Potenziati alla Caritas i servizi al centro di solidarietà

Caritas 18/08/2009 - Questi giorni di vacanze estive, di avvenimenti mondani, di relax, sono anche l’occasione per una riflessione più approfondita sull’attività svolta e sui progetti in fase di attuazione del Centro di Solidarietà “Don Luigi Palazzolo”, promosso dalla Caritas Diocesana per dare risposte efficaci ad alcune povertà “emergenti” nel territorio: l’immigrazione, i problemi legati ai minori, il disagio mentale, le persone senza fissa dimora.

Negli ultimi mesi, grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Bancaria CariJesi, della Fondazione Bancaria CariVerona e dell’8 per mille della CEI sono stati potenziati alcuni servizi del Centro di solidarietà, gestito fino a febbraio scorso dall’Associazione Il seme e ora dalla Fondazione Caritas Senigallia onlus. In particolare sono stati potenziati i servizi docce, la distribuzione dei pacchi vestiario e pacchi viveri e il sistema di sicurezza del Centro.


“Gli interventi – ha detto il responsabile del Centro, Giovanni Bomprezzi - si sono resi necessari per l’aumentata richiesta dei servizi da parte degli utenti, che dai 16.288 servizi del 2005 sono passati a 24.280 nel 2008. Per quanto riguarda la doccia, finora il servizio era offerto solo agli uomini ed era insufficiente per soddisfare le richieste, almeno il doppio di quante ne venivano soddisfatte. Fino a pochi mesi fa l’accesso era consentito alla medesima persona solo una volta al mese, per problemi di capienza. Ora il nuovo servizio è stato ampliato, da una doccia disponibile ne sono state realizzate tre, di cui una ad uso esclusivo delle donne. Il nuovo settore docce è accessibile anche alle persone con disabilità o difficoltà motorie. Al servizio docce sarà collegata la fornitura di vestiario pulito e/o nuovo (biancheria, ciabatte) e di asciugamani. In un anno si stima di poter fornire 4800 docce a circa 300 utenti rispetto alle attuali 1600 docce. Per la distribuzione del vestiario sono stati allestiti nuovi locali, dotati di arredi più funzionali. Sono state acquistate nuove scaffalature, armadi e un bancone per gestire la distribuzione. Attualmente il Centro di Solidarietà “Don Luigi Palazzolo” distribuisce oltre 4.120 pacchi-vestiario all’anno a persone senza fissa dimora o persone in stato di povertà.”


La distribuzione è organizzata con cadenza giornaliera, con la possibilità di accesso alla medesima persona una volta al mese. Il vestiario distribuito proviene in parte dalla raccolta permanente di vestiario usato e in parte, la biancheria, viene acquistato. L’accesso alla distribuzione vestiario sarà subordinato al passaggio dal Centro di Ascolto, per una migliore valutazione delle reali esigenze dei richiedenti. Fra gli interventi, anche la sistemazione degli spazi destinati a magazzino e la dotazione di attrezzature per la gestione del ciclo del freddo, che consentiranno di far fronte alle pressanti richieste in ambito alimentare da parte dei senza fissa dimora e di un crescente numero di famiglie che si rivolgono alla struttura di Prima Accoglienza. “In quattro anni, dal 2004 al 2007, - ha aggiunto Bomprezzi - c’è stata una triplicazione degli interventi, fino ad arrivare a 1.104 interventi nel 2007. Sono molti, ma ancora insufficienti rispetto alle richieste che giungono alla struttura. Al termine dei lavori di adeguamento dei locali per la distribuzione dei pacchi viveri, la struttura di Prima Accoglienza consentirà di far fronte ad un numero di pacchi-viveri pari a 4.500 annui. Attualmente il Centro di Solidarietà “Don Luigi Palazzolo” distribuisce oltre 800 pacchi-viveri.”


A seguito dei lavori, è stato ricavato un locale, adiacente alla cucina e al piccolo magazzino attualmente disponibile, nel quale collocare le apparecchiature utili alla conservazione dei cibi: cella frigorifera con relative scaffalature, congelatori. La distribuzione dei pacchi viveri è organizzata con cadenza giornaliera, con la possibilità di accesso alla medesima persona una volta al mese. Per quanto riguarda i pasti l’accesso è giornaliero, con la possibilità di accesso alla medesima persona una volta al mese. Si tratta di un primo accesso di pronta emergenza, cui può seguire la presa in carico su progetto personalizzato, dietro colloquio e valutazione con il Centro di Ascolto. Per quanto riguarda il pranzo della domenica, l’accesso è libero previa registrazione del nominativo dell’utente. I cibi distribuiti provengono in parte da progetti di valorizzazione dei magazzini in scadenza avviati con supermercati locali e in parte vengono acquistati direttamente. I volontari impegnati al Centro sono circa 700 ma per un efficace funzionamento della struttura e dei servizi da erogare è necessario che ancora più persone dedichino il loro tempo al volontariato presso il Centro. Proprio per questo è indispensabile promuovere e organizzare l’attività di volontariato, attraverso campagne di sensibilizzazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-08-2009 alle 15:15 sul giornale del 19 agosto 2009 - 3060 letture

In questo articolo si parla di attualità, caritas


Io lo faccio il volontario da solo da circa due anni e posso condividere con quanto esposto da Giovanni Buonprezzi il responsabile della Caritas.Certo che la convivenza non è sempre ottimale ,ma dove si trovano casi diversi anche fuori della stessa Caritas? Con un pò più di attenzione verso i nostri connazionali non escludendo gli extracomunitari regolari, i percorsi di accoglienza podrebbero diventare più incisivi per i più bisognosi e cagionevoli di salute.Sono sicuro di essermi fatto capire........................a chi mi riferisco.

Grazie per tutto quello che fate...e per quante ne fate!<br />
Io posso solo aiutarvi nei capodanni, ma è sempre uno spasso.