Riconversione Sadam: il sindaco di Monsano esprime preoccupazione

Gianluca Fioretti 09/04/2009 - Si discute ancora sulla riconversione dello zuccherificio jesino proposta dalla Eridania Sadam; dall’incontro al Ministero dell’8 aprile saltano fuori i 12 Mw per la centrale ad olio vegetale (tra i 18 inizialmente richiesti e il paletto dei 5 voluto dal Comune). Sembra si deciderà a maggio. Ma cosa ne pensano gli altri amministratori della Vallesina? Il sindaco di Monsano Gianluca Fioretti, a cui abbiamo chiesto di riconversione e situazione ambientale, esprime preoccupazione e precisa le richieste da fare all\'azienda.


Qual è stato il coinvolgimento dei comuni vicini a Jesi nella vicenda?

\"Il coinvolgimento poteva essere maggiore, specie all\'inizio della vicenda si poteva valutare l’opportunità di costruire un percorso comune e condiviso\".


Quali informazioni e dati le sono pervenuti?

\"Gli unici dati sono quelli contenuti nel documento di presentazione presentato dall\'azienda lo scorso anno\".


Confrontandosi con altri amministratori, qual è stato il giudizio prevalente?

\"Non c\'è stato un grande confronto con gli altri amministratori, ad eccezione del sindaco di Monte San Vito ed uno scambio di opinioni con altri sindaci della Vallesina. Il giudizio comune comunque è quello di preoccupazione, per le possibili implicazioni che possono derivare dalla realizzazione di un altro impianto del genere in una zona AERCA, con un Piano di risanamento ben definito e già stabilito dalla Regione Marche\".


Qual è la posizione del Comune di Monsano rispetto alla proposta di riconversione fatta dalla Sadam (con Api)?

\"Il Comune di Monsano, unico nella Vallesina oltre Jesi, ha convocato due Consigli Comunali nel 2008, il 20 settembre e il 5 dicembre, con due delibere approvate all\'unanimità. In quella del 5/12/08, si chiede al Comune di Jesi di \"...approfondire in maniera convinta e determinante ogni aspetto prima di sottoscrivere qualsiasi atto. La salvaguardia dell’ambiente ed il rispetto della natura non è materia esclusiva del Comune di Jesi e nello specifico tutta la popolazioni che insiste nella media e bassa Vallesina hanno diritto ad essere particolarmente tutelate da chi è proposto a prendere una decisione che andrà inevitabilmente ad incidere sul sistema di vita delle future generazioni\".

Agli altri Comuni del territorio, \"...che hanno condiviso di recente una politica di sostenibilità per riqualificare un territorio caratterizzato da forti criticità ambientali di essere coerenti con le decisioni assunte e con le politiche che stanno sviluppando sul loro territorio di appartenenza, e di opporsi quindi in tutte le maniere affinché sull’asse Jesi - Falconara Marittima non si realizzino addirittura due centrali termoelettriche di circa 580 Mw complessive\". Gli altri punti dell\'OdG del 5/12/08, trasmesso ai Sindaci della provincia di Ancona, al Consiglio Regione Marche, al Consiglio Provincia di Ancona, alle organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, inoltre, invitavano il Comune di Jesi, anche in relazione al rapporto della Commissione Tecnica all\'uopo istituita, a tenere presente le seguenti questioni, da portare all’attenzione dell’azienda:

- prevedere una riduzione della potenza dell\'impianto proposta per avere la garanzia che non ci sia maggior impatto ambientale rispetto all\'attuale situazione ed in virtù del fatto che la potenza elettrica prodotta rimane comunque molto esuberante rispetto alle necessità del nuovo impianto per la produzione del biodiesel;

- la salvaguardia ed il controllo costante e continuo in termini di emissione entro i parametri stabiliti dalle autorità competenti e dalla legislazione vigente, compresa l\'Organizzazione Mondiale della Sanità;

