\'Pensa\', la Scuola Musicale Pergolesi incontra la ribellione in musica di Fabrizio Moro

Fabrizio Moro 03/07/2009 - Novanta allievi della Scuola Musicale \"G.B.Pergolesi\" di Jesi arruolati per una sera al cospetto del cantautore romano Fabrizio Moro. Il vincitore di Sanremo giovani 2007 con un pezzo forte e d\'impatto, \"Pensa\" dedicato alle vittime di mafia, è stato ospite l\'altra sera del direttore Sergio Cardinali e del presidente Mauro Mazzuferi per il concerto- saggio in piazza della Repubblica.

Tante hit di successo, anche sfornate dall\'ultimo Festival della Canzone, ma su tutte, i cavalli di battaglia di Fabrizio Moro \"Pensa\", \"Resta come Sei\", \"Fammi sentire la voce\", \"Libero\", \"Eppure mi hai cambiato la vita\", \"Barabba\". E lui duetta, improvvisa, scherza, abbraccia e infonde coraggio. Fabrizio Moro insieme agli allievi della Scuola. Un evento cui il pubblico di Jesi ha risposto in modo entusiasta. Ma prima del concerto, Fabrizio si è fatto conoscere attraverso i microfoni di Rve Fm Top Radio. Un\'intervista fiume in cui ha saputo farsi apprezzare ancora di più per la sua disinvoltura, modestia e simpatia.

Il tuo ultimo Ep si chiama \"Barabba\". Come mai questo nome? \"Barabba è il furfante per eccellenza - dice il cantautore - e quando parlo di lui, intendo solo esprimere con la mia musica quello che vedo nella società. Una società di uomini politici ricchi e furbi, una società di persone avide che arrivano solo grazie ai privilegi del loro nome. E non mi riferisco solo ai politici, ai parlamentari, ma anche a tutti i barabba che ci stanno attorno\".

Il primo singolo estratto è \"Il senso di ogni cosa\". Quale è il senso di ogni cosa per te? \"Sicuramente mio figlio che nascerà ad agosto. Voglio chiamarlo Libero, in onore al valore assoluto della libertà che è il senso della vita di ognuno\".

Quale incontro professionale ti ha cambiato la vita? \"Quello con Marco Falagiani, produttore di tantissimi artisti, e con cui ho iniziato a lavorare alle canzoni dell\'album \"Pensa\", che mi ha portato poi a Sanremo 2007\".

Esibirti accanto a 90 allievi della Scuola Musicale Pergolesi, che vedono in te il modello da seguire …come la vivi? \"Questa per me è l\'emozione più grande, vedere così tanti ragazzi, cantanti e musicisti, che suonano le mie canzoni…bello, quasi mi sento vecchio di fronte a loro. Una bella esperienza essere qui, davvero gratificante. Poi, io amo il contatto col pubblico, la cosa più importante nel mio lavoro è l\'esperienza live. Sono grato a Gaetano Curreri (leader degli Stadio e già ospite della Scuola Pergolesi) per avermi suggerito di accettare l\'invito del direttore Sergio Cardinali e del presidente Mauro Mazzuferi. Non credo molto nei talent-show, ma piuttosto nell\'impegno e nella forza di volontà di chi studia per perfezionarsi, di chi suona e suona e suona per migliorare. Se potessi dare un consiglio a questi allievi, direi loro di non demordere. Non arrendersi mai, di continuare a credere nei loro sogni e nella libertà. Sono i valori assoluti, i più importanti della nostra vita\".

Eri mai stato nelle Marche? E a Jesi? \"Conosco benissimo Jesi, ci ero già stato altre volte, la amo molto, con quel sapore ancora di provincia dove si vive bene, un po\' simile a Perugia e lontanissima dai ritmi di Milano, dove devo stare per ragioni di lavoro\".

Quali sono le difficoltà maggiori per i giovani musicisti? \"Credo abbattere il muro di diffidenza che c\'è verso i giovani cantautori, che riescono ad acquistare credibilità solo una volta arrivati all\'apice della carriera. Ma non bisogna demordere e continuare a credere nel proprio sogno, anch\'io ho iniziato con una gavetta durissima, suonavo nelle cantine\".

Sei figlio d\'arte? \"Si, figlio d\'arte infatti mio padre fa l\'operaio. E certi figli d\'arte riescono a emergere perché sono più bravi dei loro genitori, altri ce la fanno perché portano quel cognome, mentre altri pur bravissimi non riescono a reggere la competizione con il mostro sacro del genitore e restano in ombra…non so quale sia la situazione peggiore\".

Sei scaramantico? \"Generalmente no, l\'unica cosa che mi porto dietro è una palla da tennis rossa, perché l\'avevo in mano (stavo in un negozio di articoli sportivi) quando mi hanno chiamato per incidere il disco\".

Uomo romantico (sei quello delle commedie melense), aggressivo sul palco, impegnato nei testi, determinato ma anche molto modesto. Dunque di cosa hai paura? \"Spesso di non farcela, come uomo e come artista\".

Il rapporto con le tue canzoni? \"Alcune sono nate dopo preziosi minuti di ispirazione, altre dopo un lungo periodo di riflessione. In ogni caso le odio. Magari le tollero ai primi ascolti, poi mi dico che cavolo ho scritto? E ho una sorta di pudore a farle ascoltare ai miei cari\".

Nel senso che la tua compagna non riceverà mai una tua serenata? \"Mai! Ho meno difficoltà a suonare davanti a migliaia di persone..c\'è un\'adrenalina diversa!\".

Fabrizio Moro porterà il suo Ep \"Barabba\" in tour per tutta l\'estate. Le date sono disponibili al sito www.fabriziomoro.com






Questa è un'intervista pubblicata il 03-07-2009 alle 18:56 sul giornale del 03 luglio 2009 - 3146 letture

In questo articolo si parla di jesi, spettacoli, Talita Frezzi