Maiolati: il Campus ... con i freni, ed altro

marco gambini rossano 08/05/2009 - In un manifesto apparso di recente sui vetri della sede del PD, Carbini e la sua giunta annunciavano in pompa magna la necessità di firmare in tempi brevi l\'assegnazione dell\'appalto del Campus scolastico.

A sostegno di tale tesi, presto seguita nei fatti dalla firma apposta dal sindaco uscente, veniva citata l\'eccessiva onerosità della ristrutturazione degli attuali edifici scolastici non a norma sismica. A questo punto una domanda sorge spontanea. Possibile che il sindaco uscente ammetta candidamente di non aver fatto niente per tutelare la sicurezza dei nostri figli nei cinque anni del suo mandato ? Perché, a ben guardare, niente è stato realizzato. In cinque anni abbiamo avuto una forte spesa per la progettazione di un campus, inerpicato su un terreno la cui stabilità, in termini geologici, sarebbe meglio verificare ulteriormente, e nient\'altro. Niente di nuovo è stato costruito. Niente di vecchio è stato messo in sicurezza.


Adesso, con fare estremamente democratico, il sindaco uscente ha apposto una firma che impegna chiunque gli subentri nell\'amministrazione del Comune. Giova ricordare che in un\'altra campagna elettorale, non troppo lontana (sono passati appena 5 anni), l\'allora candidato sindaco di sinistra si scagliava contro la giunta uscente, di destra, accusata di voler firmare appalti che avrebbero vincolato l\'amministrazione entrante. Strano come, col mutare dei ruoli (da opposizione a maggioranza) muti anche il concetto di democrazia… Ma tant\'è. Resta senza risposta la domanda relativa alla sicurezza dei nostri figli in questi anni, questione, come insegna l\'Abruzzo, assolutamente da non sottovalutare. Ma anche un\'altra domanda sorge spontanea, alla luce di quanto scritto da Carbini sull\'articolo del Corriere Adriatico del 4 maggio 2009. Come infatti il sindaco uscente intenda mantenere impianti costosi come il campus coi freni è un mistero. Qualcuno potrebbe dire: \"ma c\'è la discarica\"… Lasciamo correre il rapporto tra i proventi della discarica e la spesa corrente, assolutamente incompatibili. In ogni caso la discarica non sarà infinita. Ed il sindaco uscente Carbini ci dice, sempre candidamente, che non accetterà più di 50.000 tonnellate annue di rifiuti dall\'ambito 1 (Ancona e suo Territorio). Rifiuti che, va sottolineato, finiranno nella nostra discarica. Ma come ? Non era Carbini lo stesso Sindaco che aveva minacciato misure di protesta estreme contro le prepotenze di Ancona e gli ordini di partito calati dall\'alto ? Cosa è cambiato ? In realtà poco ci interessa saperlo.


La cosa che conta è che, ceduto una volta alle disposizioni degli alti gradi del partito , ogni ulteriore cedimento apparirà non solo lecito, ma addirittura doveroso. Sempre, ovviamente, in nome del \"contratto di solidarietà\". Solidarietà pelosa che maschera l\'incapacità dei quadri imposti dai partiti nell\'ambito 1 di risolvere i problemi legati alla gestione dei rifiuti. Ma torniamo a noi. La nostra discarica era stata ampliata per durare 15 anni, offrendo una soluzione seria ai problemi della gestione dei rifiuti dell\'ambito 2 (Jesi e media vallesina). Soluzione provvisoria, certo, ma almeno di ampio respiro. Cosa succederà con i prossimi cedimenti di Carbini, qualora fosse riconfermato ? In quanto tempo la nostra discarica verrà otturata da rifiuti di città guidate da sindaci incapaci ? 4 anni ? 5 anni ? In ogni caso in poco tempo saremo noi ad avere il problema della gestione e smaltimento dei nostri rifiuti. E non solo. Dovremo anche preoccuparci della gestione post mortem dell\'impianto. Qualcuno potrebbe dirci: \"ma sono stati accantonati fondi appositi, per questo problema\". Tralasciando il fatto che è italica virtù quella di inventarsi sempre nuove normative che rendono insufficienti i fondi precedentemente accantonati in virtù di previsioni rivelatesi fallaci, si pone comunque il problema dei mancati introiti che a quel punto si verificherebbero per il comune.


Dopo pochi anni di vacche \"obese\" con una straripante fiumana di danaro, impiegato nel campus e nel palazzotto, il comune si troverebbe improvvisamente a secco, e con l\'onere aggiuntivo delle due strutture da mantenere. A quel punto ? Forse tutto ciò è evitabile. Noi proponiamo un impianto che permetterà la gestione dei rifiuti a livello provinciale, senza che un solo grammo in più di \"mondezza\" entri in discarica. Ed il tutto senza bruciare, senza inquinare e creando posti di lavoro e ricchezza per le aziende della Vallesina e per il nostro comune che potrà mantenere l\'attuale livello di introiti e di servizi per un tempo, a quel punto, indefinito. Ai cittadini la scelta tra una discarica piena e debiti da pagare od un impianto come quello sopra descritto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-05-2009 alle 17:07 sul giornale del 08 maggio 2009 - 1060 letture

In questo articolo si parla di politica, maiolati