Cingoli: Cisl, facili applausi della piazza al ministro Brunetta

3' di lettura 27/08/2009 - Liste attesa: \"Il ministro non dice tutta la verità\".

Sabato sera 22 agosto c’ero anch’io in Piazza Vittorio Emanuele di Cingoli ad assistere allo show del popolare Ministro Brunetta – esordisce così Mario Canale Segretario Cisl Marche - tenuto alla presenza di un numeroso pubblico, circa 1.300 persone e non tremila, che ha riservato applausi, tavolta più calorosi, senza però alcuna “standing ovation”. Non intendo polemizzare con nessuno – prosegue Canale – mi si consentano alcune osservazioni in merito all’iniziativa ed a quanto è stato detto dal palco. Il Sindaco di Cingoli, al quale va un plauso per l’iniziativa, ha ragione nell’affermare che “le ultime elezioni hanno dimostrato che c’è voglia di partecipazione”, mentre mi ha meravigliato quando ha seguire ha detto che “con questa iniziativa cerchiamo di dare una risposta” perché partecipare significa dare la possibilità ai cittadini di interloquire, cosa che per l’occasione è stata riservata soltanto a chi era presente sul palco.



Al Ministro - continua Canale - ricordo come l’obiettivo di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi quotidianamente erogati dalla P.A. ha sempre visto il sindacato in prima linea per perseguirlo, quello che i Sindacati hanno invece criticato sono gli epiteti, le allusioni generaliste come dare dei “fannulloni” a tutti i dipendenti pubblici non riconoscendo così l’impegno e la professionalità dei tanti lavoratori onesti. Il Sindacato è a favore del rilancio della contrattazione in ogni Ente per valorizzare chi lavora seriamente, ma quello che chiede al ministro, al di la dei facili slogan e delle frasi ad effetto, è di riunirsi attorno ad un tavolo per concordare insieme gli strumenti per valorizzare la meritocrazia nel pubblico impiego, senza invasioni legislative su materie demandate alla contrattazione e concertazione. Il Ministro Brunetta, parlando di sanità, ha affermato che le colpe dei ritardi delle liste di attese ricadono sull’aziende sanitarie e sul sindacato che pongono veti sull’uso della strumentazione per la diagnostica, ciò non risponde a verità perché il sindacato da sempre ha chiesto con insistenza di ridurre le liste di attesa proponendo anche il tempo pieno (H24) per il loro utilizzo, richiesta che è stata sempre ostacolata dai quei poteri forti dai quali il ministro prende le distanze dicendo di non conoscerli, forse un modo come un altro per non combatterli?



Non parlare in “politichese” e adottare il “linguaggio della concretezza” fa onore al Ministro, ma dato che è così bravo nell’annunciare gli sprechi e le inefficienze delle PP.AA. perché non ha il coraggio di intervenire anche sull’assenteismo dei parlamentari, sui loro compensi e privilegi? forse perché vanno a ledere interessi e poteri che non è “conveniente” affrontare. Oppure perché non parlare dei manager di società private e finanziarie che hanno avuto compensi miliardari nonostante che le loro aziende stavano fallendo, lasciando in grave difficoltà lavoratori e risparmiatori? Al Ministro, “che è arrivato tardi in politica perchè prima ha lavorato” e al quale “non piacciono i deputati ragazzini”, voglio ricordare – incalza Canale - che i giovani sono il futuro dell’Italia e che dobbiamo dare loro fiducia per evitare di ripetere gli errori del passato che hanno penalizzato il nostro Paese. Infatti se al ministro Brunetta fosse stato consentito di arrivare in politica da giovane oggi non saremmo a parlare della riforma della P.A. perché già attuata.


da Mario Canale
Segretario Regionale Cisl Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-08-2009 alle 17:23 sul giornale del 27 agosto 2009 - 828 letture

In questo articolo si parla di attualità, cingoli, Mario Canale


Lei si chiede come mai il ministro ( di chi poi ? ) non va a intervenire sui parlamentari o sui manager? A mio avviso il motivo è unico e si ripete ogni volta che gli altri pseudo ministri fanno dichiarazioni. Non sono Ministri, non sono stati eletti dal popolo ma sono stati assunti dal primo ministro con un contratto co-co-pro. Se non seguono il progetto, come da contratto di assunzione, vengono licenziati dal primo ministro. Quindi è logico che dica quello che deve dire e non farà mai niente di più il Sig. Brunetta, così come tutti gli altri suoi colleghi.




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