Tre bollini rosa alla struttura ospedaliera di Jesi

ospedale 01/07/2009 - Tre bollini rosa sono stati attribuiti alla struttura ospedaliera di Jesi, nell’ambito della terza edizione del progetto Ospedaledonna promosso da O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che premia con i bollini rosa, il riconoscimento massimo, le strutture attente alle esigenze delle donne.

La consegna simbolica avviene oggi a Roma, nella Sala Conferenze di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, durante una apposita conferenza stampa. Per l’ospedale di Jesi, parteciperanno Virginia Fedele, direttore medico Ospedali di Jesi e Maria Celeste Pennoni, dirigente responsabile Formazione. L’ambito riconoscimento di tre bollini rosa, in questa edizione, è stato assegnato a 27 strutture in tutta Italia su 96 premiate; nelle Marche, solo l’ospedale di Jesi e quello di Macerata lo hanno ottenuto.



Nel caso di Jesi, il progetto per il riconoscimento dei bollini rosa rientra nel più ampio progetto per l’Ospedale Modello. La classifica è stata stilata da una apposita commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini (Direttore Generale dell’Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma), che ha definito i requisiti per l’assegnazione dei bollini per una migliore selezione delle strutture: presenza da 1 a 3 unità operative per le malattie di genere, presenza femminile in posizioni dirigenziali con almeno 3 donne nel Comitato Etico e personale infermieristico prevalentemente femminile, servizi a misura di donna e caratteristiche multietniche, produzione di pubblicazioni scientifiche su patologie femminili.



“Siamo alla terza edizione del progetto Ospedaledonna - spiega la dott.ssa Francesca Merzagora, Presidente di O.N.D.a – una iniziativa che mette al centro le esigenze delle donne con l’obiettivo di identificare nel panorama sanitario italiano gli ospedali a loro più vicini. Le donne, infatti, rappresentano la principale utenza dei servizi sanitari. Ma quando si ammalano devono fare i conti con ospedali ben poco ‘a misura di donna’, in cui le peculiari esigenze femminili non sono considerate o forse non sono conosciute. Negli Stati Uniti, esistono gli women’s hospitals, centri organizzati per le diversità di genere.



Anche in Italia non si può ignorare la situazione. E a distanza di tre anni dalla prima edizione del progetto - continua Francesca Merzagora – è possibile affermare che qualcosa si è mosso. I risultati parlano da sé, con oltre 230 ospedali in rosa presenti sul territorio nazionale. In questa terza edizione, inoltre, si sono svelate eccellenze anche nei centri più piccoli e in provincia fino alle strutture italiane all’estero. L’ospedale per le donne anche in Italia è un traguardo raggiungibile”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-07-2009 alle 17:48 sul giornale del 01 luglio 2009 - 1284 letture

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