Terremoto, l\'Abruzzo in ginocchi e la città sotto choc

terremoto 11/04/2009 - La terra continua a tremare. E il bollettino delle vittime in Abruzzo registra sempre nuovi, drammatici aggiornamenti. Mentre aumenta in maniera esponenziale il numero dei morti a L’Aquila, a Jesi e nei comuni della Vallesina crescono l’allarme e il senso di insicurezza della gente. Timori che si rinnovano a ogni nuova scossa, seppur di bassa magnitudo.

Questo choc mai dissipato e questa fobia continua di nuovi momenti sismici si materializzano in segnalazioni al centralino dei vigili del fuoco, particolarmente intasato negli ultimi giorni, e in accampamenti improvvisati fuori casa. Alcune famiglie scelgono di dormire in macchina dopo aver sentito le scosse del tardo pomeriggio di ieri. Altri hanno già preparato borse da viaggio con lo stretto indispensabile, pronti a scappare se la terra dovesse dare una nuova terribile avvisaglia di pericolo. C’è chi lavora lasciando le vie di fuga aperte, in caso di evenienza. Cresce la paura.

Tante le richieste anche solo in via precauzionale, di controlli ai tetti e di verifiche statiche agli edifici. Una crepa ai muri, magari non notata prima, è già sinonimo di potenziale crollo e quindi, è allarme rosso. I vigili del fuoco hanno svolto nelle ultime 24 ore sopralluoghi a Jesi per coppi pericolanti nei palazzi lungo corso Matteotti; in un’abitazione di via Saveri (quartiere ex Smia) dove si erano aperte delle vistose crepe al pavimento; in alcuni edifici a Chiaravalle e anche al centro storico di Fabriano ancora per diverse segnalazioni di coppi pericolanti e rischio di crollo in strada. Ma le richieste di intervento al 115 rischiano di moltiplicarsi e non si quieteranno finché lo sciame sismico di questo drammatico momento non sarà passato.





Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2009 alle 01:18 sul giornale del 10 aprile 2009 - 1032 letture

In questo articolo si parla di attualità, terremoto, Talita Frezzi