Sicurezza regionale, l\'isola felice non tiene più

paolo petrini 7' di lettura 02/12/2009 - Le Marche non sono più un Eden di tranquillità, anche se persistono valori radicati della cultura della legalità molto forti che ci mantengono tra le regioni italiane nelle posizioni più virtuose (15° nel 2008) delle graduatorie degli indici di criminalità.

C’è poi un aspetto tristemente attuale, come l’incertezza economica che alimenta la percezione di insicurezza nei cittadini. Un concetto quest’ultimo, affrontato anche dal vicepresidente della giunta regionale, Paolo Petrini aprendo i lavori della IV Conferenza regionale della sicurezza, tenutasi oggi a Jesi, al Teatro Moriconi. Per Petrini la consapevolezza di non essere più l’’Isola felice’ deve spingere “a costruire e potenziare una cultura della sicurezza che si fondi su una nuova condivisione tra soggetti, scevra da contenuti ideologici.” .


”La domanda di sicurezza – ha proseguito Petrini- si interseca con la qualità di vita sempre più richiesta nei centri urbani e in una società dell’informazione, anche la definizione di sicurezza è in continuo mutamento. Bisogna approcciare il tema della sicurezza con nuovi modelli teorici e strumenti pratici, partendo dalla multidimensionalità del problema.” Secondo il vicepresidente comunque “bisogna puntare sul ruolo dei Sindaci a cui i cittadini si rivolgono sempre più per risolvere i problemi e la Regione ha già compreso da tempo la necessità di lavorare insieme. Sono nate così diverse e interessanti progettualità: 70 progetti cofinanziati con 1 milione e 800 mila euro dalla Regione, mettendo in moto circa 6 milioni di risorse. “ Petrini ha anche sottolineato la pericolosità del lavoro sommerso, ricordando a tale proposito il dramma accaduto a Corridonia dove è morta folgorata una bambina cinese, probabilmente in un laboratorio clandestino. Anche il Prefetto di Ancona, Claudio Meoli ha evidenziato l’importanza del ruolo dei Comuni nel processo di definizione di un modello istituzionale di sicurezza intesa nell’accezione più ampia di vivibilità.”


“La sicurezza urbana – ha detto – è una porzione di sicurezza pubblica come funzione di polizia spettante allo Stato, ma che per il principio di sussidiarietà, può essere esercitata anche dall’ente locale. Quindi in una logica di partnership occorre adottare modelli operativi ispirati ai principi di collaborazione e di coordinamento istituzionale. ” Per Vito D’Ambrosio , in veste di Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, al quale è stata affidata la relazione introduttiva, “ i Comuni, invece, devono assumersi le responsabilità e le loro competenze, ma non sostituirsi allo Stato che deve assicurare un apparato di controllo del territorio efficace e che rimane essenziale, dotando anche le forze dell’ordine di mezzi e attrezzature idonee, così come tenere in collegamento il sistema della giustizia con quello dell’ordine pubblico e non depauperare le Procure. Siamo in un’epoca di proclami e sul tema della sicurezza – ha detto – è ora di vedere la realtà, anche quella scomoda e scivolosa, anche se nelle Marche si vive bene, la situazione è provvisoria e il modello “isola felice” è superato dai fatti: allora non ci si può più adagiare alle visioni ottimistiche solo perché stiamo in posizioni arretrate nelle classifiche.


Lo sforzo deve essere quello di non diffondere sicurezza o insicurezza a seconda del momento politico, ma far avanzare la società in un’idea di convivenza davvero civile e non di semplice tolleranza dell’altro. Se un tempo l’ordinata convivenza si poteva raggiungere in virtù del contenimento di certi fenomeni criminosi, oggi la situazione è completamente diversa, come ad esempio nella diffusione dell’economia sommersa. Ci sono fenomeni con espliciti segnali di pericolo in alcune zone (come il Porto di Ancona) che affievoliscono il diritto di cittadinanza. Dobbiamo guardare più lontano della nostra regione, per prevenire le situazioni che potrebbero aggravarsi in virtù delle infiltrazioni della criminalità organizzata che sceglie zone fertili dove proliferare. Non mi interessano le ronde che sono una pessima risposta alla domanda di sicurezza– ha concluso D’Ambrosio – mi interessa che cresca la coscienza civile perché le comunità non chiedano la presenza delle ronde, perchè ciò significherebbe assenza dello Stato. ”


