A Jesi progetto internazionale di studio con il censimento del forapaglie castagnolo

forapaglie castagnolo 31/10/2009 - Presso la Riserva Naurale Regionale Ripa Bianca di Jesi e presso l\'impianto di fitodepurazione del depuratore di Jesi gestito dalla Multiservizi S.p.A., dal 17 al 31 ottobre si è svolto un importante progetto di valenza internazionale per il censimento del Forapaglie castagnolo, piccolo passeriforme migratore, tipico frequentatore di canneti e paludi ed importante indicatore ecologico.

Il progetto nasce dalla collaborazione con un gruppo di ricercatori ungheresi, che studiano da anni il Forapaglie castagnolo che hanno richiesto l’aiuto di colleghi italiani per approfondire lo studio, in quanto la popolazione di forapaglie castagnolo studiata frequenta sia alcune zone ungheresi, sia l\'area di Ripa Bianca e gli stagni del depuratore di Jesi, sia alcune aree presenti sulla costa croata. Lo studio si propone di implementare le informazioni sulla rotta migratoria seguita dalla specie e capire se nel suo viaggio dall\'ungheria attraversi o meno l’Adriatico. Per questo dal 17 al 31 ottobre sono state in funzione più stazioni di censimento che hanno agito contemporaneamente, in Ungheria, in Italia e Croazia, nella speranza di interessanti ricatture. Il progetto ha coinvolto 10 inanellatori, attivi dal tramonto all\'alba, che hanno catturato gli uccelli tramite apposite reti, apposto sulla zampa un piccolo anello con un numero seriale, dopo avere preso alcuni dati, per poi rimetterli subito rimessi in libertà. L\'anello individuale permette di riconoscere lo stesso animale qualora venga ricatturato in un’altra stazione di censimento, permettendo di raccoglie numerosi dati sulla biologia, la dispersione, la migrazione.



Nelle due settimane di lavoro (17-31 ottobre 2009), sono stati inanellati più di 1000 esemplari tra cui, oltre a tre individui di forapaglie castagnolo provenienti dall\'ungheria, anche martin pescatore, pendolino, occhiocotto, migliarino di palude, ballerina bianca e gialla, porciglione, civetta, il raro pettazzurro e numerose altre specie. I dati confermano ancora una volta l’importanza naturalistica delle zone umide presenti presso la Riserva di Ripa Bianca e l’impianto di fitodepurazione come aree di rifugio, sosta ed alimentazione per l’avifauna, anche in considerazione della scarsità di questi habitat nel panorama regionale. La ricerca è stata coordinata dall’Associazione Ricerca e Conservazione dell’Avifauna – ARCA (www.associazionearca.eu) con il patrocinio della Riserva Naturale Regionale “Ripa Bianca” di Jesi (AN) che ha ospitato nella sua forestaria i ricercatori provenienti dalle altre regioni italiane






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2009 alle 15:32 sul giornale del 02 novembre 2009 - 1657 letture

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