Udc: non far morire il centro storico

Udc 2' di lettura 02/12/2009 - \"La biglietteria della stazione ferroviaria è perennemente chiusa, il centro storico sta lentamente morendo. E’ impensabile che in un territorio come quello di Jesi si continui a sottovalutare certe situazioni che creano disagi e che alla realtà dei fatti penalizzano i cittadini e declassano una città che ha necessità di un rilancio immediato e concreto\".

Da mesi, in molti, hanno denunciato lo stato di abbandono della stazione ferroviaria di Jesi ed oggi di fronte alla esistenza di un cartello che senza equivoci segnala ‘chiusura a tempo indeterminato’ della biglietteria il futuro è davvero nero. Perché non si ricerca, stimola e attua la soluzione privatistica che come a Fabriano, Falconara Marittima e Macerata hanno preso campo con successo? Un’altra soluzione d’obbligo da trovare è quella di non far morire il centro storico. Tutti sanno che molti commercianti si stanno trasferendo in periferia all’interno dei centri commerciali; che a breve gli uffici dell’agenzia delle entrate che vanta circa 40 dipendenti e che movimenta giornalmente decine e decine di utenti da tutto il territorio della Vallesina si trasferiranno in periferia; che l’attuale Ospedale, i cui locali di proprietà della Regione Marche la quale ne farà uso e consumo a seconda delle sue esigenze e necessità, si trasferirà preso il Murri; che la ‘farmacia comunale due’ a giorni si trasferirà in periferia.



Tutte soluzioni che allontaneranno sempre di più l’interesse degli jesini dal frequentare le zone del centro storico. L’amministrazione Belcecchi cosa fa? Certamente non sembra sentire il diritto dovere di trovare soluzioni come non sembra interessata a predisporre alcun progetto per il trasferimento nel complesso di via San Martino, di cui è stata eseguita la bonifica con la rimozione di materiali inquinanti, di parte degli attuali uffici comunali che non sono a regola di legge per quanto riguarda sicurezza, salute ed igiene.



L’Unione di Centro di Jesi grida a gran voce la necessità di creare nuove attività produttive pubbliche e private, di dar vita a qualcosa che crei movimento ed interesse, prima che la situazione della via principale della città resti solo un momento di piacevole passeggio che col tempo inevitabilmente si esaurirà senza possibilità di ritorno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2009 alle 18:51 sul giornale del 03 dicembre 2009 - 1002 letture

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