Rocconi: Gesù vuole insegnare a vivere bene nell’attesa del suo ritorno

vescovo Gerardo Rocconi 14/11/2009 - Mons. Gerardo Rocconi commente il Vangelo di domenica 16 novembre.


Dal Vangelo secondo Marco


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: \"In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà,la luna non darà più la sua luce,le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre\". Parola del Signore



In questa domenica l’insegnamento di Gesù riguarda le ultime cose, gli eventi finali. L’occasione per parlare di questo argomento e quindi del suo ritorno è offerta a Gesù da una domanda dei suoi, mentre guardavano il tempio di Gerusalemme: \"Un discepolo gli disse: \"Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!\". Gesù gli rispose: \"Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta\". E Gesù prende la fine del tempio di Gerusalemme come un simbolo, una figura della fine dei tempi e del suo ritorno definitivo.



IL REGNO DI DIO E\' GUNTO ED E\' IN MEZZO A VOI

Sì, perchè è arrivato il Regno di Dio, noi siamo realmente figli di Dio, ma tutto ciò dovrà manifestarsi in pienezza, in tutto il suo splendore solo alla fine. In mezzo alle durezze, ma anche in mezzo alle gioie della vita bisogna ricordarsi che sia le prime, sia le seconde finiranno: l’unica cosa che conterà sarà essere con il Signore. Gesù parlando della fine di queste cose e volgendo lo sguardo all’eternità vuol dare una speranza a coloro che sono afflitti per i tanti problemi personali o del mondo: lui fin da ora è motivo di incoraggiamento per coloro che gli si affidano e alla fine sarà la vita di tutti coloro che lo attendono. Ma Gesù vuol anche liberare da una illusione coloro che mettono la loro fiducia e la loro attesa nelle cose della terra: perfino il tempio di Gerusalemme finirà!



L\'ATTESA: E\' IL TEMPO DELLA CHIESA

Ma fra la morte e resurrezione di Gesù, e il ritorno finale del Signore c’è un tempo intermedio: è il tempo della Chiesa, il nostro tempo, il tempo della scelta e della testimonianza, della fede e della operosità. E’ un tempo che non sappiamo quanto durerà, ma è in questo tempo che ognuno deve scegliere se vuole stare con Dio, vuole accogliere Dio o andare dietro ad idoli vuoti e deludenti, anche se appaiono molto luminosi. Alla fine verrà Lui, l’atteso, Colui che definitivamente vincerà il Maligno, il peccato, la morte. E il suo ritorno sarà anche il momento del risveglio di tutti, della risurrezione. Sarà giorno luminoso per i giusti, giorno di tenebre e afflizione per gli altri: “E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”: Così leggiamo al termine del racconto del giudizio.



QUANDO LA FINE

“Quando avverrà tutto questo”? Certo, in continuazione sentiamo parlare di date sulla fine, ma Gesù dice: “Nessuno conosce quel giorno e quell’ora”. Gesù vuole insegnare soprattutto a vivere bene nell’attesa del suo ritorno. E allora questa attesa del ritorno del Signore deve avere alcune caratteristiche: - E’ una attesa piena di speranza. Non si cammina verso la fine, verso la morte, ma, chi ha fede nel Signore e vive per lui, sa che cammina verso la vita.

- E’ una attesa piena di vigilanza e di opere buone: attesa non pigra. Sappiamo che dovremo rendere conto della vita. E allora la vita dovrà essere caratterizzata dalle scelte giuste, intelligenti, sapienti: le opere buone, la fede, la preghiera, la carità.

- E’ una attesa vigile. Infatti per scegliere il Signore noi abbiamo a disposizione solo questa vita. Per questo dice Gesù: “Vigilate, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, magari trovandovi addormentati”.

- E’ una attesa caratterizzata dalla testimonianza coraggiosa e sicura perchè ogni uomo possa salvarsi. Guardando il Signore che viene, non è tolta la gioia, tutt’altro! Ma è sottolineata sottolineata la serietà del nostro cammino verso Lui.






Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2009 alle 16:09 sul giornale del 16 novembre 2009 - 1834 letture

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