Chiaravalle: al teatro Valle, successo per Cinzia Leone

cinzia leone 3' di lettura 18/10/2009 - Frizzante, pungente, irriverente. Cinzia Leone ci ha regalato con “Poche idee… e basta” (sabato 17 ottobre al teatro Valle di Chiaravalle) un’ora e un quarto di comicità travolgente sulle banalità del nostro vivere comune.

Il sipario è già alzato e lei fa il suo ingresso dalla platea a cavalcioni del fonico, ed inizia una raffica di battute sagacemente dimenticate e poi riproposte con l’aiuto di una suggeritrice in prima fila. Cinzia Leone coinvolge e travolge in un turbinio incessante di concetti che puntano lo sguardo sui paradossi della nostra società in cui ogni gesto ed ogni situazione, anche la più naturale, è destinata a sfociare nel ridicolo e nel grottesco, stabilendo un punto d’incontro con il pubblico, quasi fosse una terapia di gruppo, per uno screening di realtà prive di valori umani. Tutto diventa reality, tutti vogliono essere protagonisti di reality, che diventa lo specchio della nostra vita, di un’anima consunta e corrotta dall’esibizione a tutti i costi, che trasmuta nella trivialità del “finto”, in quanto non c’è più distinzione tra finzione e realtà.

Anche l’amore proposto in tv poggia sulle traballanti basi di un erotismo fittizio. Non mancano le battute esilaranti sulla vendita telefonica che per chi ne è vittima diventa ossessione e persecuzione. Tutte forme di inganno collettivo compresa quelle del look: scarpe con tacchi che sembrano piani rialzati e unghie (finte) di calcestruzzo quadrangolari talmente tanto larghe e lunghe che dentro ci potrebbe crescere un pianeta. Il tutto scacciato per abbigliamento “così comodo!” da essere usato anche in casa. Poliedrica ed esilarante Cinzia Leone tralascia a volte il testo per arrampicarsi nella scalata dell’improvvisazione, e non tralascia le emozioni che coinvolgono tutti, in una ricerca della dimensione del dileggio che accompagna tutto lo spettacolo come nostri “tic” , a volte scurrili, quando siamo al volante e non accettiamo dubbi o incertezze nella guida. Tra malinconia velata e ironia la Leone mostra, oltre che a se stessa, le incrinature del mondo convenzionale a cui apparteniamo.

A fine spettacolo - scritto dall’attrice con Fabio Mureddu, con la regia di Walter Nanni - abbiamo incontrato Cinzia Leone che si è detta “onorata per essere stata chiamata, per i 250 anni della Manifattura tabacchi, a rappresentare le sigaraie e le donne di Chiaravalle in quanto con loro condivido la fatica di vivere”. Nel suo spettacolo ha messo in scena le sue “perplessità e difficoltà nel dare risposte a domande che sono sotto gli occhi di tutti”, ma di cui le non detiene alcuna verità preconfezionata. In “poche parole … e basta” la Leone “abbatte il linguaggio teatrale perché la comicità è come un’analisi sociale per vedere le nostre miserie”, che si conclude con il rodimento in cui riprende un suo precedente lavoro “Rodimenti” appunto!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2009 alle 20:32 sul giornale del 19 ottobre 2009 - 1365 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, cinzia leone, teatro valle, Valeria Rabini





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