La piazza d\'acqua sul nuovo lungomare

6' di lettura 27/03/2009 - E’ bastata l’idea dei matrimoni alla rotonda e la proposta di insediare un casinò in città per paragonare Senigallia ad una nuova Las Vegas o Montecarlo.
A proposito appare quanto mai appropriata la citazione dell’architetto Puig Domenec che nell’incontro del  marzo del 97 a San Rocco sulla Sacelit disse che le idee possono essere diverse, ma ciò che conta è riaccendere l’entusiasmo popolare, né sono importanti i soldi, né la partecipazione degli enti pubblici.

Ben vengano quindi nuove proposte a cui vogliamo dare accoglienza e ambientazioni degne e, a loro volta, contributive al rilancio della città che, così, rafforza la sua capacità di attrazione.
Dall’idea progetto di riqualificazione del panorama urbano di Senigallia, estrapoliamo l’ipotesi di un nuovo lungomare centrale che rimpiazza l’esistente, rigenerando quei luoghi, oggi letteralmente spenti e impietosamente recisi dal fiume, sentenziatore del termine di quello di levante e dell’allontanamento e del deprezzamento di quello di ponente.

La nuova proposta realizza una prestigiosa passeggiata, di un chilometro, tra Rotonda e hotel International, che rinsalda i due lungomari, riassegnando loro, in modo spontaneo e naturale, un baricentro unico, più consono e adeguato, a ridosso del centro storico, con l’inclusione del porto e del nuovo intervento sull’area Sacelit- Italcementi.
Gli estremi della nuova passeggiata, interamente pedonale e affiancata della pista ciclabile, rappresentano punti focali, significativi e straordinari di congiunzione al restante litorale, con la Rotonda e la piazza della libertà, da una parte e, dall’altra, con una rotatoria, creata da una fontana monumentale, che interrompe ed espelle il traffico carrabile e organizza gli accessi alla via commerciale, all’area Sacelit, al nuovo porto e alle arene per le manifestazioni sportive e teatrali all’aperto.

La passeggiata è identificata dalla successione di tre nuove e diverse tipicità specifiche di questo tratto di litorale, rappresentative di una via con negozi al termine di via Mameli, della piazza d’acqua e di una rielaborazione ispirata alle vecchie palafitte dell’Hotel Bagni in corrispondenza di via Marconi.

Il primo segmento è impostato su una ricercata occlusione della vista mare dal piano strada, per un solo tratto di soli 200 metri, con lo scopo, sia di interrompere la monotonia di un paesaggio, per quanto gradevole, sempre identico, sia per creare agli avventori una diversificazione e una distrazione prodotte dal un nuovo nastro di negozi e ritrovi, allineati sul lato mare e in grado di restituire anche la visuale perduta nel contesto più suggestivo della propria copertura, componente e parte integrante del più ampio ed esteso terrazzo che apre la città al mare e al porto.

Si può realizzare qualcosa, somigliante al noto e rinomato viale Ceccarini di Riccione, che con una programmazione oculata delle tipologie da insediare e complice la straordinaria ubicazione può raggiungere il massimo grado dell’eccellenza. Questo nuovo tratto di via Mameli potrà essere visto anche come ampliamento e prosecuzione della passeggiata commerciale della città, unita a Corso 2 giugno attraverso la via del fiume.

Sul segmento meridionale di via Marconi è invece lecito ipotizzare un lungomare diverso che abbandona i canoni dei tradizionali parallelismi a favore di una spiaggia più omogenea e compatta che arriva al limite dell’edificato, eliminando il muretto parasabbia e le cabine spostate in alto sulle palafitte, piantate al sicuro sulla sabbia, che realizzano anche un percorso longitudinale aggirando i chioschi dei bar-ristoranti.

I 400 metri di strada vengono sostituiti da un rigoglioso boulevard di palme e sulla nuova passeggiata si immetteranno dal centro storico gli altri tre straordinari percorsi di via Leopardi, del fiume e del cannocchiale, da dove, dall’ombrellone in spiaggia saranno visibili scorci di Rocca e la biblioteca, anche se, per questo obiettivo, dovranno essere rimosse logiche legislative, che potrebbero bloccare la demolizione dell’ex Bagni, impedendo con la strumentalizzazione di ragioni storiche la realizzazione di un migliore architettura futura.

