Ex colonie Enel: Ettore Coen replica al sindaco Angeloni

2' di lettura 09/10/2009 - Ettore Coen, israelita, in una lettera aperta replica al sindaco Luana Angeloni sulle ex colonie Unes.

Egr. Sig. Sindaco, ho letto, non senza disappunto, le Sue dichiarazioni apparse di recente sulla stampa, in merito alla questione ex colonie Unes. Come mai solo ora, a demolizione avvenuta, avete, cito testualmente, “richiesto come Amministrazione Comunale all’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche di svolgere una ricerca storica”? Non Le sembra una richiesta tardiva? Le rammento che le mie prime dichiarazioni in merito alla presenza di un Campo di Concentramento in quell’area, furono pubblicate il 3 Dicembre 2008.


Non Le sono sembrate sufficienti le dichiarazioni della ex internata Sara Foà rese alla stampa? Non Le sono sembrate sufficienti le dichiarazioni del Sig. Natale Diamantini, fratello dell’allora direttrice del campo? E non devono esserLe sembrati sufficienti nemmeno i documenti conservati presso l’Archivio Storico del Comune, di cui Ella è primo cittadino; mi riferisco al carteggio tra l’allora Questore di Ancona De Biase ed il Podestà di Senigallia (busta n°557). Evidentemente no, ed ora si appresta a chiudere la stalla dopo che i buoi sono fuggiti! Ella asserisce che l’intervento riguardava un bene di proprietà privata ma io credo che, se il bene riveste interesse per l’intera collettività, un Sindaco abbia gli strumenti per impedire lo scempio che è stato perpetrato.


Evidentemente mi ero illuso circa un Suo possibile intervento, dimenticando però che in passato Ella si era dichiarata favorevole, sia in Consiglio Comunale, sia sulla stampa locale (Il Messaggero 30/01/2008), all’edificazione perfino in P.zza Simoncelli ove sorgeva l’antico Ghetto Ebraico, così come prevederebbe il “Piano Cervellati”. Riguardo al monumento che ora dichiara di voler mettere in quel sito, esso avrebbe valore solo se inserito in un contesto di alto profilo culturale e non certo in quello che in passato ho più volte definito un “divertimentificio”, con piscina, campi da tennis, bar, centro fitness ecc. ecc..


Da ultimo Ella lamenta che qualcuno abbia difeso le ex colonie solo per motivi di visibilità politica; ben più deprecabile a mio avviso l’assordante silenzio di chi, vuoi per motivi di opportunità politica, vuoi per ordini di scuderia, tacendo abbia di fatto legittimato la cancellazione di un pezzo della nostra storia, dimenticando i principi ispiratori e fondanti della Sinistra.


da Ettore Coen
laltrasenigallia@viveresenigallia.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2009 alle 15:44 sul giornale del 10 ottobre 2009 - 4754 letture

In questo articolo si parla di attualità, ettore coen, colonie enel


Che dire, Cohen. Questa uscita della Sindaca è di una grettezza e cinismo stupefacenti. Una presa per i fondelli col sorriso sulle labbra e l\'atteggiamento della maestrina che tutto aggiusta quando i bambini fanno caciara. Ce la poteva risparmiare. Quando l\'ho letta mi sono vergognata di essere una cittadina di Senigallia.

Non so se nessuno lo abbia notato, ma nella demolizione, è stato lasciata integra la parte sotterranea che è piuttosto alta all\'interno. Lo posso confermare perchè nel 2001 sono stato il primo a visitare la ex colonia per un mio, assieme ad altri, interesse di acquisto. Da un punto di vista, del piano regolatore, varianti varie che significato ha questa parziale demolizione? Lascio agli esperti in materia l\'ardua sentenza.


spero che nessuno si farà mai prendere in giro dalla proposta di fare un monumento (o anche soltanto una targa commemorativa) in quel sito<br />

Concordo con quanto esposto dal Sig. Ettore Coen; non si può privatizzare la memoria storica: essa è un patrimonio di tutti e, come tale, va rispettata. E poi, perchè salvare la Gioventù Italiana (sfido a trovare un senigalliese che la chiami Nuova Gioventù) e non, anche, la vecchia colonia dell\'Unes? Da cittadino che a Senigallia è nato e che ci ha vissuto una intera vita, mi piacerebbe che tutto quanto ricorda il nostro passato sia fruibile anche dai nostri figli e dai nostri nipoti.

