Rocconi: abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 05/04/2009 - Oggi, domenica delle Palme, il nostro sguardo è rivolto a Cristo che ormai è arrivato al momento fondamentale della sua missione, Il Vangelo di propone la lunga lettura del racconto della passione.

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio;
ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami: “Gesù Cristo è il Signore!”, a gloria di Dio Padre.


E’ occasione di riflessione, di meditazione, di preghiera, ma anche di imitazione. Non per niente San Paolo, nella seconda lettura di oggi afferma: Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù .

E Paolo per farci capire cosa vuol dire avere gli stessi sentimenti di Gesù riporta un inno che veniva proclamato nelle assemblee liturgiche del suo tempo. E’ una contemplazione della glorificazione del Cristo, che come il chicco di grano muore per ritrovare la vita. Viene messa in luce la Kenosi di Cristo, cioè il suo svuotamento: Cristo, dice questo inno che leggiamo nella lettera ai Filippesi, si svuotò di quel che era e apparve come un nulla. Sta qui la vera umiltà. Egli che veramente “era” si è fatto nulla. San Paolo indugia nella descrizione di questo annientamento che Cristo fa di sè presentandolo quasi come un percorso in discesa. Un percorso che ha come motivo l’obbedienza.

Gesù, segue l’unica traiettoria capace di fare breccia nella nostra sordità: la via dell’abbassamento. L’umiltà è il tratto caratteristico dell’amore di Dio rivelato da Gesù.

In Cristo, Dio si comunica mediante una profonda condivisionedell’esperienza umana. Gesù, per rivelare Dio, si è posto accanto all’uomo: ha mostrato il volto di Dio attraverso il dono di sé sino alla morte. La croce è diventata la suprema cattedra per la rivelazionedella sua identità. Gesù è veramente il salvatore, e ci ha salvati mediante lo spargimento del suo sangue.

Infatti per mezzo del sangue di Gesù abbiamo ricevuto il perdono.

E’ per mezzo del sangue di Gesù che Dio si è riconciliato con gli uomini.

E’ per mezzo del sangue di Gesù che questa riconciliazione fra Dio e gli uomini in realtà è una alleanza.

E’ per mezzo del sangue di Gesù questa alleanza in realtà è una alleanza sponsale, un matrimonio.

E’ per mezzo del sangue di Gesù che a noi viene data la possibilità di essere santi.

E tutto questo ha delle grandi conseguenze. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù: siamo cioè chiamati ad amare tutti coloro che Gesù ha amato versando per loro il suo sangue. Redenti per mezzo del sangue di Gesù il cristiano risponde pienamente all’amore del suo maestro e imita Gesù amando e offrendo la sua vita.

Nella celebrazione eucaristica ci viene donato il corpo e il sangue di Gesù per cui, grida San Paolo, \"Cristo vive in me\". Se Cristo vive in me allora pensa in me, agisce in me, sceglie in me: insomma la vita del credente non può che conformarsi a quella di Gesù e la sua sorte non può essere che quella di Gesù: morire al male con Cristo, per risorgere con lui per una vita nuova, luminosa e gioiosa.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2009 alle 13:04 sul giornale del 06 aprile 2009 - 1944 letture

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