Ma il trionfo del nuovo lungomare è sancito appieno, nella sua parte centrale, dalla piazza d’acqua, destinata ad elevarsi a primo simbolo della città, integrata e vestita da un alternativo progetto sull’area Sacelit, che sviluppa un’architettura dalle linee curve e morbide che infondono una sensazione di armonia, come se si fosse in presenza di un paesaggio naturale e con un terrazzo, di water front, che amplifica e propaga all’infinito, quello spazio grandioso che già ha raggiunto la sua apoteosi sulla piazza.

Negli stessi luoghi dove oggi è rappresentata l’emarginazione urbana, dove si incontrano le barriere del fiume e della ferrovia si realizza invece il miracolo delle congiunzioni e delle convergenze.
Qui vanno a incontrarsi e si riorganizzano, in una apparente e gioiosa confusione, le acque del mare e del fiume, gli spazi dei corridoi ambientali con i giardini e i parchi urbani, il centro storico, il porto, le nuove architetture della Sacelit, tutti gli orizzonti visivi per 360 gradi e le percorrenze e le passeggiate che in questo spazio trovano anche una occasione ospitale di sosta a coronamento di un traguardo raggiunto.
Il fiume non è più distanziatore, ma ameno collante, con il nuovo ponte monumentale che ospita tutte le forme di mobilità, riservando però una condizione privilegiata a quella lenta che da continuità alla passeggiata litoranea senza strozzature.

Il ponte, con la sua pendenza di appena il 2%, supera nel suo culmine i 3 metri sopra la banchina, consentendo il passaggio delle vongolare e dei cabinati da e per la darsena Bixio, diventa altresì postazione privilegiata di osservazione sul centro storico e sul mare, oltre che prolungamento di accesso agevole e diretto al terrazzo sopraelevato della Sacelit., inoltre con la ciminiera è anche parte integrante di un’eccezionale orizzonte visivo che si traguarda tra rotonda e centro del terrazzo sul mare. Il congiungimento diffuso sulla piazza si completa pienamente con il supporto della traslazione dell’attuale passerella mobile, resa fissa. in corrispondenza della Pagaia.

Quello che però rende straordinaria questa piazza è la sua unicità che non la fa essere solo luogo di incontro, ma anche rappresentazione di memoria storica delle trascorse fortune della città legate al mare, luogo di lavoro, di rilassamento e soprattutto suggestivo luogo di contemplazione immerso in un paesaggio mixato di naturalità spontanee e costruite, di scenografie architettoniche antiche e moderne.

Una piazza aperta che per lungo tempo potrà essere laboratorio sperimentale di architettura per giocare su verticalità, che nascondano i parcheggi a raso e che riempiano parzialmente gli spazi smisurati senza mai interromperne la visibilità

Per queste considerazioni, la città non potrà accettare la proposta ufficiale in corso per la Sacelit, anche se di notevole levatura, in quanto calata in un progetto di città approssimato e senza ricerca.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2009 alle 16:11 sul giornale del 27 marzo 2009 - 3760 letture

In questo articolo si parla di porto, attualità, senigallia, Paolo Landi, piazza d\'acqua


