Quercetti: \'Se la vita di un operaio vale 8 mila euro\'

3' di lettura 01/04/2009 - Negli ultimi dieci giorni la nostra provincia è stata funestata da diversi incidenti sul lavoro. Incidenti passati quasi in sordina nelle cronache locali, dove si direbbe conta molto di più l’identità del candidato di quello o quell’altro schieramento alle prossime elezioni, piuttosto che quella di chi perde la vita per andarsi a guadagnare un tozzo di pane.

È anche questo un segno dei tempi: nell’Italia tutta luccichini e ottimismo della seconda era Berlusconi, morire di lavoro non fa notizia, non provoca indignazione. Sentimenti di rassegnazione sono diventati l’orizzonte quotidiano di migliaia e migliaia di lavoratori costretti ad allungare il tempo di lavoro (quando c’è) per integrare salari e stipendi inadeguati a una vita dignitosa, scoprendosi così al rischio di infortuni e malattie. È quello che elegantemente Confindustria chiama il lavorare di più per guadagnare di più, salvo poi mandare in diretta televisiva i suoi rappresentati a piangere lacrime di coccodrillo di fronte a tragedie che assumono sempre più spesso cadenze giornaliere.


Un anno fa, era ancora in carica il governo Prodi, sulla scia dell’incidente alla Thyssen Krupp di Torino, nel Paese si aprì il dibattito intorno al decreto sicurezza nei luoghi di lavoro. Un decreto che proponeva, come in ogni società civile, un impianto sanzionatorio per quelle aziende che avessero violato le disposizione normative per la sicurezza dei lavoratori. Ricordo che quel decreto, con la vittoria del centrodestra, poi è stato immediatamente accantonato, ma alzi la mano chi ricorda il nome del politico marchigiano che vi si oppose. Bene, quel politico era Maria Paola Merloni, capolista del Pd nella circoscrizione Marche e futuro ministro del governo ombra di Veltroni. Ho ricordato questo passaggio, perché da troppo tempo la politica e le istituzioni sembrano trattare questo tema per slogan, senza in realtà adottare un minimo di misure che porti l’Italia a livelli di sicurezza degli standard europei. E così, proprio in questi giorni, la destra che governa questo paese con un colpo di mano, ha deciso di attenuare le norme antinfortunistiche e soprattutto ha deciso di ridurre le sanzioni contro le imprese che non rispettano le norme. Massino 8 mila euro (salvo i casi gravissimi) per chi mette a rischio la vita dei propri dipendenti.


Ma non basta, si vuole anche ridimensionare il ruolo dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Recentemente mi è stata assegnata, nella Giunta provinciale, la delega alla sicurezza nei luoghi di lavoro. In realtà la provincia in questo settore può fare ben poco oltre alla pur importante formazione e informazione. Ma questa responsabilità mi consente di gridare forte: vergogna! Per questo governo la vita dei lavoratori non è degna di essere tutelata! Sicuramente rischia di essere tardi, ma siccome, come dice il proverbio, meglio tardi che mai, ci provo ad invidiare un tentativo di contrasto: ricercare risposte concrete al bisogno di sicurezza sul lavoro deve divenire un terreno di serio e ampio confronto tra istituzioni e parti sociali e non, come spesso è stato fino ad oggi, una vetrina accademica dove far bella mostra mentre nelle officine e nei cantieri si continua a morire.


da Maurizio Quercetti
Assessore al lavoro
Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2009 alle 18:26 sul giornale del 01 aprile 2009 - 1254 letture

