Landi: costruiamo un suggestivo perimetro del centro storico

09/10/2009 - Al sindaco che verrà va ricordato che il futuro di questa nostra splendida città si giocherà soprattutto su serie scelte urbanistiche fatte non di slogan o di mode del momento, ma impostate con un progetto unitario per la città, frutto di un intervento di pianificazione, ad oggi completamente latente, che non dovrà più riproporsi come sommatoria di scelte sporadiche e casuali, troppo spesso contrastanti e incongruenti.

La materia urbanistica è in grave ritardo evolutivo ed ha abituato i professionisti ad adeguarsi agli indici e alle tabelle di piani regolatori, che arrivano già superati alla loro adozione, senza stimolarli a ricercare e a capire i meccanismi fisici che regolano il buon funzionamento della città. La nuova filosofia, ormai attiva e praticata in diverse regioni, e di prossimo approdo anche nella nostra, stanno ormai smantellando vecchi convincimenti e abitudini, attraverso una straordinaria flessibilità, che pur non ripudiando i vecchi sistemi, tutto sommato ancora comodi e convenienti da applicare per le piccole amministrazioni, lascia invece libertà di intervento a quelle più intraprendenti, che solo così potranno costruirsi piani regolatori più funzionali, per i quali c’è però necessità di avvalersi di nuove e più moderne figure professionali.


Il progettista della città dovrà essere un profondo conoscitore della stessa, e bisognerà quantomeno diffidare di grandi nomi blasonati, ancorati ai vecchi schemi, non sempre in grado di produrre studi all’altezza delle aspettative. Specchio di questa situazione è, per la nostra città, il piano Cervellati da cui andrebbe estrapolato unicamente il codice di pratica per gli interventi edilizi, senza null’altro di definitivo che non possa essere corretto o modificato dal nuovo ufficio di piano, con l’avallo del consiglio comunale.


La piantina che ripropongo, poco aggiunge alle tante altre già pubblicate, ma in questo caso vuole essere oggetto da dibattere per i nuovi candidati a sindaco, interpretando, mi auguro, le aspettative dei cittadini per una città a misura d’uomo, più vivibile e bella, ricercandovi nuovi argomenti, che non siano le ormai logore e inutili querelle di villa Bucci o delle colonie dell’Enel dove scelte tecniche corrette, per il lungomare, sono travisate da una scarsa conoscenza e da una informazione diffusa in modo distorto Anche se non ufficiale e rappresentativa del solo centro città questa cartografia è l’unica testimonianza esistente di un tentativo di pianificazione coordinato che ha quantomeno il merito di aver assemblato, adattato e accordato in modo armonico idee, non solo mie, ma anche di altri. Quanto rappresentato è frutto di una particolare attenzione alla qualità ambientale, senza nulla di utopistico per una fattibilità pratica sempre ricercata (ad esempio anche le pregevoli proposte inglobate, degli atelier universitari di Toulose e Tor Vergata, relative al waterfront tra rotonda e molo e al river front fluviale, sono state aggiustate per essere rese praticabili) e che può essere tradotta nella definizione di un contorno del centro che sviluppa 4 diversi lati tematici e che dispone della più alta dotazione di verde in assoluto rispetto ad altre zone urbanizzate.


Queste sono:
- lato nord, definito dal Misa, pensato praticabile da natanti a remi, con anche un nuovo imbarcadero più interno, con l’impostazione del parco fluviale che nasce dalla foce, investendo la città vecchia attraverso la piazza d’acqua e la piazza sul fiume che esalta i portici e gli altri prospetti
- lato ovest, dove il nuovo parco fluviale si apre maggiormente, prende consistenza, recupera le mura, diventa usufruibile all’interno dell’alveo e valorizza le nuove espansioni delle caserme e dell’Opera Pia.
- lato sud, di via Leopardi che si trasforma in prestigioso boulevard, impreziosito dall’intera continuità muraria dove in adiacenza corre il percorso ciclo pedonale, è anche porta tecnologica del centro storico con la sua prevalente organizzazione degli spazi di sosta.
- lato est, il più prestigioso che arriva al mare con la successione repentina di tre fasce parallele rappresentative dell’asse monumentale Foro-Rossini, della cintura verde e del lungomare.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2009 alle 09:40 sul giornale del 10 ottobre 2009 - 4434 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi


Ciao Paolo<br />
sarei curioso di sapere su queste pagine cosa ne pensa l\'attuale Assessore Mangialardi e futuro candidato a Sindaco, di questa tua nuova proposta.<br />
Almeno vediamo se ancora è attaccato al vecchio modo di pensare oppure se ha questa elasticità mentale di rivedere totalmente il futuro della città di Senigallia, specificandone pregi e difetti.<br />
Leonardo

Ettore Baldetti

La proposta dell’ing. Landi è ampiamente condivisibile. Pur sorvolando sui contenuti della sua personale interpretazione della trasformazione urbana, è infatti auspicabile un metodo d’intervento urbanistico che muova da una profonda conoscenza dell’evoluzione urbanistica attraverso le successive epoche storiche, individuandone così la specifica identità fino al suo attuale sviluppo.<br />
In altre parole l’immagine urbanistico-architettonica di una città dovrebbe essere anche e soprattutto quella che i propri cittadini hanno costruito nel corso dei secoli ed intendono perpetuare nel futuro, nel rispetto della legislazione vigente e delle competenze professionali e giuridiche, e non il frutto di isolate iniziative degli esperti di turno, talvolta condizionati anche da interessi personali o di parte.<br />
Siccome però nessuno possiede doti divinatorie per interpretare i desiderata della cittadinanza, mediando poi in modo equo e trasparente con la pubblica amministrazione, ecco la necessita di rispolverare la Consulta “Città Territorio e Ambiente”, un organismo con funzioni consultive e di controllo, previsto a questo scopo dallo Statuto comunale, e democraticamente costituito dai rappresentanti delle componenti sociali interessate all’argomento: associazioni ecologistiche, storiografi, ordine degli architetti e degli ingegneri, sindacati, partiti politici, etc. . <br />

Commento modificato il 10 ottobre 2009

Ero presente all\'incontro con i ragazzi dell\'atelier di Tor Vergata e Toulose, e ricordo di aver visto l\'ing. Landi molto presente ed interessato a molte loro proposte, magari pure critico con altre, ma nonostante le criticità ricordo la chiacchierata assieme a lui ed altre persone sulla loro fattibilità: ma sempre da un punto di vista globale della città nel suo insieme.<br />
Erano idee sulla prima avveniristiche, quasi irrealizzabili, ma poi man mano son sembrate più fattibili di quanto non sembrasse.<br />
<br />
Ricordo che già si era parlato su queste pagine di questi argomenti, e sempre la base di partenza era il \"progetto di città\" nel suo insieme, scendendo poi a focalizzare alcuni punti: come oggi.<br />
Qui<br />
http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=192082<br />
Qui<br />
http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=201977<br />
Solo per citarne alcuni.<br />
La rete offre molte possibilità, bastano Google e VS (cliccando il nome del relatore in alto a destra)

Giacomo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Da Giuseppe Gambelli, segretario Udc riceviamo e pubblichiamo:<br />
<br />
\"Concordo sulle proposte formulate dall\'ing. Landi, perchè hanno il pregio di<br />
delineare una visione d\'insieme unitaria della città di Senigallia, e le linee<br />
del suo sviluppo, sotto il profilo urbanistico, prendendosi cura degli<br />
interessi ad una viabilità migliore, alla salvaguardia dei valori storici e<br />
panoramici del Centro, e nondimeno dell\'esigenza di valorizzare i<br />
professionisti locali, che troppo spesso sono messi in secondo piano, in luogo<br />
delle grandi firme, che fanno redigere progetti capaci di nascondere una<br />
scoordinata espansione edilizia, con le grandi firme, appunto.\"<br />