- nessuna \'regalia\' può essere consentita verso chiunque ma è necessario favorire un investimento per un possibile aumento dell\'occupazione qualificata;

- certezza per almeno dieci anni della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, valutando e prevedendo, nel caso ciò non avvenisse, l’ipotesi di una azione forte sul funzionamento degli impianti;

- impegno per una totale bonifica dell’area interessata e degli impianti dismessi, ai termini di legge, ed utilizzare le aree residue adiacenti l\'attuale stabilimento per insediamenti di aziende e poli tecnologici per lo sviluppo industriale ad alta tecnologia e non inquinanti, tali da non aumentare il livello occupazionale attuale;

- garantire per l’alimentazione ed il funzionamento dell’impianto, anche l’utilizzo della “filiera corta”, intesa come produzione agricola in ambito locale, secondo le direttive del Piano Energetico Ambientale Regionale, coinvolgendo le associazioni di categoria;

- provvedere da parte dell’azienda di attivare presso il Ministero del Lavoro la procedura per la richiesta della Cassa Integrazione, con le modalità indicate dall’INPS durante la riunione della Commissione Politica del Comune di Jesi del 12/10/08;

- effettuare, a cura dell’azienda, a scadenze fisse, una indagine epidemiologica a campione sullo stato di salute dei cittadini residenti nell’area AERCA dei Comuni di Jesi e Monsano;

- garantire al Comune di Monsano, il cui territorio ricade direttamente nell’area interessata al Piano di riconversione Sadam, opportune, adeguate misure di compensazione di carattere ambientale, da stabilire, nei tempi e nei modi, se possibile, con l’azienda ed il Comune di Jesi;

- la costituzione di una commissione permanente con la partecipazione anche dei rappresentanti dei Comuni della media e bassa Vallesina che controlli e riferisca almeno una volta ogni semestre alla conferenza dei Sindaci dell’area territoriale competente. Inoltre, si ritengono tutt\'ora validi i punti contenuti nell’OdG del Consiglio Comunale del 20/09/2008\".


Il suo giudizio sulla situazione di quella zona che dalla bassa Vallesina arriva a Falconara e sulla quale insistono diversi insediamenti pesanti.

\"Il mio, ma credo anche quello dei cittadini di Monsano e della Vallesina, non può che essere un giudizio di forte preoccupazione, per quanto riguarda, tengo a sottolinearlo, un territorio che non può né deve essere ristretto alla sola area Sadam, ma all\'intera Vallesina\".


Qual è la situazione ambientale e i dati sulla salute che riguardano Monsano?

\"Il Comune di Monsano ha svolto quattro anni fa un indagine sullo stato di salute dei cittadini, dove non sono emerse situazioni particolari, anche per quanto riguarda la situazione dell\'aria. Naturalmente, per stabilire riscontri più precisi, occorrono analisi più dettagliate e di lungo periodo, come quella commissionata da Regione e ARPAM sui cittadini risedenti nel Comune di Falconara Marittima. Un ulteriore approfondimento di analisi dovrebbe comprendere un campione rappresentativo di tutti i cittadini che risiedono nell\'AERCA della media e bassa Vallesina, e che comprenda anche una valutazione per quanto riguarda le emissioni inferiori alle attuali stabilite per legge (che prevede la misurazione delle polveri fino ai PM10, vale a dire il particolato sospeso in atmosfera di diametro aerodinamico uguale o superiore a 10 micron), con l\'estensione fino alle cosiddette nanopolveri (uguali o inferiori a 2,5). Per una analisi di tale fattispecie, occorrono risorse e tempi non indifferenti, che possono essere forniti dall\'azienda al momento di una eventuale firma di convenzione, estesa possibilmente ai Comuni limitrofi\".






Questa è un'intervista pubblicata il 09-04-2009 alle 22:52 sul giornale del 09 aprile 2009 - 2866 letture

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