Chiaravalle: 250 anni di Manifattura Tabacchi, conclusa la manifestazione

Claudio Piersanti 2' di lettura 19/10/2009 - Massimo Raffaeli e Claudio Piersanti chiudono la manifestazione.

A raccontare quanto il fumo nella letteratura sia “esalante ed accompagni il progetto culturale europeo” è stato il critico letterario Massimo Raffaeli, intervenuto domenica 18 ottobre a “Suggestioni tra immagini e parole: il tabacco e la cultura” evento con il quale si è conclusa la manifestazione “250 anni di Manifattura tabacchi a Chiaravalle”.



Nel corso del tempo il fumo ha rappresentato e veicolato ora un percorso di libertà, basti pensare alle donne con la sigaretta ritratte come simbolo di emancipazione, ora – secondo Raffaeli – il suo opposto come accaduto nel 2000 a Parigi quando venne tolta dai manifesti la Gitanes in bocca a Sartre. “Questa è bio-politica. L’immagine si è rovesciata. Fumare è della classe operaia e quindi immondizia. Si celebra il lavoro, ma in fondo lo si disprezza”, senza contare che “il lavoro “ammazza peggio del fumo. Basti pensare alle tante vittime sul lavoro”. Il ‘900 è stato l’unico che ha tematizzato il fumo nella letteratura “basti pensare a Baudelaire, a Rimbaud e allo stesso Leopardi ne I nuovi credenti”. La prosa e la poesia è piena di fumo. “Montale, grande fumatore di nazionali ha delegato il suo scrivere alla sigaretta, Beppe Fenoglio ne ha scandito tutta la sua epopea partigiana. Così pure Sodati, lo stesso Palazzeschi con Il codice di Perellà, uomo di fumo che rappresenta il contrario di Zarathustra, come contravveleno allo sventurato paese”. Svevo che con “La coscienza di Zeno” ci regala pagine indimenticabili delle promesse, degli appuntamenti, delle date, della lotta mai vinta per smettere di fumare. Grande conoscitore di fumo, “già prima di avere la barba”, Claudio Piersanti, scrittore e sceneggiatore, sottolinea come “l’unico compagno possibile per uno scrittore sia la sigaretta” e racconta come il filosofo Cioran abbia legato la sua creatività “secondo lo spartiacque di quando era fumatore e attribuendo a questo la sua vena, cosa peraltro smentita dai fatti”. Lo stesso Bilenchi, amico e maestro di Pierasanti, “fumava 80 sigarette al giorno ed aveva le mani gialle come Fenoglio”. E conclude con “l’ispirazione” che è dell’artista e del fumatore, perché “il testo ha bisogno di qualche curva”. La sigaretta “non altera la coscienza, ma la tiene vigile, ha un ruolo ansiolitico.In sé ha qualcosa di materno che accompagna e nutre”.



A chiudere la giornata la proiezione di “Film (S)fumati” proposta dall’associazione “Il sogno di una cosa”. Una carrellata di immagini da Chaplin a Bogart, da Sergio Leone ed il western a “Colazione da Tiffany” per non parlare di Tarantino sino al recente “Tank you for smoking”, tanto per citarne alcuni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2009 alle 18:25 sul giornale del 20 ottobre 2009 - 1442 letture

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