\'E’ terribile, un dolore tremendo\'. Sotto choc la comunità cubana residente a Jesi

Via Pastrengo, 3 a Jesi. Il luogo del delitto. 07/07/2009 -

\"L\'ho appena saputo da una nostra socia e il dolore che provo è tremendo\". Sono le parole della presidente del Circolo Cubano \"Arcoiris\" di Ancona, che gestisce i rapporti tra i sudamericani nelle Marche e il Consolato, Marlenys Castillo. La comunità cubana a Jesi è sotto choc per il brutale omicidio di Pino Ariel Osvaldo Bravo. Ma anche le associazioni pacifiste jesine si interrogano.



\"E\' è un fatto orribile, inspiegabile - dice ancora la presidente Castillo - la nostra comunità è poco numerosa a Jesi, per lo più è concentrata ad Ancona. Conoscevo questo giovane, ci eravamo visti per il disbrigo delle pratiche burocratiche, per dei consigli appena arrivato in Italia per far venire anche la famiglia. Eppoi, di solito le comunità cubane sono molto affiatate tra loro, mentre con i peruviani e i dominicani c\'è comunque un rapporto di approssimazione, ma mai conflitto. Non so - conclude Marlenys Castillo - se questo omicidio sia sintomo di intolleranza o se dietro ci sia un disagio, che comunque ora peggiorerà. Manterremo alta l\'attenzione e ci attiveremo subito con il Consolato per rintracciare i familiari, fornire loro sostegno e vicinanza anche in vista dei funerali\".

Anche le forze associative jesine si interrogano su questa notte assurda. Sabato, mentre il cuore della città veniva trafitto da una violenta esecuzione, a pochi chilometri in via Crivelli a Villa Borgognoni si festeggiava con \"Equa la Festa\", conclusione di una tre giorni in cui le associazioni di stranieri presenti sul territorio (tra cui anche quella di amicizia Italia-Cuba) festeggiavano una sorta di gemellaggio nel segno dell\'equo e solidale. Una beffa. \"Sono sgomento di fronte a un fatto di sangue tanto grave - dice Sergio Ruggieri, portavoce della Consulta per la Pace e membro dell\'Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba - avvenuto nel cuore della città. Resta ora da capire quale forma di pazzia abbia indotto un gruppo di persone a ridursi così… Mi auguro che le forze xenofobe e razziste presenti a Jesi non colgano l\'occasione per ribadire che bisogna respingere gli stranieri. L\'auspicio è che episodi di questo genere non vengano strumentalizzati per fare pura demagogia\".






Questo è un articolo pubblicato il 07-07-2009 alle 02:52 sul giornale del 06 luglio 2009 - 1795 letture

In questo articolo si parla di cronaca, Talita Frezzi