In questo articolo si parla di politica, maurizio quercetti


Commento modificato il 01 aprile 2009

Oltre alle imprese che non rispettano le norme (mortacci loro), ricordiamoci anche dei morti che sono morti proprio per non aver rispettato le norme.<br />
La gran parte dei morti sul lavoro sono morti per colpe o distrazioni proprie oppure per fatalità.<br />
Gli altri meritano 8 miliardi di risarcimento (non 8 mila), ma non diamo per scontato che l\'operaio ha sempre ragione e l\'impresa ha sempre torto. <br />
Ai numeri esorbitanti che vengono proposti da certi sindacati e da certi assessori da battaglia (penso che esistano ancora solo nelle Marche) va tolta la tara. <br />
Se fate una ricerca vi accorgerete che le sentenze penali nei processi per omicidio colposo o lesioni colpose per infortuni sul lavoro assolvono i datori di lavoro nella maggior parte dei casi.<br />
<br />
Insomma, se ci sono 100 morti sul lavoro non significa che ci siano 100 imprenditori assassini.<br />
Gli infortuni sul lavoro non vanno ideologizzati o politicizzati, ma vanno lasciati all\'autonomia della magistratura che li valuterà caso per caso condannando dove c\'è da condannare e assolvendo dove c\'è da assolvere.<br />
Sennò siamo alla guerra civile.

ISIS7

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Emilio

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Concordo con il commento di isis7; l\'assessore Quercetti al posto di fare il politico purosangue, cioè parlare parlare e non proporre nulla di concreto, perchè non ci dice concretamente come la provincia intende muoversi nell\'ambito delle proprie competenze?<br />
Perchè non ci illustra le misure prese e quelle che intende prendere, sempre nell\'ambito delle proprie competenze?<br />
A me che chi ha un ruolo amministrativo pianga e non spieghi cosa fa, francamente da fastidio.<br />
Queste parole confermano sempre più che la provincia sia ben poco utile.

michela sconsiglia

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ha seplicemente detto, in mezzo a tutta una serie di concetti qualunquistici espressi in \"sindacalese\", che gli hanno dato la delega sulla sicurezza sul lavoro ma che non ha nessun potere per esercitarla.<br />
Allora si dimetta.<br />
Come gesto simbolico varrebbe molto di più che una serie di sproloqui senza senso.

Ricordo sempre che per vedere i propri commenti pubblicati bisogna registrarsi. Un piccolo gesto e non ci si pensa più! Tutto gratis e veloce, basta un nick e una mail... se non l\'avessi già fatto, lo rifarei! Ciao

E\' stata inagurata una bella mostra all\'Urban Center della Salaborsa nel centro di Bologna. Consiglio a tutti di farsi una bella gita ed andare a vederla. link dell\'articolo:<br />
http://ilboemilia.gelocal.it/dettaglio/una-mostra-fotografica-per-dire-no-agli-incidenti-sul-lavoro/1612190<br />
<br />
qualcuna delle foto esposte:http://ilboemilia.gelocal.it/multimedia/home/5366527/1/4<br />

Off-topic

Gratis? Come gratis?<br />
A me Pinto m\'ha chiesto 100 euro...

Off-topic

Il centone era per poter mettere lo scudetto accanto al nome, sciocco!

Off-topic

Ovviamente stiamo scherzando, anche l\'iscrizione VIP è gratuita, ma è necessario mandare un fax in redazione.

Concordo con quanto scrive Emilio. Bisogna superare questa contrapposizione ad oltranza fra imprese e lavoratori, che talvolta sembra alimentata ad arte proprio per giustificare l\'esistenza stessa delle rappresentanze dell\'una e dell\'altra parte. Come fare per superare questo divario che sembra più che altro di ordine psicologico? Si potrebbe cominciare a riflettere come fa Emilio, e cioè le due parti in causa comincino a fare autocritica al proprio interno usando un semplice metro di giudizio: quello che nessuno è perfetto e che la negligenza la possono usare sia le imprese che i lavoratori. Il secondo passo potrebbe essere fatto nella direzione della divulgazione del concetto di sicurezza, cioè ciascuna delle due parti faccia opera di convincimento al proprio interno per educare all\'osservanza delle leggi, che non debbono essere considerate come un ostacolo ai vantaggi personali ma come un terreno sul quale costruire una riconciliazione che sia utile al progresso di tutti.




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