Dal piano casa come misura anti-crisi al terremoto in Abruzzo: ripensare l\'edilizia in italia

cna 09/04/2009 - Già da mesi il comparto edile, settore che ha avuto in questi anni un ruolo fondamentale per la crescita del Pil italiano, è al centro della riflessione.

“L’edilizia è un comparto che risente fortemente dell’attuale crisi, ma è anche un settore produttivo importante nei numeri (al 31/12/2008 esprime ben 24.512 imprese a livello regionale che fanno segnare alle Marche un + 476, ovvero, un +1,97 rispetto al 2007) – sottolinea Stefano Sargentoni, Responsabile Sindacale della CNA di Jesi e Vallesina – e perché aggancia a traino altri settori. E’ per questo che indichiamo il rilancio del comparto edile come un importante fattore capace di innescare un forte effetto anticiclico dei periodi di crisi, volano della ripresa economica”.



“Se strategicamente individuate le azioni si connota anche come fattore competitivo dei territori, ovvero, valorizzando le infrastrutture della mobilità: rete viaria, ferroviaria, aeroportuale, portuale, logistica e intermodale. Sostiene sì la domanda e dà opportunità di lavoro ma, inoltre, insieme contribuisce a recuperare il gap infrastrutturale italiano e a rafforzare la competitività del sistema complessivo in vista dell’uscita dalla crisi. -sostiene Maurizio Paradisi, Presidente della CNA di Jesi– Noi indichiamo ed auspichiamo piccoli e medi interventi da appaltare a imprese locali e non alle grandi opere con tempi di appalto lunghi che rendono inefficace l’effetto anticiclico ed eludono la capacità di partecipazione delle piccole e medie imprese locali a favore dei colossi delle costruzioni. Ad esempio abbiamo la più negativa considerazione nei confronti delle grandi e fantomatiche opere come il ponte sullo stretto che serve solo per far gestire i 6 e passa miliardi di euro previsti per la realizzazione alla malavita organizzata nella speranza che non si costruisca l’infrastruttura delle tragedie annunciate”.



“Evidente anche l’apporto alle politiche sociali e alla cultura della coesione e dell’equità sociale, -aggiunge Elisabetta Grilli, Collaboratrice Sindacale della CNA di Jesi e Vallesina- poiché parliamo di misure per accrescere la competitività ma anche per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, pensiamo ad investimenti in edilizia pubblica e popolare, in edilizia scolastica, alle infrastrutture collettive (ex. sportive, biblioteche, ospedali, acquedotti efficienti e con meno sprechi della risorsa acqua,…) ma anche alle infrastrutture immateriali.” La CNA di Jesi approva il Piano Casa che permette agli italiani di investire nel loro bene primario, ricordando come gli Italiani sono un popolo di risparmiatori che da sempre vedono nel mattone un bene di sicurezza. Si tratta di un’operazione, tesa alla semplificazione, a costo zero per lo Stato che permette di mettere in circolazione i risparmi e le disponibilità di liquidità dei risparmiatori e delle famiglie.



La possibilità di aumenti di cubatura e l’incentivo alla demolizione e ricostruzione di edifici vecchi rappresentano un’opportunità non solo per il rilancio dell’edilizia, ma anche occasione per qualificare quello stock esistente vetusto e di scarsa qualità e sicurezza e con pessime prestazioni energetiche contribuendo al miglioramento della qualità urbana. Interventi che vanno accompagnati dalle giuste tutele: di un tetto per gli ampliamenti e l’esclusione di zone a valenza storica, architettonica, ambientale e paesaggistica oltre la necessità di coordinamento con le progettualità degli enti locali. Le politiche e gli incentivi devono: indirizzare verso i settori definiti “green economy”: bioedilizia, risparmio energetico (coibentazioni, geotermia, solare, ciclo acque, esposizione geografica,…), domotica di supporto alla razionalizzazione nell’utilizzo degli strumenti come il riscaldamento e le luci, l’innovazione di prodotto verso la migliore efficienza energetica come per gli elettrodomestici…che affronta il problema del costo dell’energia (abbinato alla finitezza delle risorse) e dei costi ambientali da energie petrolifere.



Quindi si agli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato (al 36%) e a sostegno dell’efficienza energetica degli edifici (al 55%). rivedere ove possibile la portata delle applicazioni di sicurezza (antisismicità) e rafforzare le modalità di controllo sull’esecuzione delle opere e dei materiali. Prevedere incentivi per la messa in sicurezza degli edifici. Inoltre, compongono ulteriore completezza al ragionamento: sblocco del Patto di Stabilità per i Comuni “virtuosi” per effettuare lavori finanziati ed immediatamente cantierabili. interventi nel meccanismo della locazione con un’imposta unica sui redditi derivanti dalla locazione con aliquota al 20% insieme all’introduzione di una detrazione d’imposta per locazioni ad uso abitativo. Proposta formulata in modo che spinga alla locazione degli immobili sfitti e all’emersione del nero poiché il locatore avrà la certezza di veder tassato il proprio reddito con aliquota secca al 20%, mentre l’affittuario potrà fruire di una detrazione d’imposta importante. Inoltre non dovrebbe risentirne il gettito fiscale per effetto dell’emersione dei redditi mai dichiarati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2009 alle 17:50 sul giornale del 09 aprile 2009 - 1123 letture

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