Omicidio del cubano: il gip dispone la perizia psichiatrica su Victorero Teran

viaggio da incubo a Zanzibar 31/07/2009 - Ieri alla Procura della Repubblica di Ancona si è svolta l\'udienza per l\'incidente probatorio sull\'omicidio del pizzaiolo cubano Ariel Osvaldo Pino Bravo, 33enne massacrato con 11 coltellate la notte del 5 luglio in via Pastrengo, davanti alla sua abitazione.


Il gip di Ancona Francesca Grassi ha disposto una perizia psichiatrica per accertare se il killer del cubano - Victorero Teran Winston Geovany, 36 anni, ecuadoriano - al momento dell\'omicidio fosse capace di intendere e di volere. Lo stesso Teran, durante l\'interrogatorio, aveva reso una testimonianza confusa, fatta di frasi sconnesse e incertezze, zone d\'ombra e dubbi. La sua unica certezza, quella di non aver ucciso Ariel Osvaldo. In aula sarà difeso dall\'avvocato Nicoletta Pelinga e dovrà difendersi dall\'accusa di concorso nell\'omicidio volontario del pizzaiolo cubano.


L\'incarico peritale è stato affidato al Marco Ricci Messori che entro 60 giorni dovrà verificare lo stato di capacità di intendere e di volere dell\'ecuadoriano. Intanto, le responsabilità dell\'omicidio sono rimpallate tra i due killer. In carcere c\'è anche il complice dell\'ecuadoriano, Brian Alexis Tejada Florez, 25 anni colombiano, difeso in aula dall\'avvocato Marco Pacchiarotti. Il giudice ha rinviato l\'udienza al prossimo 29 settembre, quando verranno sentite anche la compagna della vittima e quella di Florez. Una terza donna, la romena Gabriela Gulei di 22 anni, compagna di Victorero Teran, era stata arrestata in un primo momento dai carabinieri con l\'accusa di favoreggiamento. Era stata sorpresa nella loro abitazione a lavare una maglia dell\'uomo sporca di sangue. Ma poi, il giudice l\'aveva rimessa in libertà.


L\'omicidio, aggravato da futili motivi, sarebbe maturato in seguito ad alcuni apprezzamenti dei due carnefici verso la fidanzata di Ariel Osvaldo Pino Bravo. Il pizzaiolo avrebbe lasciato correre, accortosi che erano entrambi ubriachi, ma poi intorno alle 2 l\'agguato mortale. I killer sono tornati in via Pastrengo, con una banale scusa lo hanno fatto scendere in strada e lo hanno trafitto con 11 coltellate all\'addome e al collo. E\' morto intorno alle 2 in pronto soccorso, mentre i carabinieri della compagnia di Jesi stavano già arrestando i responsabili.






Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2009 alle 19:09 sul giornale del 31 luglio 2009 - 4678 letture

In questo articolo si parla di cronaca, tribunale, omicidio, Talita Frezzi





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