Progetto Ospedale Modello: riorganizzazione delle attività ospedaliere

sanità 04/07/2009 - Per la cortese pubblicazione, si invia il seguente comunicato stampa. Ormai sulla linea di arrivo il progetto “Ospedale Modello”, per la riorganizzazione delle attività ospedaliere del nuovo ospedale “Carlo Urbani” di Jesi.

Da oltre un anno, lo ricordiamo, stanno lavorando al progetto circa 250 professionisti, organizzati in circa 20 gruppi di lavoro specifici, che hanno elaborato numerose proposte che cambieranno profondamente la sanità jesina.

Su base assolutamente volontaristica, all’avvio del progetto tanti collaboratori scelsero di partecipare al percorso di costruzione di quello che è ormai il modello di ospedale del futuro, che nasce dalle intuizioni del prof. Umberto Veronesi e dell’arch. Renzo Piano. La filosofia di fondo si basa sull’applicazione di 10 principi-guida che, correttamente declinati negli aspetti organizzativi, possono realmente trasformare il “fare sanità” nel “fare salute”, mettendo realmente il cittadino al centro delle cure. Essi sono: umanizzazione e accoglienza, urbanità e socialità, organizzazione efficace ed efficiente dell’attività di cura, interattività con il territorio, appropriatezza dei percorsi assistenziali, affidabilità e credibilità della struttura e dei professionisti, innovazione tecnologica ed organizzativa, ricerca, strategie formative e di comunicazione. Come si vede, quindi, si sta lavorando ad un amalgama nel quale gli ingredienti principali non sono solo la qualità delle cure, ma anche l’umanità e la fiducia, l’innovazione e il valore di medici, infermieri e personale di supporto.

I risultati dei lavori dei gruppi, che su tali principi hanno lavorato. sono stati analizzati oggi mercoledì 24 giugno, in un incontro che il direttore della Zona Territoriale 5 di Jesi, Ciro Mingione, ha avuto con i responsabili dei gruppi di lavoro e delle aree-progetto. Nel ripercorrere le tappe del progetto, complesso e dal risultato per niente scontato, occorre ammettere che all’inizio c’era una certa preoccupazione, perché l’impegno era, e continua ad essere, gravoso. Per la conduzione di un progetto ci sono almeno due modi. Nel primo, la direzione e un gruppo ristretto di persone decide cosa fare e come farlo, facendo calare dall’alto le decisioni senza una sostanziale condivisione, ma con discutibile imposizione.

Nel secondo, si coinvolgono i professionisti: questa è stata la strada scelta, affidarsi ai professionisti dell’azienda si sta rivelando una opzione vincente con risultati veramente positivi. Le capacità interne stanno emergendo ed il progetto comincia ad essere realmente il prodotto di una condivisione diffusa.

Sul piano pratico, è in corso di riprogettazione l’intera organizzazione: la struttura del “Carlo Urbani” prevede un “ospedale di giorno”, con attività prevalentemente di day hospital, day surgery e ambulatoriali; un’area di ricovero per “diversa complessità di cure”, dove i pazienti saranno il soggetto e non l’oggetto delle cure integrate tra i vari specialisti; un’area delle cosiddette “degenze speciali” identificate con i dipartimenti materno-infantile, apparato locomotore, salute mentale.

Tra i tanti sottoprogetti messi a punto, il principale riguarda appunto l’attività clinica, l’assistenza diretta al paziente, attorno a cui ruota tutta l’organizzazione.

Ora si stanno per avviare i necessari confronti con tutta la struttura, per una condivisione complessiva ed i riscontri con tutti i professionisti. Fondamentale è il passaggio con le Organizzazioni sindacali, con le quali discutere di organizzazione del lavoro e di risorse, per giungere entro la fine dell’anno ad uno schema definito ed avviare così le prime sperimentazioni.

L’approccio non può che essere della massima collaborazione e flessibilità, così che le esigenze assistenziali dei cittadini si concilino con le esigenze organizzative ed i vincoli edilizi del nuovo ospedale, per fare in modo che il “Carlo Urbani” prosegua la solida tradizione ed il ruolo di centralità strategica che la sanità di Jesi e della Vallesina riveste da tempo immemorabile anche nella regione.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2009 alle 12:07 sul giornale del 04 luglio 2009 - 1162 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, jesi, Zona Territoriale n. 5