Area Sacelit: serve un accesso più agevole!

5' di lettura 06/05/2009 - Una statale senza code e sempre fluida da Cesano a Marzocca è un’ipotesi praticabile, senza neppure troppe difficoltà, alla sola condizione che si affronti il problema della mobilità in modo corretto e globale, tenendo però conto che è illusorio pensare alla sola complanare come unica soluzione di drenaggio e di riduzione del traffico litoraneo.

Ciò nonostante, con un’azione combinata delle due strade e con la statale che elimina i semafori e di conseguenza le strozzature, si potrà risolvere brillantemente e definitivamente il problema viabilistico di Senigallia, anche nelle peggiori e particolari situazioni di congestione e con previsioni di crescita demografica e di carico turistico consistenti. Seguendo questa impostazione e, spostandoci sulla statale, da nord verso sud, dove abbiamo già considerato l’opportunità di realizzare una rotatoria tra statale e via Zanella, esaminiamo ora il successivo nodo critico, rappresentato dalla corrispondenza dell’intervento sull’area Sacelit – Itacementi, penalizzato, attualmente, anche dalla chiusura del passaggio a livello di via A. Costa, da tempo programmata dalle ferrovie.


La pianificazione viaria ufficiale, dettata dal piano del porto e dal piano d’area Sacelit del 2005, prevede ancora l’orrenda e poco funzionale trombetta, compressa nel ristretto spazio dell’ex Alfa Romeo. Fortunatamente, alla lunga, ci si accorge della scelta sbagliata e ora si sta lavorando per porre rimedio alla situazione con delle correzioni, che purtroppo (a meno di un inaspettata estrazione del coniglio dal cilindro dell’ultimissimo momento) non stanno ancora andando verso una soluzione accettabile, quanto piuttosto verso un esito ancor più pasticciato e peggiore, per l’ostinazione a insistere su una ubicazione inadatta, che mai potrà sviluppare soluzioni adeguate. L’ultima di queste sembra essere la trombetta sfrondata di alcuni snodi, che per mantenere tutte le percorrenze è costretta di conseguenza a prevedere un ampliamento a monte del ponte carrabile sul Misa e una nuova rotatoria in corrispondenza della stazione che andrà a sottrarre parcheggi preziosi. Inoltre si andrà a discapito di una già difficile accessibilità al centro storico e del percorso da e verso nord per la Sacelit che risulterà allungato di ben un chilometro (misurare per credere), con la ciliegina sulla torta messa proprio da questa situazione, che andrà a sovrapporre su un segmento che già sopporta una portata veicolare critica, un flusso nuovo e aggiuntivo, tale da far prevedere frequenti e inestricabili imbottigliamenti.


L’alternativa che propongo è scissa in due complete fasi separate, essenzialmente per una maggior semplicità di illustrazione e per un più corretto confronto con la progettazione ufficiale La prima di queste realizza il collegamento tra statale e area Sacelit con un percorso che si innesta all’ingresso dell’ex passaggio a livello e prosegue, in parallelo, a monte della ferrovia, con attraversamento in sottopasso in prossimità dell’edificio dell’INPS, per sbucare all’interno dell’area Sacelit. Questa soluzione consente un più agevole passaggio dei carichi speciali, rispetto a quanto previsto dalla migliore delle ipotesi finora individuate, comprese quelle ufficiose, ha in più gli ulteriori pregi di un minor costo per gli espropri (è necessario espropriare una sola casa unifamiliare e alcune porzioni di scoperti di corte) e per la realizzazione, né produce impatti ambientali o estetici, ma soprattutto funziona in modo eccellente senza aggravare in nessun modo la struttura viaria esistente, nemmeno col nuovo semaforo d’innesto necessario, in quanto viene riproposta la stessa caratteristica tecnica dell’altro incrocio, corrispondente all’altro semaforo di via A. Caro, con il quale è possibile realizzare una perfetta sincronizzazione con l’onda verde.


Questa impostazione implica elusivamente la modifica del progetto Portoghesi, relativamente ai brevi tempi tecnici che la variazione richiede, che non significa automaticamente un ritardo sull’avvio dei lavori che nessuno può volere, ma la città non può né deve accettare una proposta considerata definitiva, quando ancora non c’è uno studio convincente di integrazione con il proprio contorno, si procederebbe a rovescio e contro le più elementari regole della corretta progettazione e ciò è ancor più deleterio in quanto si interviene su una zona di così grande prestigio e in grado di decidere la svolta e il futuro di tutta la città, né può essere preso a pretesto il tentativo di recuperare il tempo sprecato per circa un decennio su questa importante area strategica. La seconda fase della proposta viaria, che mantiene integralmente il tracciato della prima e che può essere realizzata successivamente, come potrebbe non essere affatto realizzata, è più funzionale al progetto più generale di riorganizzazione della statale, finalizzato alla fluidificazione, ed è impostato su uno schema rotatorio con la realizzazione di un breve segmento di strada parallelo alla statale verso monte e di una rotatoria vera e propria in corrispondenza dell’ingresso dell’ex passaggio a livello. Questo comporta l’esproprio di tre case e di parte di corti, problema risolvibile, agevolmente e senza esborso di denaro da parte dell’amministrazione pubblica, attraverso i suggerimenti perequativi della nuova urbanistica, e di modesta entità, se confrontato con i notevoli benefici che ne possono derivare. In una fase successiva vedremo un’altra interessante soluzione per il nodo della Penna.


