L\'A.L.A. chede al sindaco un censimento delle tettoie in amianto

amianto 3' di lettura 27/03/2009 - \"In attesa di notizie sui risultati delle ultime analisi sui lavori di bonifica dell’ex area Sacelit Italcementi, il sottoscritto fa presente attraverso la stampa che – soprattutto nelle ultime settimane – stanno arrivando decine di segnalazioni all’ALA di persone preoccupate per la presenza di lastre di amianto in città\".

Segnalazioni che vengono immediatamente “rigirate” all’apposito ufficio della locale Asur affinchè provveda per garantire la successiva rimozione. Vorrei ricordare che ogni volta, dopo le segnalazioni dell’ALA, la procedura è purtroppo non sempre breve. L’Asur in realtà interviene tempestivamente ma solamente per accertare ed indicare l’effettiva pericolosità delle varie situazioni informando l’Amministrazione comunale che, a sua volta, emette ordinanza per far rimuovere le lastre pericolose ai proprietari delle strutture dove esse si trovano. Insomma passa molto tempo, troppo tempo, anche in circostanze dove (come è stato documentato dall’ALA in passato) sarebbe il caso di provvedere immediatamente alla rimozione. La gente è preoccupata di tutto ciò e lo testimonia il fatto che, quotidianamente, l’ALA riceve telefonate o lettere di cittadini che denunciano i vari casi.



Sulla base di quanto detto chiedo quindi formalmente alla città ed al sindaco di Senigallia – primo responsabile della sanità pubblica – di effettuare un censimento di tutte le tettoie in cemento amianto di Senigallia. Credo che attraverso un censimento sia più semplice identificare dove e quando intervenire invece di attendere la solita segnalazione dell’ALA. L’amianto è pericolosissimo. Non lo dice il sottoscritto ma lo ribadiscono molte persone. A riguardo vorrei ricordare che nel mese di gennaio dell’anno scorso, nel corso di un incontro svoltosi presso l’auditorium San Rocco di Senigallia alla presenza del senatore Felice Casson, era stato ribadito dallo stesso illustre personaggio un dato tremendo sull’amianto.



Il senatore Casson, senza troppi giri di parole, aveva infatti sostenuto la pericolosità e la cancerogeneità dell’amianto e del cloruro di vinile per le produzioni in pvc sin dal lontano anno 1960. Quello che aveva maggiormente colpito – e non solo il sottoscritto ma l’intero pubblico presente al san Rocco – era stato il fatto che sin dal 1960 chi di dovere era perfettamente a conoscenza del rischio mortale dell’amianto. Ma sin dal 1960 una sorta di “patto di alleanza” tra organi istituzionali e titolari di aziende produttrici di prodotti cancerogeni, avrebbe evitato che la questione venisse divulgata e portata a conoscenza dell’opinione pubblica. Parole forti, dichiarazioni che devono far riflettere su un problema che da mezzo secolo continua a provocare morti.



Le sentenze sulla cancerogeneità dell’amianto sono poi giunte a distanza di anni ma, tutto ciò, è avvenuto soltanto per mancanza di una comunicazione che certi potenti hanno fortemente voluto. Senigallia è stata e resta a tutt’oggi una delle città a più elevato rischio amianto di Italia. Soltanto questo dato meriterebbe una valutazione particolareggiata in qualsiasi minima circostanza si abbia a che fare con l’amianto. E per questo mi rivolgo per l’ennesima volta agli amministratori ed agli attuali organi istituzionali pregandoli di affrontare senza tralasciare il minimo dettaglio qualsiasi intervento abbia a che fare con l’amianto. Le conseguenze dell’amianto si iniziano ad avvertire a distanza di anni: per questo oggi non si può sbagliare mai, neanche minimamente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2009 alle 17:46 sul giornale del 27 marzo 2009 - 2995 letture

In questo articolo si parla di attualità, amianto, a.l.a., carlo montanari


Un richiamo al discorso amianto, proprio sul correire della sera di oggi:<br />
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_27/focus_amianto_vivere_e_morire_in_casa_a489b478-1a87-11de-b646-00144f486ba6.shtml<br />

Un grazie a Daniele attento al problema molto triste e di attualità purtropppo con un indice di mortalità in salita paurosa.

Alberto Diambra

E\' una battaglia persa con l\'Amm.ne di Senigallia,quando si tratta di amianto.Sono mesi che ho richiesto la rimozione di diversi manufatti ,abusivi su terreno di proprità comunale,la cui copertura è costituita da lastre di cemento amianto in pessimo stato di manutenzione e fino ad oggi non ho avuto neanche una risposta ,oltre a non intervenire non rispettano neanche la legge 241 del 90.Non si conoscono le reali motivazioni di questo comportamento e questi manufatti sono su terreno di proprietà ,mi ripeto,COMUNALE figuriamoci quelle di privati!

Se il Sindaco non dovesse intervenire ,e penso che lo faccia,essendo LA RESPONSABILE DELLA SALUTE PUBBLICA DI TUTTI I CITTADINI, adirò per altre vie secondo le normative dettate dalla Legge.

Il fatto che il mio articolo sia stato il più letto rispetto agli altri due dell\'arch. Portoghesi e del GIS riguardante sempre la Sacelit, non ti fa capire che i cittadini sono più interessati alla bonifica dell\'amianto killer piuttposto che leggere delle mega costruzioni che sorgereanno sul cimitero di operai ed impiegati morti da amianto inconsapevoli e traditi dalle Istituzioni e propri datori di Lavoro?




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