I blog in sciopero contro il DDL Alfano

3' di lettura 14/07/2009 - Il 14 luglio 2009 si terra lo sciopero dei blogger contro il DDL Alfano.


Blogger e giornalisti-blogger, attraverso uno scambio di telefonate ed e mail, hanno deciso di agire. Per dare un segnale forte attraverso la Rete. Gli Usa hanno eletto la prima volta un presidente di colore grazie alla libera condivisione delle informazioni in Internet. Barack Obama ha creduto nella Rete e sta facendo la differenza con un messaggio forte di cambiamento. In Italia, al contrario, una politica \"vecchia\" vuole impedire la libertà d\'informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il DDL Alfano che sono un attacco alla democrazia.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.

Il cosiddetto \"obbligo di rettifica\" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell\'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c\'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i \"citizen journalist\" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell\'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E\' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: \"Non vogliamo farci imbavagliare.

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto.

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.


dirittoallarete.ning.com








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2009 alle 00:57 sul giornale del 13 luglio 2009 - 3462 letture

In questo articolo si parla di politica, blog, libertà, informazione, Laura Mengucci, pacchiarotta


Blogger senigalliesi imbavagliatevi tutti e mandate la Vs foto al link sopra citato, l\' ho fatto e non sono sola !<br />
Diamo corpo e sostanza a questa iniziativa.

Commento modificato il 13 luglio 2009

Stiamo qui a farci le p... mentali sul Teatro alla panna piuttosto che al torroncino, e intanto Alfano introduce la censura di Stato. Non ho un blog, e dunque protesterò a modo mio. Al posto dei miei numerosi e insulsi (come direbbero Albertino, intruso e mauri) commenti, posterò il link dell\'iniziativa. Se qualcuno mi spiega come si fa a inserire la foto, ci metto pure quella. Grazie...

Paolo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Questo sciopero è vergognoso ed invece di affermare un diritto, lo nega.<br />
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Innanzitutto il metodo: <br />
la discussone in Senato del ddl Alfano è stata rinviata a dopo l\'estate ed il Governo, per voce dello stesso ministro, ha detto che il testo non è blindato e che potrà essere emendato.<br />
Proprio questo rinvio e questa promessa di rivedere alcuni punti ha convinto i giornalisti a revocare lo sciopero del 14 luglio. <br />
I blogger duri e puri no. Loro scioperano. Vabbè...<br />
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Poi il merito:<br />
il nodo della questione è il diritto di rettifica. Mi chiedo: cos\'ha un blog più di un qualsiasi giornale, rete televisiva o rete radiofonica? Perchè Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Gazzetta dllo Sport, Rai, Mediaset, Cnn, Sky, Bbc, Le Monde, El Pais, Bild e chi più ne ha più ne metta devono concedere il diritto di rettifica ed il blog no? E cosa cazzo avrebbe un blog più di un giornale o di una tv qualsiasi? <br />
Cos\'è la libertà d\'opinione? quaella di dire tutto, anche il falso o l\'ingiurioso, senza assumersene la responsabilità?<br />
Mi pare un po\' troppo comodo e mi pare che i bloger ne vogliano troppe. Ad esempio a Senigallia il Comune li parifica ai giornali inviando loro comunicati e invitandoli alle conferenze stampa. Insomma, il Comune li parifica ai giornali...proprio quello che vuol fare Alfano...Volete gli onori di essere considerati \"stampa\"? Prendetevi anche gli oneri.<br />
<br />
Aderirò allo sciopero dei blogger quando manifesteranno contro Ahmadinejad e contro tutti quei Governi che negano l\'accesso alla rete.<br />
Il resto è propaganda.


io partecipo, così come ho partecipato alla protesta mondiale contro la repressione in Tibet il 7 agosto 2008<br />
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eravamo una cinquantina di fronte alla Rotonda, assente tutta la classe dirigente, credo anche la stampa<br />
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un conto è la sfida a \"diventare adulti\", un conto è il regime sanzionatorio e repressivo del DDL Alfano

Non c\'è nulla di repressivo a chiedere di rettificare.<br />
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Non puoi scrivere \"Melgaco è un ladro\" e negarmi il diritto di rettificare, lasciando \"Melgaco è un ladro\" su tutti i motori di ricerca del mondo.<br />
Questa è repressione (a meno che io non abbia sulla mia fedina una bella condanna per furto).<br />
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Tanto più che offrendomi il diritto di rettifica ti tuteli contro le querele che altrimenti arriverebbero automaticamente e costerebbero molto più delle multe previste dal ddl Alfano per la negazione del DIRITTO (e sottolineo diritto) di rettifica (non OBBLIGO di rettifica come dite in maniera parziale).

