Timidezza e fobie sociali, dove sono i genitori?

candidato al consiglio d\'istituto|massimo cortese| 23/11/2009 - Il 21 novembre ho partecipato ad Ancona ad un Convegno, dedicato a quell’età fondamentale che è l’Adolescenza, organizzato dall’Associazione Italiana Ricerca sulla Timidezza e Fobie Sociali.

Da genitore (avendo scritto il libro Candidato al Consiglio d’istituto, nel quale mi occupo di educazione e bullismo), non potevo farmi sfuggire questa occasione. Molti sono stati gli argomenti passati in rassegna: l’identità della persona, la sessualità, il dialogo (spesso assente) con la famiglia, i disturbi alimentari, gli aspetti normativi degli abusi verso i minori, l’ansia, il bullismo, il ruolo della televisione e di Internet, tanto per citarne alcuni. L’immagine che ho ricavato dal constatare lo stato dell’arte non è per nulla rassicurante: in particolare mi ha colpito uno studio fatto su 1975 adolescenti italiani e 1521 coetanei olandesi, dal quale risultava che questi ultimi erano meno ansiosi e più preparati verso l’età adulta.



Nel dibattito finale, è scaturito che gran parte della responsabilità di questa situazione è da addebitarsi a noi genitori, che troppo spesso appaltiamo alla televisione, ad Internet e alla scuola la vita dei nostri figli. In proposito, voglio anch’io dare il mio contributo: come è dimostrato dalla scarsissima partecipazione dei genitori alle recenti elezioni scolastiche, quando i nostri figli devono venire al mondo o sono piccoli, noi ci preoccupiamo di loro, andando al consultorio e alle varie riunioni. Poi, quando i figli crescono, pian piano ci disinteressiamo di loro, ed è paradossale: quando il nostro aiuto serve poco siamo presenti, quando la nostra presenza sarebbe fondamentale, questa non c’è. E di una cosa sono sicura: di questa presenza beneficerebbero innanzitutto i nostri figli. O sbaglio?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2009 alle 18:06 sul giornale del 24 novembre 2009 - 1157 letture

In questo articolo si parla di attualità, Massimo Cortese, candidato al consiglio d\'istituto


piripicchio

condivido, ottime riflessioni.<br />
Piripicchio.

Mario Feroce


Gentile Dott. Cortese<br />
Mi permetta due righe di commento, in qualità di lettore, di genitore, e di coordinatore regionale dei padri separati.<br />
Voglio solo ricordarLe che al momento mi consta personalmente che le istituzioni scolastiche non fanno tutto il possibile per informare e coinvolgere ambedue i genitori. Io personalmente ero disponibile a candidarmi alle elezioni del Consiglio di Istituto dei miei figli, ma non ho potuto esplicitare ciò semplicemente perchè la scuola non mi ha informato.<br />
Sarebbe già un passo avanti se le scuole inviassero ad ambedue i genitori che esercitano la potestà genitoriale le informative su quanto avviene a mezzo posta elettronica. <br />
Ricordo che in fase di iscrizioni le scuole già usualmente richiedono sul modulo di specificare l\'indirizzo di posta elettronica dei genitori, che però poi non utilizzano.<br />
Certamente, ciò non sarebbe una soluzione completa: ma sarebbe un primo passo, a costo zero<br />
Mario Feroce - Ancona<br />
m.feroce@libero.it