Castelbellino, oggi alla chiesa di San Marco l’addio a Federico Teloni

Federico Teloni, 63 anni padre coraggio di Castelbellino 16/11/2009 - Sono stati fissati per oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Marco, nel cuore di Castelbellino, i funerali di Federico Teloni, il 63enne pensionato morto per aver difeso il figlio disabile dalle persecuzioni di un gruppo di balordi.

Oggi tutto il paese si stringerà attorno ai tre figli Giuliana, Massimo e Paolo, alla loro mamma straziata dal dolore. Un abbraccio che significa coraggio perché la famiglia Teloni deve continuare a lottare, senza arrendersi, ora che il branco è in trappola, ora che quei cinque balordi abituati a perseguitare Massimo per la sua disabilità sono indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Le indagini continuano e a fornire elementi importanti alla magistratura sarà l’esito dell’autopsia disposta dal pm ed eseguita sabato mattina. “Vogliamo solo giustizia per nostro padre - dicono Giuliana e Paolo, i due figli della vittima - perché se fosse morto per malattia, col tempo ci saremmo potuti rassegnare, ma così no”.

Ieri pomeriggio all’obitorio del viale della Vittoria di Jesi dove è stata allestita la camera ardente era una processione di amici e parenti, stretti attorno a questa sfortunata famiglia. “Tutti ci stanno vicini - dicono ancora - ci sentiamo di ringraziarli, non solo per il conforto morale ma anche e soprattutto per la collaborazione alle indagini della magistratura e dei carabinieri. I nostri compaesani sono stati molto utili, hanno parlato con noi, con gli avvocati e i carabinieri. Hanno raccontato cose che non sapevamo, gli scherzi e le torture con cui Massimo veniva perseguitato. Qualcuno che ha provato a prendere le sue difese è stato fatto oggetto di dispetti e piccoli danneggiamenti. Bisogna dirlo, senza di loro, senza le loro testimonianze forse non saremmo a questo punto con le indagini e il caso sarebbe forse già archiviato”.

Federico Teloni, ex muratore, era già in pensione a causa del diabete. Un uomo attivo, passava le sue giornate curando il piccolo orticello di casa, in contrada Molino e si occupava di Massimo. Gli stava dietro, lo accompagnava quando poteva e spesso, la sera se tardava nel rientrare andava addirittura a cercarlo. Non era più tranquillo Federico Teloni, da qualche tempo. “Non dormiva mai finché nostro fratello non era rientrato - raccontano disperati Paolo e Giuliana - aveva paura di ciò che quelli avrebbero potuto fargli”.

Il padre coraggio ha difeso la sua creatura fino all’ultimo, anche quella sera del 17 maggio, quando i cinque in auto hanno seguito Massimo fino a casa. Il pensionato è uscito nel cortile, esasperato e ne è nata la lite. E quando Paolo l’ha raggiunto, la madre gridava disperata e il padre era una maschera di sangue. Sei mesi di agonia in ospedale, in uno stato di coma diabetico. Ma Federico, prima di perdere conoscenza ha raccontato tutto ai medici del pronto soccorso e ai carabinieri. Ha parlato di un’aggressione, ha fatto nomi e cognomi perché quei persecutori, quegli aguzzini poco più che ventenni, i Teloni li conoscevano già e molto bene. Sarà la Procura della Repubblica di Ancona a stabilire se sono loro i responsabili di questa tragedia.






Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2009 alle 00:47 sul giornale del 16 novembre 2009 - 4160 letture

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