Sadam: Commissione Tecnica e Politica

8' di lettura 05/10/2009 - I giornali hanno in questi ultimi giorni parlato di una Commissione Tecnica che, benignamente, avrebbe “benedetto” l’ipotesi da 11,2 megawatt proposta, dopo l’ennesimo “cambio delle carte in tavola”, dalla SADAM. Ciò, apparentemente, dovrebbe contribuire a fare chiarezza su una situazione in cui l’unica cosa chiara, fino ad oggi, era che non c’era niente di chiaro.

Cerchiamo di osservare meglio anche quest’ultimo capitolo di questa saga casereccia che avrebbe un sapore ridicolo se non mettesse seriamente a rischio la salute degli abitanti dell’intera Vallesina, e raccontiamo un po\' cosa è successo in sede di Commissione Politica su Sadam, riunitasi il 29 settembre 2009.

In primo luogo, il mistero della consegna della Relazione: i Professori dell’Università di Ancona dichiarano di averla depositata oltre 10 giorni prima della Commissione Politica del 29 settembre 2009 in cui i due professori stessi erano convocati in audizione, e comunque, con un largo anticipo. Non possiamo non far notare ai cittadini che il timbro apposto dall\'Ufficio Protocollo del Comune (Pag.1) riporta la data del 28 settembre 2009, quindi appena un giorno prima della convocazione della suddetta audizione in Commissione Politica. Peccato, inoltre, che nelle mani di molti consiglieri comunali della Commissione Politica stessa, la Relazione sarebbe arrivata solo qualche ore prima della audizione, e solo su preavvertenza di persone che avevano saputo del deposito della Relazione per puro caso...

Veniamo alla Commissione Tecnica....… Quale Commissione ? Come fatto rilevare dai Consiglieri presenti (di destra e di sinistra !!!, ma il sindaco, come spesso capita, era assente) e sottolineato in chiusura dal Presidente del Consiglio Paolo Cingolani, della Commissione erano presenti solo gli ingegneri Polonara e Latini. Erano presenti anche l’Agenzia Regionale Sanitaria e l’ARPAM, che hanno tenuto a precisare di essere state informate all’ultimo momento dell’incontro e, soprattutto, di non essere state interpellate, recentemente e con continuità, riguardo la possibilità di un’analisi sui rischi sanitari derivanti dall’impatto ambientale degli impianti proposti dalla Sadam. Per non parlare della totale assenza di avvocati per analizzare le conseguenze legali per comune, sindaco, singoli assessori e consiglieri, in caso di costruzione di un impianto insalubre di prima classe in zona AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale: un’area che per legge, dovrebbe invece essere risanata).

Dunque se di “Commissione” non si può parlare, vediamo almeno cosa hanno studiato i due esimi ingegneri. L’unica cosa che è emersa chiaramente dalle loro parole è che la SADAM non ha consegnato loro alcun piano industriale o progetto. Quindi ancora slides, con numeri, oltre tutto, variati e discordanti rispetto alle precedenti edizioni.

Ed i due ingegneri ci dicono, senza piano e con numeri “ballerini”, che le emissioni ex ante, per loro stessa ammissione non fattivamente verificabili, di uno zuccherificio che non esiste più dal 2007, erano senz’altro maggiori delle emissioni ex post di un impianto di cui non esiste il piano industriale ed il progetto. Confesso che invidio le capacità divinatorie dei due ingegneri, e mi pungerebbe quasi vaghezza di iscrivermi ad ingegneria ad Ancona, dato che le doti divinatorie dei due relatori superano quelle degli insegnanti di Hogwarts, la celeberrima scuola di Harry Potter.

Mi limito a ricordare tristemente, davanti a cotanto impegno, che ormai anche i sassi sanno che i dati delle centraline di rilevamento jesine sono assolutamente incompleti e che, da quel parziale che emerge, l’inquinamento cittadino risulta essere oggi totalmente fuori controllo. Poco importa, come fatto notare da alcuni consiglieri comunali presenti, che nella relazione non si parli minimamente della congerie di impianti insalubri, altamente inquinanti e/o a rischio di incidente rilevante, presenti in Vallesina. Si comincia con l’API, ma si prosegue con l\'aeroporto, con la centrale di Camerata Picena, con la centrale Turbogas di Jesi, con la discarica di Maiolati, e chi più ne ha più ne metta. Nessuno dei due illustri cattedratici si è minimamente posto il problema dell’impatto dei nuovi impianti in relazione a quelli già esistenti… neanche citando magari, il piccolo particolare che in Vallesina si produce già circa il 70-80% della corrente elettrica prodotta in tutta la Regione Marche.