Rispondo a Leotex(mi dispiace parlare ad una siglia,ma lo so che a Senigallia esiste l\'omertà e il sottoscritto ne conosce anche i motivi)Vengo a fatti: Nella vecchia colonia ENEL ero stato come osservatore per controllare presenza di amianto.Come sapra il sottoscritto è il Presidente dell\'Ala una associazione che lotta contro l\'amianto che per omertò ed interessi non si disse che fosse cancerogena dal 1960 e che ha portato e porterà a tante vittime umane ignare che quella sostanza fosse cancerogena. Iniziata la demolizione della ruspa avvisai subito l\'assessore Ceresone della presenza di 5 o 6 vasche in cemento amianto in superfice e di altre sotterranee.Mi disse che ne era a conoscenza e che avrebbero tenuto conto del pericolo.Inoltre se nota la palestra è ancora in piedi come la centrale termina in quanto ricoperte da un tetto con lastre in cemento amianto.Li dovranno eseguire un piano di bonifica concordato con l\'ASUR dott. Giovanni Fiorenzuolo.Ritormando alla mia visita che le dicevo notavo salendo sul tetto dell\'edificio questo tetto della palestra ricoperto con lastre in cemento-amianto e rotte,tanto che la stessa palestra di proprietà della Provincia era stata recintata con un nastro rossoe bianco perchè non accessibile in quanto ci pioveva dentro.Mi domando a giochi fatti se le lastre rotte possono aver portato conseguenze di dispersione di fibre e quindi pericolo per colorono che ci sono stati per 5 anni.Quindi il motivo della mancara demolizione del sotterraneo penso che siua motivato dalla presenza di vasche in cemento-amianto.La saluto e penso di avrLe dato un contributo che è stato celato dall\'Amministrazione Comunale.

Esprimo la mia più viva solidarietà al Sig.Coen ed a quanti in tempi che si vorrebbero dimenticare,hanno subito le efferate violenze del nazifascismo.Le tardive parole della politologa Angeloni fanno vergognare anche me che pur non sono un cittadino di Senigallia ma che non dimentecherò mai le poche cose che da ragazzo (spinto allora dalla curiosità di sapere)sono riuscito a farmi raccontare da mio padre che,come molti sopravissuti dai campi di sterminio era persona riservata e schiva,portando dentro di sè le sofferenze e le umiliazioni subite.Certi politologhi farebbero bene a tacere visto che si sono responsabili con l\'intervento delle ruspe di cancellare un pezzo di storia che andrebbe invece divulgata,specie alle nuove generazioni perchè fatti simili non debbono più accadere.Una Repubblica che si definisce democratica ed antifascista lo è nei fatti e non nelle parole.Troppe chiacchiere,\"signori\"della politica,occorrono fatti e a Senigallia l\'avete fatta grossa con la demolizione dell\'exEnel.Se ancora non provate vergogna,abbiate almeno un po\' di pudore e tacete!Di nuovo all\'intera Comunità Israelita ed ai sinceri democratici che non hanno smarrito la ragione e rivendicano il diritto alla memoria,piena e totale solidarietà da chi non dimentica.NON C\'E\' FUTURO SE NON C\'E\' MEMORIA !E che questo sia di monito per tutti e per tutte.Saluti-Giorgio Bendelari

giuseppe Rosi

come insegnante di Storia sono amareggiato dall\'ignoranza che governa questa bellissima città,<br />

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Sig. Montanari<br />
non ho nessun problema a dirLe chi sono.<br />
Mi chiamo Leonardo Maria Conti ho 64 anni, sono di Senigallia e fino a 10 anni fa lavoravo alle Poste Centrali.<br />
Cordialmente.