Io non so se sono un blogger. Se per esserlo basta essere proprietario di un blog o di un sito internet lo sono. Bastano circa 30 euri l\'anno per esserlo allora.<br />
E così per domani rimbalza, sui blog appunto, l\'idea di questa mobilitazione generale. O immobilitazione, sarebbe il caso di dire, visto che l\'idea è quella di non appoggiare le dita sulla tastiera che per un blogger (soprattutto per quelli a meno di 30 euri l\'anno) è quasi come non respirare. Ce la faranno a resistere 24 ore lontano dai monitor? <br />
<br />
E così la giornata di protesta contro il decreto Alfano e l’emendamento ammazza-internet, che poi sarebbe quella parte del decreto (comma 28, lettera a dell’articolo 1) secondo il quale \"Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono\". In pratica, cioè, dovrebbero comportarsi come il resto della stampa ed esserne più o meno equiparati. Che c\'è di scandaloso in questo? Se si vuole la rete porto franco per qualsiasi prurito grammaticale allora non sono un blogger. E infatti sarò in rete domani, forse insieme a tanti scioperanti che su facebook manterranno \'offline\' la loro chat.<br />
<br />
A domani.<br />

Se uno non ottempera alla rettifica, la multa comminata va da 5000 a 13000 euro.<br />
Logicamente i blogger non hanno una redazione e io stesso spesso non accendo il pc per tre o quattro giorni se ho da fare (raramente ma è capitato) e quindi dovrei andare in rovina perchè ho scirtto un inesattezza?<br />
Ma per questo non c\'è già il reato di diffamazione?<br />
Mi sembra che lo abbia esercitato un noto avvocato contro un commentatore di Vs e ha anche vinto la causa.<br />
State come al solito difendendo l\'indifendibile.<br />
Secondo me vi roga anzi ti roga (Pablo non c\'entra nulla) che qualche blogger (non io sia ben chiaro) sia immensamente superiore ai tuoi amici giornalisti che bivaccano in redazione mentre Senigallia e l\'Italia vanno a puttane......

Se è una semplice inesattezza rettificare non ti costa nulla.<br />
Se è un\'ingiuria o una diffamazione i 5-13mila euro sono molto meno di quanto ti costerebbe una querela.<br />
Il diritto di rettifica tutela te perchè invece di beccarti una querela te la cavi semplicemente rettificando. <br />
Se poi vuoi strumentalizzare la situazione interpretandola come ti pare è un altro discorso.<br />
<br />
E se scambi la libertà d\'opinione con l\'ingiuria e la diffamazione è un altro discorso ancora.<br />
<br />
Quella norma è una norma di civiltà.<br />

Commento modificato il 14 luglio 2009

Il DDL dice che le rettifiche devono essere pubblicate \"senza commento\".<br />
Questo significa che se io sono rinchiuso a Montacuto per furto e tu scrivi che Andrea Scaloni è un ladro, io posso chiederti di rettificare la notizia (vera) che hai dato senza che tu possa commentare.<br />
Questa la chiami tutela contro le diffamazioni?

Commento modificato il 14 luglio 2009

Sì, Piaga, ricordi bene.<br />
L\'anno scorso per il <b><a href=\"http://scaloni.it/popinga/il-gioco-non-vale-la-candela-o-forse-si/\">Tibet</a></b> non s\'è vista manco l\'ombra dei politici e dei giornalisti.<br />
Ovviamente non gliene fotte nulla dei tibetani, salvo poi strumentalizzarli per la solita penosa cagnara politica.

Off-topic

Io c\'ero. Anzi organizzavo.

Le notizie vere non sono soggette a rettifica, anche perchè se mi quereli per diffamazione dopo lamancata rettifica voglio vedere qual è il giudice che ti dà ragione...(spiegare questo mi dà la sensazione di parlare con un bambino) <br />
<br />
Ma se tu scrivi che uno è un ladro e quello non lo è, è giusto che, se te lo chiede, tu rettifichi. Ed è giusto che se non lo fai paghi le conseguenze.

Commento modificato il 14 luglio 2009

Io non c\'ero semplicemente perchè non sono un \"manifestante\".<br />
Non sono mai sceso in piazza in vita mia neanche per la più giusta delle cause e neanche per festeggiare le vittorie ai mondiali di calcio.<br />
<br />
E\' questione di carattere.<br />
Io testimonio scrivendo.<br />
<br />
E ho scritto su svariati media all\'epoca delle Olimpiadi di Pechino.<br />
Ma che dico! L\'ho scritto da sempre.

