Schiavoni: variante arceviese, aggravio di costi per noi aggravio di utili per loro

floriano schiavoni 04/04/2009 - \"In relazione a quanto emerso negli ultimi consigli comunali il sottoscritto, in più occasioni, ha chiesto dei chiarimenti in merito agli effetti sul territorio della “variante arceviese”\".

Allo stato attuale non sono state fornite ancora risposte chiare a tre domande poste dal sottoscritto tra le quali la seguente:



1.Come è possibile avere a Senigallia le zone di completamento, in epoca successiva alla riduzione dell’indice di edificabilità (da 0,86 mq/mq a 0,5 mq/mq) nelle zone medesime, quando il DM 1444/68 cita testualmente: Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell\'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765 OMISSIS….. Art. 2 Zone territoriali omogenee Sono considerate zone territoriali omogenee, ai sensi e per gli effetti dell\'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765:


A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;


B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.


C) le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o nelle quali l\'edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densità di cui alla precedente lettera B);


D) le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati;


E) le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui - fermo restando il carattere agricolo delle stesse - il frazionamento delle proprietà richieda insediamenti da considerare come zone C);


F) le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale OMISSIS… Se il limite, come riporta il DM 1444, è inderogabile il significato è chiaro e non può essere diverso dal termine indicato (INDEROGABILE).



Il ragionamento è molto semplice e può così sintetizzarsi: se un’area, per essere definita di completamento, deve essere parzialmente edificata, rispetto alla superficie territoriale, in misura superiore a 1,5 mc/al mq e visto che, dall’aprile dello scorso anno a Senigallia, non si può edificare in misura superiore a 0,5 mq/mq (che, per un’altezza di metri 3, corrisponde a 1,5 mc/mq) se ne conclude che, dall’aprile del 2008, nessuna area edificabile a Senigallia può essere definita di completamento in quanto la stessa deve avere, in base al citato DM, un’edificazione maggiore rispetto al limite introdotto nel 2008. Se quanto affermato è vero la ripercussione pratica è un aggravio dei costi per l’amministrazione comunale e, bontà loro, un “aggravio di utili” per i “mattonari”. Spero, nell’interesse dei senigalliesi comuni, in questo caso, di aver torto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2009 alle 16:28 sul giornale del 04 aprile 2009 - 2720 letture

In questo articolo si parla di forza italia, floriano schiavoni, politica, senigallia


In pratica tutte le zone edificabili ad indice 0.5 mq/mq sarebbero di fatto delle zone \"C\": fantastico!<br />
C\'è quel semplice avverbio \"superiore\" che cambia tutto, nella nota relativa alla zona \"B\" indicata come quella con indice \"superiore\" a 1.5 mc/mq.