Giacomo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Egr. Sig. Bendelari,<br />
La ringrazio per le sue parole e a suffragio di quanto Lei afferma, riporto qui di seguito le parole di Primo Levi, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti. Non che le ex colonie di Senigallia fossero un campo di sterminio ma sicuramente furono uno degli anelli della catena senza la quale Auschwitz non sarebbe mai esistito.<br />
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Se al momento della liberazione ci fosse stato chiesto:\" Che volete farne, di queste baracche infette, di questi reticolati da incubo, dei cessi multipli, dei forni crematori, delle forche?\", penso che la maggior parte di noi avrebbe risposto:\" Via tutto. Spianate tutto, radete tutto al suolo, insieme con il nazismo e con tutto quello che è tedesco.\". Avremmo detto così ed avremmo sbagliato.<br />
Non erano orrori da cancellare. Col passare degli anni e dei decenni, quei resti non perdono nulla del loro significato di monumento-ammonimento; anzi ne acquistano. Insegnano meglio di qualsiasi trattato o memoriale quanto disumano fosse il regime ………….<br />
Primo Levi<br />
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La ringrazio a mia volta della sua testimonianza e delle belle parole,concordo con Lei...la memoria non si cancella.Di nuovo la saluto augurandomi che altri episodi simili,come la distruzione dell\'exEnel non abbiano a ripetersi nel resto della nostra Regione con altri degradanti abbattimenti che certamente non fanno onore e non rendono giustizia alle genti della nostra terra.Mentre scrivo sto pensando a quel di Arcevia dove si ventila l\'ipotesi dell\'apertura di altre cave in luoghi sacri e di memoria storica o a Castelleone di Suasa dove per anni,reperti archeologici sono rimasti sepolti sotto capannoni industriali ,la maggior parte dei quali non utilizzati e che ora con la pretesa di allargare l\'Area Archeologica (per sviluppare il turismo o attraverso,anche il turismo,svolgere lezioni di storia antica non solo agli addetti ai lavori?)verra attraversata da una strada ,abbattendo piante secolari e quant\'altro.Storia antica e contemporanea,memorie di un passato remoto e di un passato recente che andrebbero salvaguardate ma si sà...in quanto a cultura..-non siamo proprio i primi della classe!.Non vado oltre altrimenti rischio di offendere qualcuno e questo non è nelle mie intenzioni neanche quando mi confronto o mi sono confrontato con la gente(per la maggior parte semplici cittadini come me)perchè gli storici,specie quelli che appartengono al cosidetto \"revisionismo\" e ritorno alla storia recente,puntano a fare di \"tutta un erba un fascio\" ed allora provo disgusto,amarezza e tanta rabbia per tante vite umane sacrificate in nome della Libertà,della dignità delle persone e della democrazia.La saluto altrimenti il disgusto,l\'amarezza e la rabbia,si fondono in tanta tristezza che pervade la mia persona e ne soffro mentre vorrei vivere in tranquilla e serena sicurezza poichè non mi capacito di quanto sta accadendo,specie quanto leggo di episodi di razzismo ed intolleranza.Di nuovo la saluto e mi scusi lo sfogo.Con stima e rispetto.Giorgio Bendelari

Prof. quando c\'è di mezzo la sindaca non ci stupisce più nulla.

tarcisio torregiani


Condivido totalmente le cosiderazioni del Sig. Coen e voglio esprimere, anche in questa occasione, la massima solidarietà a lui e alla Comunità Ebraica Senigalliese. Di quella Anconetana c\'è solo da vergoganrsi per le posizioni espresse dal Presidente Calderoni; come c\'è da vergognarsi del cinismo della sindaca e della sua silente giunta che continuano a prendere per il c..o la locale comunità ebraica e quanti da mesi hanno cercato di evidenziare il ruolo e la funzione che ebbe la ex Colonia UNES.<br />
Ci vuole solo la faccia tosta di una sfromntata come Lei (disposta a sacrificare memoria e storia) <br />
per favorire affari. CHE SI VERGOGNI E NON PROVI PIU\' A PARLARE IN CERIMONIE CHE RICORDANO IL ACRIFICIO DEL POPOLO EBRAICO E I VALORI DELLA RESISTENZA e co Lei l\'intera Giunta e l\'intera maggioranza di schiochi,inetti e servi.

Ettore, come sai ho da sempre appoggiato le tue istanze. Mi dispiace vedere in che modo il tritacarne della politica abbia ridicolizzato un sacrosanto richiamo alle ragioni della storia. Davvero, mi dispiace.




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