Illuminazione pubblica: un progetto di efficienza energetica e riduzione inquinamento

Stefano Tonelli, Giovanni Romagnoli 3' di lettura 02/04/2009 - Risale a febbraio la polemica del presidente dell’associazione ‘Vaghe stelle dell\'Orsa’, direttore dell’Osservatorio astronomico jesino e referente di ‘Cielobuio’ per Ancona, che attaccava l’incuria di Jesi nel tamponare l’enorme inquinamento luminoso. Oggi arriva l’annunciato progetto di pubblica illuminazione a risparmio energetico del Comune di Jesi.

L’assessore ai lavori pubblici Stefano Tonelli e il dirigente del servizio Urbanistica del comune di Jesi, l’Ing. Giovanni Romagnoli, hanno esposto i particolari dei lavori, che riguarderanno tre zone: via XXIV Maggio, il quartiere Prato e la parte più vecchia della zona industriale Zipa (via Brodolini, via Leone XXII, via dell’Industria e trasversali).


Lo ammette anche Romagnoli: i documenti sull’inquinamento luminoso a Jesi forniti dall’associazione ‘Cielo Buio’ non sono buoni, ma mettere a norma i 12.500 punti luce in tutta la città è roba da svariate decine di milioni di euro. “Ora iniziamo” dicono. E quello presentato è un progetto sperimentale, apripista anche per altre realtà, e tra un anno ci sarà la verifica. Obiettivi: razionalizzare gli impianti esistenti, ridurre i consumi di energia, le emissioni di CO2 in atmosfera, l’inquinamento luminoso, il flusso di corrente nelle ore notturne, diminuire gli interventi di manutenzione.


Il valore dell’intero progetto è di 750.000 euro, di cui 150.000 vengono dalle casse comunali e 600.000 è la cifra che il Comune chiede partecipando ad un bando regionale che mette a disposizione fondi europei (Por 2007-2013, Asse 3 di intervento). La parte messa dal Comune finanzierà i primi due interventi, che prenderanno il via prima dell’estate: impianto di pubblica illuminazione realizzato ex novo in via XXIV Maggio con la completa sostituzione dell’impianto obsoleto esistente di lampade a vapori di mercurio a sospensione, usufruendo delle soluzioni più razionali per l’utilizzo di lampade a Led; nel quartiere Prato, la sostituzione delle vecchie lampade a vapori di mercurio da 250 watt con altre a sodio alta pressione, da 125 o 250 watt, queste ultime in corrispondenza degli incroci. Il terzo intervento, condizionato alla concessione dei fondi europei (l’esito del bando si dovrebbe sapere a settembre), riguarda la parte più vecchia della Zipa (dove sono ancora installate lampade a vapori di mercurio), dove sarà realizzato un impianto a Led, ma su pali più alti ed esistenti. In tutti i tre casi il quadro elettrico sarà dotato di un riduttore di flusso, capace di ridurre i consumi di oltre il 40% con funzionamento ridotto (magari di notte).


Gli interventi coprono complessivamente quasi 10 km di strade urbane. Il Led ha un costo di 1.200 euro cada uno, superiore a quello della lampada tradizionale (400 euro) ma ha una durata 5 volte superiore, minore bisogno di manutenzione e 5 anni di garanzia di sostituzione. In 20 anni, ci sarà un risparmio di 387.000 euro nella zona Zipa, 21.000 in via XXIV Maggio e 35.000 nel quartiere Prato, tenendo conto dei maggiori costi di installazione. “È stato un progetto meditato, frutto di un anno e mezzo di lavoro – spiega Tonelli – e anche qualche perplessità sull’utilizzo del Led, ma il sindaco ci ha convinti tutti, mostrandoci anche alcuni esempi in altre realtà”.









Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2009 alle 22:29 sul giornale del 02 aprile 2009 - 8031 letture

In questo articolo si parla di cronaca, stefano tonelli, Maria Chiara La Rovere, giovanni romagnoli





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