Severini (PD): Disastro scuola

3' di lettura 21/09/2009 - Le scuole di Osimo sono strette da una serie interminabile di problemi come non era mai successo prima. Le scuole italiane versano in una condizione di completo disastro, come mai prima. 


Le scuole di Osimo sono strette da una serie interminabile di problemi come non era mai successo prima. Le scuole italiane versano in una condizione di completo disastro, come mai prima.

Ho sempre sostenuto che la scuola rappresenta l\'anello più sensibile della società, quello attraverso il quale si potrebbe fare una radiografia complessiva del sistema che la circonda: se la scuola funziona, significa che le istituzioni, l\'economia, la società in cui essa è inserita funzionano. Al contrario, se essa vacilla, tutto precipita.

E dunque non funziona niente ad Osimo, come non funziona niente in Italia.


Ad Osimo abbiamo assistito ad una politica decennale che ha messo al primo posto, direi al solo posto, la crescita demografica legata ad una urbanizzazione forsennata che ha creato degli orrori urbanistici ed ambientali irrecuperabili. Così di fronte ad una crescita velocissima e forzata della popolazione non ha corrisposto una adeguata programmazione di edilizia scolastica, sia in senso di recupero, che di ampliamento degli spazi necessari.

La scuola è considerata una spesa ed un peso i cui noiosissimi obblighi vanno evitati e rimandati il più possibile. Così i problemi si sono accumulati e le forzate promesse fatte in periodo elettorale hanno anche spinto ad evidenziare i numerosissimi aspetti deboli di una realtà completamente sfasciata.

E\' facile intuire come una politica che mette all\'ultimo posto ciò che dovrebbe essere tra i primi manifesti tutta una serie di ribaltamenti di valori e priorità che non stiamo qui a dire, ma che vogliamo sintetizzare con la parabola discendente che ha subito anche ad Osimo l\'idea di Democrazia, sempre più difficile da riscontrare nei metodi e nelle azioni dei nostri amministratori locali.


E la scuola in Italia che fa da sfondo a questo triste scenario? Dopo le buone intenzioni che servono soltanto a fare bella figura nei discorsi ufficiali, la scuola sta pagando l\'ennesimo e pesantissimo scotto di un sistema che già da decenni ha iniziato il suo declino.

Riforme, riformette e riformacce non hanno fatto altro che creare discontinuità e smembrare sempre più l\'assetto scolastico attraverso approcci didattici marcatamente sperimentali, sempre intrisi di un pedagogismo ridondante e spesso caotico, mai pienamente convinto dei propri indirizzi.

Il problema fondamentale è che a un certo punto è mancata un\'idea forte di scuola ed essa ha iniziato a vacillare tra proposte fragili ed ondivaghe. E\' mancato il senso della storia e con esso inevitabilmente è mancato il senso della scuola. Una scuola che nello spregiudicato messaggio consumistico degli ultimi 20 anni non poteva che restare indietro perché fuori dal sistema della produzione, del profitto, della crescita.


E così siamo arrivati all\'ultimo anello di questo declino, quello dell\'era Gelmini che brutalmente costringe insegnanti, alunni e dirigenti a portarsi la carta igienica da casa.

Qualcuno si chieda se in una società avanzata possa immaginarsi una scuola peggiore di quella che ci tocca vivere ed affrontare giorno per giorno, come in trincea.

C\'e\' qualcosa che mi consola, tuttavia: che la rinascita generale del nostro paese inizierà proprio lì, da quelle aule, da quei banchi rotti, da quegli alunni spaesati, da quegli insegnanti sempre più umiliati e soli e da quella fragile carta che oggi manca.


da Argentina Severini
Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2009 alle 18:33 sul giornale del 21 settembre 2009 - 3996 letture

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