Se io scrivo che Tizio è un ladro, Tizio può già rivalersi querelandomi per diffamazione.<br />
Se io scrivo, ad esempio, che Tizio prende 1350 euro al mese per fare il burattinaio e invece Tizio ne prende 1340, io non diffamo Tizio ma Tizio mi può imporre di rettificare. <br />
Questa la chiami tutela contro le diffamazioni?

Si possono rettificare i 10 euro di differenza.<br />
<br />
Ma si possono rettificare anche cose più gravi ed importanti che potrebbero essere soggette a querela nel caso in cui si possano ravvisare gli estremi dell\'ingiuria e della diffamazione.<br />
In questo caso la norma del ddl Alfano non fa altro che TUTELARE il blogger che scrive perchè prima di querelare, la persona che si sente offesa o diffamata DEVE chiedere la rettifica e soltanto nel caso in cui questa non venga pubblicata può far partire la querela.<br />
Tra l\'altro querela non significa condanna. Si va davanti ad un giudice che potrebbe anche dar ragione al blogger non rettificante (ad esempio se la notizia è vera).<br />
Insomma, è inutile che ce la menino. Siamo in uno Stato democratico, di diritto e garantista.<br />
Dipingere l\'Italia come se fosse il Nicaragua non serve a nessuno.

Credo che i problemi siano di due tipi.<br />
Uno il termine perentorio di 48 ore. Inadatto ai blog.<br />
<br />
L\'altro problema è la sindrome di Davide contro Golia. Se una multinazionale ti dovesse querelare, tu sai bene che, per quanto tu possa aver ragione, i suoi avvocati troveranno sempre il modo per rimescolare le carte in tavola e darti torto.<br />
Questo ovviamente non è un problema del DDL Alfano, ma dallo stato ci si aspetterebbe che difenda la parte più debole, non che faciliti le cose alla parte più forte.

Lo Stato deve difendere chi ha ragione.<br />
O legalizziamo il furto perchè chi ruba è sicuramente più povero del derubato?<br />
<br />
E non esistono avvocati supereroi.<br />
L\'avvocato vince la causa se ha ragione.<br />
Il mito dell\'avvocato superpagato che ti salva sempre anche se fai una strage davanti a mille testimoni esiste solo nei film.<br />
<br />
E poi non capisco perchè le 48 ore (dalla richiesta esplicita) siano inadatte. Anzi, internet consentirebbe la rettifica anche dopo un secondo.

A me capita (purtroppo raramente) di assentarmi dalla rete per qualche giorno.<br />
<br />
Non è vero quello che dici, e lo sai bene dato che spesso lodi (giustamente) il tuo amico paradisi.<br />
<br />
Ma il problema (e in passato mi è capitato) è che per far valere le proprie ragioni bisogna spendere miglialia e migliaia di euro. E se uno non li ha a disposizione ha già perso la causa.

Paradisi vince le cause che può vincere.<br />
<br />
Sono sicuro che se ti arriva una richiesta di rettifica (le 48 ore decorrono dalla ricezione della richiesta) 5 minuti in 48 ore per connetterti li trovi.<br />
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Comunque visto che il problema è questo (il diritto di rettifica) mi pare quantomeno esagerato parlare di \"bavaglio\" e tirar fuori la libertà d\'opinione, la democrazia etc. etc.

Quindi secondo te un avvocato vale l\'altro?<br />
<br />
Ma se sei fuori sede, magari per un week-end lungo? (lo so che tu questi problemi non li hai...)<br />
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Di fatto questo non chiude completamente la bocca ai blogger, ma li spaventa, gli mette paura, gli impedisce di affrontare argomenti importanti. E\' il primo passo verso una vera e proprio censura.

Li obbliga ad essere sicuri di quello che scrivono e li obbliga a documentarsi.

Ps Se sei fuori per uno dei tuoi famosi weekend lunghi non ricevi la richiesta di rettifica e quindi non decorre il termine delle 48 ore.<br />
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Inoltre un giornale deve: registrari al tribunale pagando una tassa, indicare un direttore responsabile e assoggettarsi all\'obbligo di rettifica.<br />
Nessuno si è mai spaventato per questo.<br />
<br />
Un minimo lo devono fare anche i blog perchè si rivolgono ad un pubblico potenzialmente infinito, quello che scrivono diventa \"fonte\" d\'informazione con i motori di ricerca e vengono letti da molta più gente di quella che legge i giornali.<br />
<br />
Inoltre il blogger è per definizione coraggioso. Se non lo è che blogger è? <br />
Il problema è che il coraggio si trova quando si sa quello che si scrive. Molti non sono sicuri di se stessi e delle proprie fonti. E se questi dovssero spaventarsi...beh....sticazzi.




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