diventa pericoloso?<br />
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Chi l\'ha detto? <br />
La scienza?

jekmark

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Tento un approccio alternativo alla questione, valutandola da un punto di vista differente, ovvero quello del Mare Nostrum dove tutti oggigiorno navighiamo: Internet. <br />
Tento anche di creare un nesso tra questa nuova tecnologia telematica e l\'antico, quanto radicato \"pregiudizio razziale\" contro le donne in Italia.<br />
Se quest\'ultimo si nutre (come tutti i razzismi) di numerosi stereotipi, alcuni dei quali patrimonio \"umoristico\" del linguaggio quotidiano (donna-danno, donne al volante, Bacco-Tabacco-Venere), la Rete si riempie quotidianamente di \"icone\" femminili di ogni tipo (e credo d\'esser stato chiaro).<br />
Queste immagini conturbanti di donne, bellissime quanto irraggiungibili, sono \"pubblicate\" su Internet ad hoc dai colossi economici, che ben sanno che la falsa idea circa l\'inferiorità della donna si traduce in una reificazione-deificazione della donna stessa: quel che è inferiore è anche superiore (ma mai uguale); e quel che è superiore non lo si può che raggiungere virtualmente.<br />
La solitudine del maschio, solo perché superiore-inferiore alla donna, alimenta il business degli incontri on line e delle \"agenzie matrimoniali\" virtuali (più tutto il resto).<br />
Credo che gli adolescenti di oggi, che si formano prevalentemente (anche dal punto di vista della sessualità) sulla Rete, facciano sempre più fatica a distinguere l\'essere umano reale da quello virtuale, soprattutto se quell\'essere umano, in quanto donna, suscita forti desideri.<br />
L\'alcol fa poi il resto: è la goccia che fa straripare un inconscio pieno di questa confusione di fondo; una confusione che si nutre della rabbia della solitudine telematicamente indotta.

celtica

ciao uomo della notte ti volevo dire che le tue esternazioni fanno pensare ciao e alla prossima