Una domanda ci è sorta spontanea: se la SADAM, il cui ipotetico impianto da 5,3 MW, secondo l’ing. Polonara è sotto i limiti di legge, riesce a ridurre l’impatto della ipotetica centrale da 11,2 MW mediante l’adozione delle cosiddette BAT (Best Available Technologies), per quale motivo non dovremmo esigere dall\'azienda l’opportunità di adottare tali BAT anche per la centrale da 5,3 MW ? L’ottimo ingegnere risponde che l’azienda non è obbligata… Ma, disgraziatamente per lui, il Consigliere Santarelli del PD (ebbene sì: anche il partito di maggioranza relativa ha cominciato a “sbottare” ed a manifestare, almeno qualcuno, che non si può più andare avanti trattando Jesi e la Vallesina come la “pattumiera” delle Marche. Benvenuti !) ha fatto notare che secondo recente giurisprudenza, nel caso in cui il rispetto formale dei limiti di legge non garantisse la salvaguardia della salute dei cittadini (e guarda caso, pare sia proprio il caso della zona AERCA…), l’azienda sarebbe in ogni caso tenuta ad adottare le BAT.

L’esimio professore, a questo punto, se ne è uscito con generiche e sorprendenti (per un tecnico che dovrebbe essere terzo) affermazioni sul fatto che, se si dovesse guardare queste cose, certo, un impianto così in questa zona non sarebbe assolutamente da costruire, non esistendo zona più inadatta…. Ma che entrando in gioco altre problematiche … Quali problematiche professore? Forse l’occupazione, per niente salvaguardata e garantita in maniera vincolante con impianti che, a periodi alterni, secondo SADAM, sono autonomamente economicamente sostenibili oppure no? Ma questa, professore, non è questione politica? E visto che sembra addentrarsi in un campo non puramente “tecnico”, cosa pensa Professore del non rispetto dell\'Art.19 della Convenzione con la Turbogas, che legava la vita della Turbogas stessa al mantenimento dello zuccherificio?

A chi gli faceva notare che nella loro relazione Latini e Polonara parlavano, benignamente, di un approvvigionamento da filiera corta (ossia di prodotti agricoli coltivati entro i 70 km) che poteva coprire solo il 50% della sola centrale a biomasse (cosa contraria alle indicazioni del PEAR, il Piano Energetico Ambientale Regionale, che dice chiaramente: “la valenza ambientale ed economica delle biomasse si esplica compiutamente solo se produzione ed utilizzo sono concentrati nel raggio di qualche decina di chilometri”, condizione oggettivamente non attuabile totalmente e nel concreto, né per la Raffineria di Biodiesel, né per la Centrale a Biomasse, come dichiarato dalla stessa Azienda proponente), Polonara rispondeva che il PEAR sarebbeuna sorta di consiglio amichevole, ovvero un insieme di linee guida non cogente. Davvero strano, detto da colui che il PEAR l\'ha scritto, e che, in nome proprio di quel PEAR oggi così sminuito, sta operando per insediare nell\'Alta Vallesina mini-inceneritori di biomasse, tramite il famoso Progetto Radar.

A questo punto non resta che associarsi alle conclusioni tratte dal Presidente del Consiglio Paolo Cingolani, che ha chiuso la seduta prendendo atto ufficialmente che la Commissione Politica (così come il Consiglio Comunale) non è in grado di assumere alcuna decisione di fronte alla totale mancanza di dati e di fronte ad una relazione incompleta, desunta da pochi scarni dati forniti dall’azienda, per lo più mutati nel tempo. Come anche ci si può associare alla conclusione che la Commissione Tecnica, smembrata, abbia a questo punto fallito il suo compito.

La domanda, però che ci poniamo è: i soldi che sono stati stanziati per pagare gli accademici ed i tecnici chi li rifonderà? Forse il Sindaco, che ne ha scelto autonomamente i componenti, su individuazione del suo braccio destro, l\'Assessore Daniele Olivi?

Pensate che vi siano ancora motivi di ottimismo? Pensate che la città sarà meno spaccata grazie alle doti divinatorie dei due professori ed a 6 pagine di relazione di una parte della Commissione che, nei fatti, sembra non esistere più? Pensate che una relazione basata su poco più del nulla, da un punto di vista tecnico, ingegneristico, sanitario, ecc... può essere sufficiente a firmare una “cambiale in bianco” ad un’azienda che cambia i dati e smentisce se stessa, dopo essere venuta molte volte meno agli impegni presi ?

Ma soprattutto… A chi giova tutto questo? Perché il sindaco continua ad accanirsi per far passare una proposta di riconversione priva di piano industriale, inquinante, di difficile sostenibilità occupazionale e che presenta l\'unica certezza di garantire ancora tanti soldi pubblici ai proponenti, senza muovere concretamente un dito per le migliaia di lavoratori a rischio disoccupazione di tutte le altre fabbriche jesine? Cos’ hanno di più i lavoratori SADAM rispetto agli altri lavoratori? Cos’ha di più la SADAM rispetto alle altre aziende jesine che fino ad oggi hanno prodotto ricchezza ed occupazione sul territorio, senza prendere 60 milioni di euro di soldi pubblici dall\'Europa per chiudere un impianto che funzionava ?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2009 alle 18:36 sul giornale del 06 ottobre 2009 - 2363 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, Vallesina, zucchero, Comitato Tutela della salute e dell\'ambiente della Vallesina





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