Commento modificato il 26 marzo 2009

\"...la città non potrà accettare la proposta ufficiale in corso per la Sacelit, anche se di notevole levatura, in quanto calata in un progetto di città approssimato e senza ricerca.\"<br />
Non so come la prenderebbe Portoghesi, a leggere queste righe riferite al suo lavoro: anche io l\'avevo profondamente criticato a suo tempo perchè non lo vedevo \"inserito\" nel contesto, come un corpo a se, e spero che sappia spiegare le motivazioni del suo progetto.<br />
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In riferimento a queste ipotesi, le idee sono affascinanti, ma anche costose: a Riccione si sta pedonalizzando TUTTO IL LUNGOMARE, creando al di sotto dei parcheggi sotterranei, con sopra una passeggiata ciclopedonale esteticamente degne di una città turistica...ma la spesa non è affatto piccola (dell\'ordine di una decina di milioni di euro e più).<br />
Mi chiedo come farebbe una città come Senigallia, che ha il problema attuale della \"coperta troppo corta\" a livello di budget, a permettersi un progetto come questo qui ipotizzato, che pure mi piace tantissimo (molto di più di quello Portoghesi).<br />
Un tempo lo stesso ing. Landi proponeva un aumento degli indici di edificabilità per l\'area, che avrebbe prodotto notevoli quadagni per le casse comunali per realizzare questi progetti, ma giustificando la cosa con la realizzazione di un primo livello (nascosto) destinato a parcheggi, realizzando al contempo in questo modo una terrazza sul mare: ora, non leggendo più di questa ipotesi, dove si reperirebbero i fondi?.<br />
Chi sarebbe il privato così magnanimo da fare un simile investimento che inciderebbe tantissimo sull\'aspetto della città per le prossime centinaia d\'anni, senza incorrere nei vari litigi locali che salterebbero fuori di certo?<br />
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Ottima la soluzione del lungomare \"traslato\" verso il mare nella prima parte di L. Alighieri, che in questo modo \"bypassa\" completamente il discorso che dalle nuove zone non si vedrebbe mai il mare: ma il demanio non so quanto apprezzerebbe una simile soluzione progettuale.<br />
Vedo piuttosto che in questo progetto manca completamente un accesso di grosse dimensioni all\'area portuale, perchè sia la rotatoria ipotizzata a livello della nazionale che via Mamiani in quel punto non si prestano più ad un passaggio dei trasporti delle barche, soprattutto ora che si è partiti con la realizzazione del sottopasso ciclopedonale: come fare dunque? <br />
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Forse non ci sarebbe bisogno di fare un ponte con quella pendenza, se si decidesse di lasciare la darsena Bixio solo per le piccole imbarcazioni.<br />
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L\'idea della \"rimozione e rimodellazione\" del lungomare Marconi mi lascia al momento un pò perplesso, sia per i costi di realizzazione sia per il risultato effettivo che si potrebbe avere.<br />
Piuttosto salvaguarderei l\'attuale hotel Marche proprio per quello che rappresenta a livello storico e cittadino, anzi lo esalterei demolendo i corpi di fabbrica laterali e lasciando il corpo centrale reintegrato nelle sue funzioni alberghiere (compensando i proprietari con nuove abitazioni o attività in zona Sacelit).<br />
In questo modo farebbe da palcoscenico finale diretto tra Rocca e lungomare, diventando uno snodo all\'interno del percorso di lungomare Marconi.

paolo landi

in poche righe è difficile spiegare tutto ma ti assicuro che in questa proposta la prima cosa esaminata è l\'aspetto economico, non solo sta in piedi da sola, ma addirittura è produttrice di risorse per tutti, per la città per l\'amministrazione e per il soggetto attuatore.<br />
in quanto al livello, e sono più di uno, (nascosti)destinati a parcheggio non li hai più trovati proprio perchè nascosti ma io non ho mai pensato di toglierli.

E bravo Paolo hai fatto tombola,<br />
hai dimostrato di essere l\'unico che ha qualche idea per la citta\' e sicuramente hai stimolato un dibattito.<br />
Si aspetta di vedere il progetto del Portoghesi sperando che produca quel qualcosa in piu\'<br />
del piano di lottizzazione che abbiamo gia\' visto e vedremo se ci sono risposte alle tante problematiche che hai sollevato sulla mancanza di uno studio organico del contesto in cui il progetto si inserisce.<br />
Non ci sara\' nessun alibi per nessun votante del consiglio comunale di Senigallia il giorno della votazione della pratica <br />
senza aver preso consapevolezza della questione <br />
e di come questa sia influente per il futuro della citta\' .<br />
Per ultimo <br />
non pensi che proponendo una chicca cosi\' (x me)<br />
dove la citta\' avra\'solo da guadagnare e non da spendere qualcuno del Palazzo pardon della Nuova Gioventu\' si incazzi\'?

Mandrake

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