La Federcaccia contro il comune: lasciateci vivere

federcaccia contro il comune, Gianni Giorgi 05/04/2009 - “Fino ad adesso abbiamo usato toni moderati e buona volontà. Adesso basta!” Parola di cacciatore. La sezione Federcaccia di Senigallia alza la voce per difendere il suo territorio, il bar-circolo di Ponte Garibaldi.

Dopo lo smantellamento dello storico impianto per il gioco delle bocce ora l\'ordinanza di demolizione emessa dal comune nei confronti del locale prende di mira anche l\'ampia stanza d\'ingresso del bar. Alla base del provvedimento la troppa vicinanza della struttura al fiume. Ma l\'associazione dei cacciatori non ci sta\'.

In questo modo ci stanno uccidendo -spiega senza giri di parole il presidente Gianni Giorgi-. Ci hanno tolto prima il bocciodromo e lo abbiamo fatto a nostre spese, poi il locale caldaia. Ora pretendono di demolire anche la stanza principale. Questo è un vero e proprio accanimento. E non attacchiamoci alla legge che vieta strutture troppo vicine all\'argine del fiume. Vogliamo parlare dell\'Avis? O dell\'albergo La Vela? Questo locale non è solo la sede di Federcaccia, bensì un luogo di ritrovo e di una certa importanza sociale. In questo modo ci stanno prendendo in giro. La stanza che ci vogliono togliere è di vitale importanza per il bar.

Non meno tenero l\'Avv. Federico Rosati, consigliere tecnico dell\'associazione. “Fra noi è l\'amministrazione c\'era un accordo che probabilmente non sarà rispettato. Con l\'ordinanza di demolizione noi toglievamo il bocciodromo e lasciavamo la stanza. Dopo i sopralluoghi il comune si appropriava della stanza e, passato un periodo di affitto, il locale ci ritornava in permuta. In compenso a spese nostre dovevamo occuparci dell\'ex bocciodromo. Tutto questo per continuare a vivere con il lavoro del bar. Senza quella stanza tutto è inutile. Il comune inoltre è incoerente -continua Rosati-. Anche il bar è a meno di 10 metri dall\'argine del fiume, eppure la licenza l\'ha ottenuta. Perché dare tale licenza ad un locale non in regola? Questo posto oramai è un punto di riferimento sociale.” Insomma oltre ai fucili i cacciatori ora alzano anche la voce, nella speranza di fermare le ruspe del comune.







Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2009 alle 14:35 sul giornale del 06 aprile 2009 - 8575 letture

In questo articolo si parla di attualità, riccardo silvi


il Comune vuol demolire anzichè costruire... pazzesco...

\"Lasciateci vivere\" sembra più una frase detta ai cacciatori che dai cacciatori.

Cacciatori assassini ed oltretutto incolti!

finalmente hanno tolto quell\'obbrobrio del bocciodromo ! Grazie all\'Amministrazione comunale !

Salvate il circolo dei cacciatori, ma chiudete la caccia e imparate a rispettare gli animali e la natura. Sparare ad un animale solo per sfizio è da ignoranti. Se amate sparare agli uccelli, sparate al vostro.

Ma che diavolo di stanza è, per essere così importante: la stanza dei bottoni?<br />
Ma poi questa benedetta stanza cos\'è, tutto il locale?<br />
Non si capisce.

donatore

paragonare l\'importanza sociale che si svolge in quella stanza e l\'avis non vi sembra un po troppo?

FIDC

la federcaccia precisa ai vari commentatori che non ha mai parlato come realtà venatoria ma come cittadini di senigallia.inoltre la stanza che ci ingiungono di demolire non è la sala dei bottoni ma è la realtà dove sono inseriti i servizi igienico sanitari per cui chiunque si rende conto che una volta avvenuto il fatto il bar non sarebbe più funzionale . nessuno di noi si è mai sognato di confrontarsi al valore morale e sociale dell\'avis, per cui questi paragoni non sono minimamente accettabili nè pertinenti. anche se a onor del vero avevamo deciso di accordare ospitalità alla sede della protezione civile. infine per chiarimento ineccepibile se questa stanza dovrà essere demolita per la sua distanza inferiore ai 10mt dall\'argine del fiume ,noi facciamo presente che come cittadini di senigallia vorremmo essere trattati paritariamente come tutti quei fabbricati che a destra e sinistra del fiume ,dal ponte zavatti al molo, insistono a distanza inferiore a quella prescritta dalla legge. si precisa che nessuno di noi responsabili della federcaccia ha mai pensato di difendere un capannone obsoleto e discutibile ,tant\'è vero che ben prima dell\'approvazione consiliare del piano cervellati è stato presentato un progetto costruttivo di un impianto sociale altamente qualificato e qualificante.ossequi FIDC