Nelle illustrazioni che seguono vediamo 1) la trombetta del piano d’area approvata nel 2005, 2) il collegamento alternativo da me proposto, 3)il collegamento alternativo nella fase più elaborata inserita in un diverso planovolumetrico dell’area Sacelit-Italcementi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2009 alle 13:27 sul giornale del 06 maggio 2009 - 4042 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi, area sacelit


Apprezzo molto l\'intervento di Paolo Landi.<br />
A Senigallia pare che si debbano per forza complicare i percorsi, mentre in genere questo porta solo a più chilometri e quindi più traffico.<br />
Quindi ben vengano tutte le proposte che mirano a semplificare la viabilità.<br />
<br />
Solo un dubbio: ma la rotatoria in via Mamiani, non è piccolina?

Decisamente molto interessante e (spero) anche da valutare.<br />
Perchè se pur vero che la rotatoria davanti alla stazione era una soluzione, lo era soprattutto perchè non si era intravista la soluzione qui presentata da Landi.<br />
Concordo con quanto dice: è una soluzione da studiare e, se fattibile, da realizzare.<br />
Ed è a prima vista migliore rispetto alla rotatoria della stazione.

paolo landi

rispondo volentieri al sig Brenno, premettendo che mi ha fatto notare l\'errore di via costa con via Mamiani, in quanto alla rotatoria, essa ha il diametro interno di 19 metri e quello esterno di 36 è in effetti potrebbe sembrare piccola visto che ho parlato anche di trasporti eccezionali fuori sagoma per il porto, e il problema potrebbe sussistere per la provenienza da nord verso il porto, ma in questo caso, visto che questi tipi di trasporto sono effettuati con la scorta della stradale,significa che verranno percorsi solo 100 metri contro mano, girando subito a destra e non attorno alla rotatoria.

Non vorrei apparire come sostenitore dell’ing. Landi, ma ho la sensazione che in questa città, sia l’unica persona in grado di sollevare le questioni rilevanti, quando invece l’attenzione è sottratta da problemi marginali e di scarsissima importanza.<br />
Sulla Sacelit, dopo tanti anni buttati si rischia di approvare un progetto precario che non realizza l’interesse della città. <br />
Ora o Landi ha ragione e in questo caso bisognerebbe cominciare ad ascoltarlo, oppure racconta un sacco di idiozie è in questo caso è d’obbligo da parte dell’amministrazione di smascherarlo e di smontare con valide argomentazioni quanto afferma, altrimenti la mancanza di replica non può che non essere interpretata come tacita ammissione di colpevolezza e di incapacità del palazzo e in questo caso la speranza per la città è ridotta al lumicino e riposta solo in qualche consigliere di maggioranza che, al momento del voto, venga scosso da un sussulto di amor proprio per la città e che, ribellandosi alle indicazioni di scuderia, possa trovare il coraggio di alzare la testa e non la mano

Si parte da presupposti come al solito sbagliati.<br />
Senigallia con i suoi 56.000 veicoli registrati al Pra non avrà mai un flusso di traffico scorrevole e costruire sempre nuove strade non fluidifica il traffico anzi lo incrementa come tutti gli studi sulla mobilità seri certificano.<br />
Comunque mi raccomando, continuiamo sempre a ragionare in maniera AUTOcentrica e non mettendo invece il cittadino al centro della scena, tra qualche anno invidieremo Milano nell\'ora di punta.<br />
P.S Quando decideremo il destino del porto?<br />
Turistico o cantieristico?<br />
Forse lo decideremo ad Area Sacelit edificata....come al solito....<br />

Floriano Schiavoni

Al prossimo consiglio comunale chiederò se qualcuno ha esaminato la soluzione da lei proposta.<br />
Pur non essendo un esperto del settore ,a naso, tale soluzione è senza dubbio migliorativa.<br />
Speriamo che qualche consigliere di maggioranza legga e capisca altrimenti siamo alle solite:la città deve mangiare il piatto preordinato!

paolo landi

una precisazione relativa ad un altro errore sul mio commento nella parte finale ho scritto....contro mano, girando subito a destra anzichè a sinistra

Giacomo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Scusa ma non capisco il tuo commento.<br />
Paolo Landi propone (di fatto) di sostituire uno svincolo complicatissimo, che occupa molto spazio, con una semplice rotatoria e tu parli di costruire nuove strade?<br />
<br />
Quanto al futuro destino del porto, per me la risposta è già scritta ed è la solita: residenziale (o palazzinaro), come sempre.

Personalmente apprezzo molto il tono costruttivo e concreto delle sue proposte.<br />
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Visto che vedo che legge i commenti all\'articolo approfitto per chiedere se qualcuno in Comune, consiglieri o altro, le prende mai in considerazione.<br />
<br />
A mio avviso, infatti, gli interventi per la viabilità non hanno colore politico e vanno valutati solo nel merito.




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