Il docente universitario e componente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza, Giovanni Boccia Artieri ha illustrato una ricerca sulla definizione di sicurezza, condotta su quaranta amministrazioni locali marchigiane ( Province e Comuni) confrontando gli anni 2001 e 2009. Il report ha messo in luce che c’è una crescita della cultura della sicurezza e che esiste una certa parte di sindaci che ha una “visione nostalgica dell’Isola felice e la volontà di tornare a questa condizione, che - secondo Boccia Artieri - è profondamente mutata come è mutata la società, per cui i problemi vanno affrontati con strumenti più avanzati culturalmente. Si è inoltre passati dal 2001 ad un concetto di insicurezza imputato al fenomeno dei flussi migratori, ad uno – nel 2009 – imputabile alla violenza dei messaggi dei mass media. Ma ogni fenomeno diverso dall’ ordinarietà, per una aumentata consapevolezza dei cittadini è produttore di insicurezza.” Ma è ancora un valore forte il senso di legalità insito nei marchigiani, in un tessuto sociale sano ( Giorgio Jacobone - Questore di Ancona) che ci permette di vivere “senza preoccuparci se andiamo al cinema che ci rubino la macchina. Tuttavia bisogna prestare la massima attenzione alle infiltrazioni della criminalità organizzata e per questo soprattutto al fenomeno della prostituzione e al riciclaggio di denaro sporco (un imprenditore che apre una nuova attività comporta ha perdita sostenibilissima di solo il 10%) , senza lasciare spazi vuoti di controllo del territorio, nemmeno nel commercio abusivo e nella contraffazione. Una delle cause di diffusione dell’insicurezza – ha concluso Jacobone – sta anche nell’aver perso la possibilità di conoscenza diretta e di relazione fra le persone.” Grazie alla collaborazione tra Prefettura di Ancona e Regione marche – Dipartimento politiche di sicurezza e Protezione civile è stato possibile avere un quadro aggiornato all’ultimo anno degli eventi criminosi nella nostra regione, raffrontati negli anni tra il 2005 e 2008 e per la prima volta anche i dati disaggregati di tutti i 246 Comuni della Marche. Un compendio che pone le Marche all’avanguardia come disponibilità di informazioni rispetto ad altre regioni. I dati sono stati illustrati da Riccardo Pagani dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza. In linea con ciò che accade in Italia, c’è una diminuzione lieve dei reati commessi ( - 1,79%), inferiore però alla media nazionale che è diminuita del 7,61%. Ciò perchè si partiva da una situazione positiva e la variazione è quindi inferiore. In una logica di tendenza è la prima diminuzione a distanza di anni, ma occorrerà aspettare i prossimi dati per vedere il consolidamento o se rimane episodico.


Il furto resta il reato più commesso (45,24%), anche se nel 2008 sono diminuiti di 5 punti percentuali dai 4 anni precedenti, seguono i danneggiamenti 15,03% , le truffe e frodi informatiche 4,53%. In diminuzione le violenze sessuali – 7,94 (che nel 2007 avevano raggiunto un picco di 115 , calate poi a 107 nel 2008); in calo anche gli omicidi colposi (da 54 nel 2007 a14 nel 2008 ) con un - 74,35% , probabilmente dovuto anche ad una maggiore sicurezza ed educazione stradale. Gli omicidi volontari sono calati di oltre il 43% con 4 nel 2008 afronte di 7 nel 2007. Dal compendio emerge anche che l’incidenza di reati è maggiore sul profilo costiero della regione e minore nell’entroterra. Le province dove il calo di reati rispetto al 2007 è stato più sensibile sono Ancona ( - 3,98 con 18.603 reati commessi); Ascoli Piceno ( -2,60% e 13.427 delitti); Macerata ( -4,94% e 11.297 delitti). In controtendenza negativa Pesaro-Urbino dove dagli 11.575 reati del 2007 si è passati a 11.888, con un aumento dell’1,25%.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2009 alle 17:15 sul giornale del 03 dicembre 2009 - 1103 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, paolo petrini





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