FIDC

la federcaccia di senigallia precisa: non era nostra intenzione paragonarci all’attività dell’avis sul piano del volontariato ,il paragone era soltanto riferito alla struttura dell’immobile che ,come il nostro, è a meno di 10mt dall’argine del fiume . del resto sono molte altre le realtà che,dal ponte zavatti al molo, non rispettano questo canone di legge che in questa fase vede penalizzare soltanto noi. La stanza a cui si fa riferimento non è quella dei bottoni ma quella dei servizi igienico sanitari ; ci sembra quindi scontato l’eventuale disagio che il loro abbattimento provocherebbe all’attività commerciale . inoltre teniamo a precisare che non abbiamo mai difeso l’obsoleto capannone del bocciodromo,che abbiamo abbattuto con le nostre ruspe a nostra cura e spese e non con quelle del comune, ma anzi avevamo proposto già da prima dell’approvazione del piano cervellati una riqualificazione del fabbricato che avrebbe dato lustro a quell’angolo di città ed alle attività socio culturali dell’associzionismo cittadino che avrebbero potuto avvalersi di un’area in pieno centro a loro disposizione.

la federcaccia di senigallia precisa: non era nostra intenzione paragonarci all’attività dell’avis sul piano del volontariato ,il confronto era soltanto riferito alla struttura dell’immobile che ,come il nostro, è a meno di 10 mt dall’argine del fiume . del resto sono molte altre le realtà che,dal ponte zavatti al molo, non rispettano questo canone di legge che in questa fase vede penalizzare soltanto noi. La stanza a cui si fa riferimento non è quella dei bottoni ma quella dei servizi igienico sanitari ; ci sembra quindi scontato l’eventuale disagio che il loro abbattimento provocherebbe all’attività commerciale . Inoltre teniamo a precisare che non abbiamo mai difeso l’obsoleto capannone del bocciodromo,che abbiamo abbattuto con le nostre ruspe, a nostra cura e spesa, e non con quelle del comune; anzi avevamo proposto già da prima dell’approvazione del piano cervellati una riqualificazione del fabbricato che avrebbe dato lustro a quell’angolo di città ed alle attività socio culturali dell’associazionismo cittadino, che avrebbero potuto avvalersi di un’area in pieno centro a loro disposizione. fidc

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

mi sembra che venga reclamato dai titolari del locale un loro leggittimissimo diritto,quello che ho letto mi sembra chiaro e inequivocabile.c\'è stato un patto,magari contrattualizzato,col comune.lo dico da anti cacciatore.questo è molto fra parentesi,perché il caso in questione non c\'entra nulla con l\'essere o il non essere contro la caccia,come sopra ribadito.le regole devono essere le stesse per tutti,o per tutti o per nessuno.mi riferisco ai regolamenti comunali nella fattispecie...non li ho letti con i miei occhi...non posso esprimere quindi un parere definitivo,per quello che conti,ma invece conta,conta che se c\'è una norma di un regolamento deve o essere rispettata da tutti oppure esistono le deroghe,previste dalla legge.insomala legge c\'è,esiste,coc i suoi difetti e lacune,non approfittiamo di questo per prenderla e rigirarla come ci pare.mi piacerebbe tanto che dicesse la sua qualche rappresentante del comune in merito alla vicenda.è un dovere previsto dalla sua funzione civica e istituzionale.scusatemi per la parlantina,perché non ho voglia di rileggere,ma è una questione di sostanza,la prevalenza del diritto sul resto.un contratto scritto è fonte di diritto e di patti da rispettare,a farla breve...obbligazioni reciproche.

ed esistono pure le norme consuetudinarie e non scritte,che riguardano gli edifici sopra citati a ridosso degli argini e che non ven gono abbattutti.mettiamola sulla legge piuttosto che su altro, il rispetto della legge è la prima questione morale.se non ci piace la legge la cambiamo,però dopo la rispettiamo tutti.la cambiamo nel senso che siamo in una democrazia \"parlamentare\" per il momento,chi riveste ruoli amministrativi rappresenta e deve tutelare tutta la cittadinanza che non agisce illegalmente.

Sono vicino al dolore per aver tolto ai caciatori un posto ed un bocciodrono che bastava bonificare l\'amianto della copertura perchè rimanesse nel posto dove confluivono tanti cittadini onesti e liberi di associarsi. Mi rivolgo all\'Amministrazione di Senigallia perchè non pensi di far demolire le coperture di tantissime abitazioni o capanne in centro ed in periferia con coperture in cemento-amianto che stà e produce danno alla salute pubblica data la vetustà delle stesse coperture. Ci sono state ordinanze ancora da tempo non rispettate : bedi La scuola Arcobaleno in vbia delle rose, Le tettoie in via Podesti dove insiste una situazione grave per la salute dei frequentatori, e queste sono associazioni di volontariato.Infine ricordo sempre la bonifica dell\'ex Sacelit-Italcementi demolità senza il rispetto delle norme di legge che regolano la sicurezza di inquinamento da fibre di amianto per le abitazioni limitrofe e di tutta la città di Senigallia. Eda ultimo che dire dell\'obrobrio dell\'ex Arena Italia? Attendo risposte concrete e non solo affermazioni secche per togliersi la responsabilità del Comune verso La Regione Marche che risulta inadempiente all\'avvio di un censimento dopo tanti anni di attesa.