Tre bollini rosa sono stati attribuiti alla struttura ospedaliera di Jesi

ospedale 08/07/2009 - Tre bollini rosa sono stati attribuiti alla struttura ospedaliera di Jesi, nell’ambito della terza edizione del progetto Ospedaledonna promosso da O.N.Da, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che premia con i bollini rosa, il riconoscimento massimo, le strutture attente alle esigenze delle donne.


La consegna simbolica avviene oggi a Roma, nella Sala Conferenze di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, durante una apposita conferenza stampa. Per l’ospedale di Jesi, parteciperanno Virginia Fedele, direttore medico Ospedali di Jesi, Marinella Baroni, direttore Medicina fisica e riabilitazione, Maria Celeste Pennoni, dirigente responsabile Formazione.


L’ambito riconoscimento di tre bollini rosa, in questa edizione, è stato assegnato a 27 strutture in tutta Italia su 96 premiate; nelle Marche, solo l’ospedale di Jesi e quello di Macerata lo hanno ottenuto. Nel caso di Jesi, il progetto per il riconoscimento dei bollini rosa rientra nel più ampio progetto per l’Ospedale Modello.


La classifica è stata stilata da una apposita commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini (Direttore Generale dell’Istituto Malattie Infettive Spallanzani di Roma), che ha definito i requisiti per l’assegnazione dei bollini per una migliore selezione delle strutture: presenza da 1 a 3 unità operative per le malattie di genere, presenza femminile in posizioni dirigenziali con almeno 3 donne nel Comitato Etico e personale infermieristico prevalentemente femminile, servizi a misura di donna e caratteristiche multietniche, produzione di pubblicazioni scientifiche su patologie femminili. “Siamo alla terza edizione del progetto Ospedaledonna - spiega la dott.ssa Francesca Merzagora, Presidente di O.N.D.a – una iniziativa che mette al centro le esigenze delle donne con l’obiettivo di identificare nel panorama sanitario italiano gli ospedali a loro più vicini.


Le donne, infatti, rappresentano la principale utenza dei servizi sanitari. Ma quando si ammalano devono fare i conti con ospedali ben poco ‘a misura di donna’, in cui le peculiari esigenze femminili non sono considerate o forse non sono conosciute. Negli Stati Uniti, esistono gli women’s hospitals, centri organizzati per le diversità di genere. Anche in Italia non si può ignorare la situazione. E a distanza di tre anni dalla prima edizione del progetto - continua Francesca Merzagora – è possibile affermare che qualcosa si è mosso.


I risultati parlano da sé, con oltre 230 ospedali in rosa presenti sul territorio nazionale. In questa terza edizione, inoltre, si sono svelate eccellenze anche nei centri più piccoli e in provincia fino alle strutture italiane all’estero. L’ospedale per le donne anche in Italia è un traguardo raggiungibile”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2009 alle 17:16 sul giornale del 08 luglio 2009 - 1412 letture

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