Fondo straodinario di solidarietà, il comune a sostegno di 80 famiglie sfrattate

18/04/2009 - Il Comune di Jesi, al primo posto nella Regione per servizi sociali e assistenza alle fasce deboli, mantiene fede al suo impegno in favore delle persone in difficoltà. E lo fa attraverso il Fondo Straordinario di Solidarietà. Centomila euro che saranno ripartite per il 70% dal canone di locazione per risolvere il problema abitativo e per il 30% dall’erogazione dei servizi alimentari-farmaceutici alle famiglie indigenti.

“Il tanto discusso Fondo di solidarietà – spiega l’assessore ai servizi sociali Bruna Aguzzi – criticato per la sua esiguità (100.000 euro stanziati nel bilancio di previsione 2009) sarà destinato principalmente a risolvere l’emergenza abitativa in città. Ben 80 famiglie sono state colpite da sfratto esecutivo e dobbiamo correre ai ripari. Il restante 30 per cento, sarà destinato alla fornitura di pacchi alimentari e sussidi farmaceutici che realizzeremo tramite la collaborazione con l’azienda agricola Arcafelice e con le Farmacie comunali”.

Per il problema abitativo, la soluzione sarebbe nell’individuazione di un alloggio di prima accoglienza per le famiglie, servizio che si affiancherebbe alla già esistente “Casa delle Genti” del Gus Jesi (Gruppo Umano solidarietà) per singoli individui senza un tetto. “Quando la Regione erogherà il secondo stralcio dei sussidi potremo attivarci in maniera più mirata - continua l’assessore - ma il mio auspicio è che non serva l’integrazione del fondo.

Qualora invece si renda necessario, il consiglio comunale ha già deliberato un ripristino del Fondo. Cercheremo di individuare una palazzina da adibire a alloggio di emergenza, trovandola nell’ambito del patrimonio immobiliare comunale da ripartire in almeno cinque monolocali con servizi in comune. Una risposta efficace ad alcune situazioni di emergenza reale facendo in modo che si mantenga la caratteristica della temporaneità, in attesa che le famiglie ospitate trovino un altro alloggio proprio”.

L’assessore indica poi una convenzione con l’Erap (Ente regionale per l’abitazione pubblica) per l’affidamento momentaneo e straordinario nonché per la riqualificazione di alcuni edifici pubblici. “Ma si tratta di una soluzione a lungo termine”.





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2009 alle 23:48 sul giornale del 18 aprile 2009 - 1253 letture

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