Cantiani plaude alla decisione della Regione di non finanziare le aziende che delocalizzano

alberta cantiani 23/07/2009 - La Presidente della CNA della Vallesina, Alberta Cantiani, plaude alla decisione della Regione Marche di non finanziare le aziende che delocalizzano.

“Non si possono utilizzare fondi pubblici, sostiene la Cantiani, per permettere alle grandi imprese di “fare affari” altrove e mettere in crisi le piccole imprese di filiera che costituiscono il vero capitale economico e sociale del nostro tessuto produttivo, ne vediamo le conseguenze anche nel nostro territorio, grandi imprese che lasciano a casa centinaia di lavoratori.


Nei giorni scorsi come CNA territoriale abbiamo lanciato, anche dai giornali locali, un appello a “non finanziare e non inseguire strategie di delocalizzazione” che la Regione sembra aver recepito. Naturalmente non basta evitare “cattive scelte”, vanno ricercate strategie di contrasto alla crisi attente ed efficaci.” “Non è pensabile né sostenibile, commenta Elisabetta Grilli della CNA di Jesi e Vallesina, che ci siano 573 imprese marchigiane che partecipano in aziende estere e solo 54 aziende marchigiane partecipate da imprese estere.”


Se vogliamo essere noi ad attrarre capitali stranieri doppiamo puntare sulla qualità dei nostri prodotti, lo diciamo agli imprenditori, e quindi innovazione e attenzione al posizionamento sul mercato e in questo caso bene l’attenzione alle strategie di internazionalizzazione. Ma anche qualità della vita, dell’efficienza dei servizi, delle infrastrutture materiali e immateriali (che l’adsl raggiunga anche ogni piccola country house e gli permetta di innovarsi e farsi conoscere tramite internet e programmi di prenotazione on line ad esempio) e questo lo diciamo ai nostri amministratori, assieme alla più volte richiesta di abbassare la pressione fiscale.” “Pensiamo alla proposta, continua la presidente Cantiani, lanciata dalla CNA Nazionale del settore tessile abbigliamento (ma non solo, si pensi all’alimentare) di tracciabilità dei prodotti e di tutela del tesoro Made in Italy e anche Made in Marche.


Invece chi lasci i nostri comuni per delocalizzare le unità produttive ha anche la responsabilità di depauperare le abilità e competenze dei lavoratori e della manodopera specializzata e quando qualcuno tornerà da avventure lontane rischia di dover ricominciare con la formazione e la qualificazione.”








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-07-2009 alle 17:34 sul giornale del 23 luglio 2009 - 1504 letture

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